Cultura & Attualità
AIUTO per favore...
Messaggio del 07-09-2004 alle ore 18:23:31
Aiuto! Hanno rapito due volontarie di un ponte per... sono due ragazze che ho brevemente conosciuto in occasione di alcuni incontri e seminari.....in tutte le città si stanno organizzando iniziative, fate qualcosa anche voi a Lanciano, per favore organizzate un sit in, un a fiaccolta qualunque cosa.. presto, prima che sia troppo tardi... scusate se sono precipitosa ma l'emozione mi sta travolgendo, stiamo facendo un tam tam... che nn volgio credere sarà inutile....qui sotto ho messo il comunicato di Carta...AIUTATELE !
LA RIPRESA E L'APPELLO DI CARTA
*** No news speciale: martedì 7 settembre ***
Simona Torretta e Simona Pari, cooperanti di ?Un ponte per, sono state
rapite a Baghdad da uomini armati, insieme a due iracheni che lavorano per
la Ong italiana. Un terzo iracheno è sfuggito al sequestro. Secondo
testimoni, i rapitori sono arrivati a bordo di tre automobili, hanno preso
le quattro persone e sono ripartiti. I fatti sono confermati da ?Un ponte
per, che è presente in Iraq da oltre dieci anni, e che ha lavorato a lungo
per combattere gli effetti micidiali dell?embargo cui il paese è stato
sottoposto tra le due guerre irachene: una delle poche Ong che continuano a
restare in Iraq e che è in particolare impegnata, in questo periodo, nel
ripristino della fornitura di acqua potabile a Bassora e nel sud del paese.
Simona Pari ha collaborato con Carta, che nel marzo scorso pubblicò un suo
reportage sulle scuole disastrate di Baghdad (quell?articolo, straordinario
per umanità, è leggibile ora nel sito di Carta).
Rivolgiamo un appello urgente a tutto il movimento per la pace perché si
mobiliti, nei modi che ?Un ponte per indicherà, per ottenere la liberazione
delle due cooperanti e dei due iracheni sequestrati con loro. Dobbiamo tutti
insieme esigere che il governo italiano si metta a disposizione, per
ottenere la salvezza di Simona Pari e Simona Torretta, come quello francese
ha fatto per i due giornalisti a loro volta rapiti.
Aggiornamenti
http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/
Articolo di Simona Pari
http://www.carta.org/rivista/settimanale/2004/11/11Pari.htm
Aiuto! Hanno rapito due volontarie di un ponte per... sono due ragazze che ho brevemente conosciuto in occasione di alcuni incontri e seminari.....in tutte le città si stanno organizzando iniziative, fate qualcosa anche voi a Lanciano, per favore organizzate un sit in, un a fiaccolta qualunque cosa.. presto, prima che sia troppo tardi... scusate se sono precipitosa ma l'emozione mi sta travolgendo, stiamo facendo un tam tam... che nn volgio credere sarà inutile....qui sotto ho messo il comunicato di Carta...AIUTATELE !
LA RIPRESA E L'APPELLO DI CARTA
*** No news speciale: martedì 7 settembre ***
Simona Torretta e Simona Pari, cooperanti di ?Un ponte per, sono state
rapite a Baghdad da uomini armati, insieme a due iracheni che lavorano per
la Ong italiana. Un terzo iracheno è sfuggito al sequestro. Secondo
testimoni, i rapitori sono arrivati a bordo di tre automobili, hanno preso
le quattro persone e sono ripartiti. I fatti sono confermati da ?Un ponte
per, che è presente in Iraq da oltre dieci anni, e che ha lavorato a lungo
per combattere gli effetti micidiali dell?embargo cui il paese è stato
sottoposto tra le due guerre irachene: una delle poche Ong che continuano a
restare in Iraq e che è in particolare impegnata, in questo periodo, nel
ripristino della fornitura di acqua potabile a Bassora e nel sud del paese.
Simona Pari ha collaborato con Carta, che nel marzo scorso pubblicò un suo
reportage sulle scuole disastrate di Baghdad (quell?articolo, straordinario
per umanità, è leggibile ora nel sito di Carta).
Rivolgiamo un appello urgente a tutto il movimento per la pace perché si
mobiliti, nei modi che ?Un ponte per indicherà, per ottenere la liberazione
delle due cooperanti e dei due iracheni sequestrati con loro. Dobbiamo tutti
insieme esigere che il governo italiano si metta a disposizione, per
ottenere la salvezza di Simona Pari e Simona Torretta, come quello francese
ha fatto per i due giornalisti a loro volta rapiti.
Aggiornamenti
http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/
Articolo di Simona Pari
http://www.carta.org/rivista/settimanale/2004/11/11Pari.htm
Messaggio del 07-09-2004 alle ore 19:14:48
deve stare su
deve stare su
Messaggio del 07-09-2004 alle ore 21:12:31
mo organizziamo na cenetta,birra e porchetta,anzi ci mettiamo pure i peperoni arrosto,tanto per mantenerci leggeri.Peter Pan,mo ci vo, che ci hanno andato a fare.Cmq in mano agli iracheni,i fanne aricaccià li scorce di pimmaddore
mo organizziamo na cenetta,birra e porchetta,anzi ci mettiamo pure i peperoni arrosto,tanto per mantenerci leggeri.Peter Pan,mo ci vo, che ci hanno andato a fare.Cmq in mano agli iracheni,i fanne aricaccià li scorce di pimmaddore
Messaggio del 07-09-2004 alle ore 21:23:16
fermo restando il disprezzo per chi se la prende con le donne, ma chi aveva chiesto il loro aiuto?? l'iraq è una terra occupata, e le due simone sono cittadine di una nazione(scusata, un paese, per ambire al ruolo di NAZIONE ci vuole ben altro che essere schiavi degli interessi americani), occupante!!! siete sicuri che gli irakeni volevano il loro "aiuto"? volevano che stessero lì??
d'altronde l'iraq era una NAZIONE laica, filo occidentale, e fieramente nemica dell'integralismo islamico, oggi è il principale nemico dell'occidente, e un covo dell'itegraliso islamico!! meditate gente....meditate!!
fermo restando il disprezzo per chi se la prende con le donne, ma chi aveva chiesto il loro aiuto?? l'iraq è una terra occupata, e le due simone sono cittadine di una nazione(scusata, un paese, per ambire al ruolo di NAZIONE ci vuole ben altro che essere schiavi degli interessi americani), occupante!!! siete sicuri che gli irakeni volevano il loro "aiuto"? volevano che stessero lì??
d'altronde l'iraq era una NAZIONE laica, filo occidentale, e fieramente nemica dell'integralismo islamico, oggi è il principale nemico dell'occidente, e un covo dell'itegraliso islamico!! meditate gente....meditate!!
Messaggio del 07-09-2004 alle ore 23:42:01
Appello del Comitato Fermiamo la guerra e di Un Ponte
per
per la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta
Noi, movimento italiano per la pace, fratelli e sorelle di Simona Pari e di
Simona Torretta, operatrici di pace in Iraq, chiediamo alle persone che le
detengono insieme ai due operatori iracheni, Ra'ad Alì Abdul-Aziz e Mahnaz
Bassam, di liberarli subito. Vi chiediamo di considerare quanto danno state
provocando alla causa della pace e a quella del popolo iracheno.
Come ha scritto l'Unione delle comunità islamiche in Italia, "testimoniate
coscienza di un debito di riconoscenza nei confronti di coloro che hanno
condiviso la sofferenza del popolo iracheno negli anni dell'embargo, che
sono rimasti nel paese quando dal cielo piovevano le bombe, che non l'hanno
abbandonato neanche in questi mesi orribili di confusione e violenza".
Vi chiediamo di non spezzare il filo di solidarietà che, nonostante e contro
l'embargo prima e la guerra poi, nonostante e contro le scelte del nostro
governo, persone come le nostre sorelle hanno mantenuto tenacemente e
coraggiosamente, ad esempio rifornendo di acqua la popolazione assediata di
Falluja e Najaf.
"Un ponte per", la loro Ong, insieme a centinaia di organizzazioni sociali
e politiche del nostro paese, ha organizzato gigantesche manifestazioni a
favore della pace e per il ritiro delle truppe straniere dall'Iraq, e ha
cercato di non abbandonare gli iracheni all'arbitrio dell'occupazione militare.
In nome di questa lotta e della verità, vi scongiuriamo: liberateli subito.
Al popolo iracheno e a tutti gli amanti della pace nel mondo, e in Italia,
chiediamo di aiutarci nel tentativo di salvare la vita di Simona Pari, di
Simona Torretta, di Ra'ad Alì Abdul-Aziz, di Mahnaz Bassam. Erano a Baghdad
a nome di tutti noi. Nella loro prigione siamo anche noi, oggi.
La loro liberazione sarebbe uno spiraglio di luce nel buio della violenza.
Ancora in queste ore, in molte città irachene, la guerra miete vittime
innocenti. Perciò continuiamo a chiedere con fermezza che tacciano le armi,
che termini l'occupazione.
Ogni forma di mobilitazione, di pressione, gli appelli e le fiaccolate, i
messaggi ai rispettivi governi sono i mezzi di cui disponiamo, noi popolo
della pace. Usiamoli tutti, adesso.
Al movimento italiano chiediamo di scendere in piazza, in ogni città, da
subito, con i colori dell'arcobaleno e nel nome delle nostre sorelle e dei
nostri fratelli sequestrati in Iraq.
Il Comitato italiano Fermiamo la guerra, organizzatore delle marce del 15
febbraio 2003 e del 20 marzo 2004
Un ponte per Baghdad
Appello del Comitato Fermiamo la guerra e di Un Ponte
per
per la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta
Noi, movimento italiano per la pace, fratelli e sorelle di Simona Pari e di
Simona Torretta, operatrici di pace in Iraq, chiediamo alle persone che le
detengono insieme ai due operatori iracheni, Ra'ad Alì Abdul-Aziz e Mahnaz
Bassam, di liberarli subito. Vi chiediamo di considerare quanto danno state
provocando alla causa della pace e a quella del popolo iracheno.
Come ha scritto l'Unione delle comunità islamiche in Italia, "testimoniate
coscienza di un debito di riconoscenza nei confronti di coloro che hanno
condiviso la sofferenza del popolo iracheno negli anni dell'embargo, che
sono rimasti nel paese quando dal cielo piovevano le bombe, che non l'hanno
abbandonato neanche in questi mesi orribili di confusione e violenza".
Vi chiediamo di non spezzare il filo di solidarietà che, nonostante e contro
l'embargo prima e la guerra poi, nonostante e contro le scelte del nostro
governo, persone come le nostre sorelle hanno mantenuto tenacemente e
coraggiosamente, ad esempio rifornendo di acqua la popolazione assediata di
Falluja e Najaf.
"Un ponte per", la loro Ong, insieme a centinaia di organizzazioni sociali
e politiche del nostro paese, ha organizzato gigantesche manifestazioni a
favore della pace e per il ritiro delle truppe straniere dall'Iraq, e ha
cercato di non abbandonare gli iracheni all'arbitrio dell'occupazione militare.
In nome di questa lotta e della verità, vi scongiuriamo: liberateli subito.
Al popolo iracheno e a tutti gli amanti della pace nel mondo, e in Italia,
chiediamo di aiutarci nel tentativo di salvare la vita di Simona Pari, di
Simona Torretta, di Ra'ad Alì Abdul-Aziz, di Mahnaz Bassam. Erano a Baghdad
a nome di tutti noi. Nella loro prigione siamo anche noi, oggi.
La loro liberazione sarebbe uno spiraglio di luce nel buio della violenza.
Ancora in queste ore, in molte città irachene, la guerra miete vittime
innocenti. Perciò continuiamo a chiedere con fermezza che tacciano le armi,
che termini l'occupazione.
Ogni forma di mobilitazione, di pressione, gli appelli e le fiaccolate, i
messaggi ai rispettivi governi sono i mezzi di cui disponiamo, noi popolo
della pace. Usiamoli tutti, adesso.
Al movimento italiano chiediamo di scendere in piazza, in ogni città, da
subito, con i colori dell'arcobaleno e nel nome delle nostre sorelle e dei
nostri fratelli sequestrati in Iraq.
Il Comitato italiano Fermiamo la guerra, organizzatore delle marce del 15
febbraio 2003 e del 20 marzo 2004
Un ponte per Baghdad
Messaggio del 07-09-2004 alle ore 23:52:50
L'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia, appena messa al corrente del rapimento di Simona Pari e Simona Torretta ha lanciato questo appello ai sequestratori Liberatele!
Giuliano Santoro
7 settembre 2004
Nel Nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso
L'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia, appena messa al corrente del rapimento di Simona Pari e Simona Torretta ha lanciato questo appello ai sequestratori
Liberatele!
Chiunque voi siate e qualunque siano le motivazioni che vi hanno spinto a questo gesto, lasciate andare Simona Pari e Simona Torretta subito e senza condizioni, non lasciate che altra angoscia si assommi all'angoscia.
Liberatele !
testimoniate coscienza di un debito di riconoscenza nei confronti di coloro che hanno condiviso la sofferenza del popolo iracheno negli anni dell'embargo, che sono rimasti nel paese quando dal cielo piovevano le bombe, che non l'hanno abbandonato neanche in questi mesi orribili di confusione e violenza.
Liberateli !
la nostra comunità islamica in Italia non potrà accettare da voi altra soluzione che la rapida liberazione di Simona Pari e Simona Torretta e dei loro collaboratori iracheni,
in nome del Dio di misericordia e di pace se in voi c'è un briciolo di fede, in nome della solidarietà che loro hanno portato a che chi più ne aveva bisogno, in nome della giustizia tra le creature che religione e cultura impongono a tutte quanti
L'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia, appena messa al corrente del rapimento di Simona Pari e Simona Torretta ha lanciato questo appello ai sequestratori Liberatele!
Giuliano Santoro
7 settembre 2004
Nel Nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso
L'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia, appena messa al corrente del rapimento di Simona Pari e Simona Torretta ha lanciato questo appello ai sequestratori
Liberatele!
Chiunque voi siate e qualunque siano le motivazioni che vi hanno spinto a questo gesto, lasciate andare Simona Pari e Simona Torretta subito e senza condizioni, non lasciate che altra angoscia si assommi all'angoscia.
Liberatele !
testimoniate coscienza di un debito di riconoscenza nei confronti di coloro che hanno condiviso la sofferenza del popolo iracheno negli anni dell'embargo, che sono rimasti nel paese quando dal cielo piovevano le bombe, che non l'hanno abbandonato neanche in questi mesi orribili di confusione e violenza.
Liberateli !
la nostra comunità islamica in Italia non potrà accettare da voi altra soluzione che la rapida liberazione di Simona Pari e Simona Torretta e dei loro collaboratori iracheni,
in nome del Dio di misericordia e di pace se in voi c'è un briciolo di fede, in nome della solidarietà che loro hanno portato a che chi più ne aveva bisogno, in nome della giustizia tra le creature che religione e cultura impongono a tutte quanti
Messaggio del 07-09-2004 alle ore 23:56:06
APPELLO DELLA COMUNITA’ IRACHENA IN ITALIA
Noi della Comunità Irachena in Italia ci rivolgiamo a chi ha sequestrato le due Simone ed i due iracheni per ricordare loro che molti di noi, negli ultimi anni, hanno conosciuto bene queste due donne e l’organizzazione per la quale lavorano. Hanno imparato a volerle bene per quanto hanno dato e fatto per il nostro popolo.
Queste due donne hanno osteggiato l’embargo all’Iraq e da allora hanno lavorato per alleviare le sofferenze del nostro popolo come tutti gli appartenenti al Ponte per Bagdad… Si sono poi opposti con convinzione e forza alla guerra proprio perché non volevano che la nostra gente ne subisse le devastanti conseguenze… Oggi si trovavano a Bagdad per aiutare i nostri bambini, per portare medicinali, per recuperare il patrimonio archeologico, per rendere l’acqua potabile…. Hanno speso e spendOno gli anni migliori della loro vita per la nostra povera gente…
Nessuno più di loro è lontano da quanto il nostro paese ha sofferto… Se l’Iraq avrà un futuro di pace e di indipendenza sarà grazie a gente come le due carissime Simone.
VI SUPPLICHIAMO A NOME DEL DIO MISERICORDIOSO E COMPASSIONEVOLE, A NOME DELLA NOSTRA POVERA E DISPERATA GENTE DI NON FARLE DEL MALE. RECEDETE DA OGNI INTENZIONE MALEVOLE. LIBERATE I DUE IRACHENE E RESTITUITE LE DUE SIMONE VIVE E SANE ALLA LORO GENTE CHE SONO I BAMBINI DELL’IRAQ.
COMUNITA’ IRACHENA IN ITALIA
APPELLO DELLA COMUNITA’ IRACHENA IN ITALIA
Noi della Comunità Irachena in Italia ci rivolgiamo a chi ha sequestrato le due Simone ed i due iracheni per ricordare loro che molti di noi, negli ultimi anni, hanno conosciuto bene queste due donne e l’organizzazione per la quale lavorano. Hanno imparato a volerle bene per quanto hanno dato e fatto per il nostro popolo.
Queste due donne hanno osteggiato l’embargo all’Iraq e da allora hanno lavorato per alleviare le sofferenze del nostro popolo come tutti gli appartenenti al Ponte per Bagdad… Si sono poi opposti con convinzione e forza alla guerra proprio perché non volevano che la nostra gente ne subisse le devastanti conseguenze… Oggi si trovavano a Bagdad per aiutare i nostri bambini, per portare medicinali, per recuperare il patrimonio archeologico, per rendere l’acqua potabile…. Hanno speso e spendOno gli anni migliori della loro vita per la nostra povera gente…
Nessuno più di loro è lontano da quanto il nostro paese ha sofferto… Se l’Iraq avrà un futuro di pace e di indipendenza sarà grazie a gente come le due carissime Simone.
VI SUPPLICHIAMO A NOME DEL DIO MISERICORDIOSO E COMPASSIONEVOLE, A NOME DELLA NOSTRA POVERA E DISPERATA GENTE DI NON FARLE DEL MALE. RECEDETE DA OGNI INTENZIONE MALEVOLE. LIBERATE I DUE IRACHENE E RESTITUITE LE DUE SIMONE VIVE E SANE ALLA LORO GENTE CHE SONO I BAMBINI DELL’IRAQ.
COMUNITA’ IRACHENA IN ITALIA
Messaggio del 08-09-2004 alle ore 09:11:09
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Messaggio del 08-09-2004 alle ore 13:35:26
COMUNICATO ARCI NAZIONALE
Non ci rassegniamo a vivere in un mondo impossibile.Ci stringiamo alle famiglie, ai compagni e alle compagne di Un ponte per.
Sul sequestro di Simona Torretta, Simona Pari e dei due operatori umanitari iracheni
Il vaso di Pandora è stato aperto e i demoni impazzano per il mondo.
La pratica della forza ha sostituito la politica. L’arbitrio del potere ha scalzato il primato del diritto.
La spirale di violenza che si produce sfugge ad ogni logica e ad ogni tentativo di controllo.
Stiamo ancora piangendo i bambini di Beslam. Portiamo il lutto per Enzo Baldoni. Siamo in ansia per la sorte degli ostaggi francesi, mentre da anni ci battiamo contro la guerra e l’occupazione in Iraq, vicini alle sofferenze della popolazione civile irachena.
Oggi angoscia si aggiunge ad angoscia per il sequestro di Simona Torretta, Simona Pari, nostre compagne di impegno per la pace, e dei due operatori umanitari iracheni.
Il movimento pacifista tutto è colpito direttamente.
Ci stringiamo alle famiglie, ai compagni e alle compagne di Un ponte per, impegnati da anni in un prezioso lavoro di solidarietà concreta durante l’embargo, la guerra e l’occupazione
Facciamo appello ai loro sequestratori per la loro liberazione immediata.
Al governo italiano chiediamo di prendere –con serietà e determinazione- tutte le iniziative utili per la salvezza dei quattro sequestrati.
Al popolo della pace facciamo appello perché prosegua l’impegno di sempre, rilanciando con energia la propria iniziativa. Non ci rassegniamo a vivere in un mondo impossibile. Alla guerra e la barbarie c’è una sola alternativa: un progetto politico fondato sulla pace, sulla giustizia, sui diritti umani.
La Presidenza Nazionale ARCI
Roma, 7 settembre 2004
COMUNICATO ARCI NAZIONALE
Non ci rassegniamo a vivere in un mondo impossibile.Ci stringiamo alle famiglie, ai compagni e alle compagne di Un ponte per.
Sul sequestro di Simona Torretta, Simona Pari e dei due operatori umanitari iracheni
Il vaso di Pandora è stato aperto e i demoni impazzano per il mondo.
La pratica della forza ha sostituito la politica. L’arbitrio del potere ha scalzato il primato del diritto.
La spirale di violenza che si produce sfugge ad ogni logica e ad ogni tentativo di controllo.
Stiamo ancora piangendo i bambini di Beslam. Portiamo il lutto per Enzo Baldoni. Siamo in ansia per la sorte degli ostaggi francesi, mentre da anni ci battiamo contro la guerra e l’occupazione in Iraq, vicini alle sofferenze della popolazione civile irachena.
Oggi angoscia si aggiunge ad angoscia per il sequestro di Simona Torretta, Simona Pari, nostre compagne di impegno per la pace, e dei due operatori umanitari iracheni.
Il movimento pacifista tutto è colpito direttamente.
Ci stringiamo alle famiglie, ai compagni e alle compagne di Un ponte per, impegnati da anni in un prezioso lavoro di solidarietà concreta durante l’embargo, la guerra e l’occupazione
Facciamo appello ai loro sequestratori per la loro liberazione immediata.
Al governo italiano chiediamo di prendere –con serietà e determinazione- tutte le iniziative utili per la salvezza dei quattro sequestrati.
Al popolo della pace facciamo appello perché prosegua l’impegno di sempre, rilanciando con energia la propria iniziativa. Non ci rassegniamo a vivere in un mondo impossibile. Alla guerra e la barbarie c’è una sola alternativa: un progetto politico fondato sulla pace, sulla giustizia, sui diritti umani.
La Presidenza Nazionale ARCI
Roma, 7 settembre 2004
Messaggio del 08-09-2004 alle ore 17:03:48
Roma 8 settembre 2004
Simona Pari è una nostra amica,
ci siamo incontrate con lei nel maggio scorso
a Roma, nella Casa internazionale delle
Donne, era rientrata in Italia per motivi di
sicurezza ed in attesa di poter tornare a
Bagdad per riprendere il suo lavoro nelle
scuole irachene.
Abbiamo parlato a lungo, tempestandola di
domande cui ha risposto con pazienza e
intelligenza, perché Simona è intelligente,
simpatica, bella e ha uno sguardo aperto,
diretto e profondo, e ci ha descritto
accuratamente la società irachena prima dei
bombardamenti e i rischi di quella pseudo -
dopoguerra che stava frantumando,
disgregando, le poche risorse della società
civile.
Era impaziente di tornare a lavorare, di
riprendere le relazioni forzatamente interrotte.
L'abbiamo interrogata sul suo lavoro e sulla
situazione delle donne, e lei ci ha descritto
soprattutto le difficoltà delle bambine, i nuovi
impedimenti nel proseguire i loro percorsi di
istruzione, dovute alla totale insicurezza (
continuo rischio di rapimenti) e
all'islamizzazione di una società laica. Le
abbiamo chiesto di aiutarci a prendere
contatti con gruppi di donne irachene con cui
vogliamo " intrecciare fili " e " costruire ponti " .
- Non hai paura, non è pericoloso per voi
restare a Bagdad con le forze armate
italiane che aiutano gli statunitensi a "
esportare la democrazia " ? Non siete visti
come invasori, come forza d'occupazione? -
Le abbiamo chiesto anche questo e lei ha
risposto che non aveva paura perché anche
se era sicuramente rischioso viaggiare in
territorio iracheno, e loro limitavano al
massimo gli spostamenti, la loro casa a
Bagdad, era tranquilla e sicura, "un Ponte per"
ha una rete di legami con la società civile forte
e consolidata da anni di ottimo lavoro. Il
rischio di essere confusi con gli invasori non
lo correvano affatto. La loro sicurezza era nel
lavoro fatto e in quello in corso, nei loro
contatti quotidiani.
Non sappiamo chi ha rapito Simona Pari
Simona Torretta Raad Alì Abdul-Aziz e Mahnaz
Bassam.
Proprio le parole scambiate con Simona ci
lasciano sconcertate, la società civile di cui lei
parlava, da cui si sentiva circondata e
protetta, è colpita al cuore tutti i giorni, e i colpi
arrivano da tutte le direzioni. Chi le ha rapite,
rapiti, è andato proprio a cercare loro. Questa
tattica, cioè quella di spezzare i legami che
ancora tengono in piedi qualche esile
speranza di ricostruire un percorso di pace
l'abbiamo già vista in molti luoghi di conflitto,
sappiamo che può servire a numerosi tipi di
strategie, difficile capire chi dove come e
quando e cosa succede.
Pensavamo di andare in Iraq appena
possibile, si pensava ottobre, chissà adesso
se ci riusciremo, se avessimo una forza che
non abbiamo dovremmo andare in Iraq, ora,
tutte e ancora di più, a migliaia.
Chi vuole la pace in mano porta doni, non
armi, e in bocca ha il sorriso, come quello
bellissimo di Simona, e quello di Baldoni,
dovremmo partire tutti
Il nostro Governo ci dice che l'Italia è in
missione umanitaria, ma ha la mano armata.
Chiediamo al Governo italiano di far rientrare
le forze armate, ora, subito.
Aspettiamo Simona per riprendere insieme a
lei i nostri contatti di pace con le donne di una
nazione con cui non vogliamo essere in
guerra.
Le donne in nero di Roma
Roma 8 settembre 2004
Simona Pari è una nostra amica,
ci siamo incontrate con lei nel maggio scorso
a Roma, nella Casa internazionale delle
Donne, era rientrata in Italia per motivi di
sicurezza ed in attesa di poter tornare a
Bagdad per riprendere il suo lavoro nelle
scuole irachene.
Abbiamo parlato a lungo, tempestandola di
domande cui ha risposto con pazienza e
intelligenza, perché Simona è intelligente,
simpatica, bella e ha uno sguardo aperto,
diretto e profondo, e ci ha descritto
accuratamente la società irachena prima dei
bombardamenti e i rischi di quella pseudo -
dopoguerra che stava frantumando,
disgregando, le poche risorse della società
civile.
Era impaziente di tornare a lavorare, di
riprendere le relazioni forzatamente interrotte.
L'abbiamo interrogata sul suo lavoro e sulla
situazione delle donne, e lei ci ha descritto
soprattutto le difficoltà delle bambine, i nuovi
impedimenti nel proseguire i loro percorsi di
istruzione, dovute alla totale insicurezza (
continuo rischio di rapimenti) e
all'islamizzazione di una società laica. Le
abbiamo chiesto di aiutarci a prendere
contatti con gruppi di donne irachene con cui
vogliamo " intrecciare fili " e " costruire ponti " .
- Non hai paura, non è pericoloso per voi
restare a Bagdad con le forze armate
italiane che aiutano gli statunitensi a "
esportare la democrazia " ? Non siete visti
come invasori, come forza d'occupazione? -
Le abbiamo chiesto anche questo e lei ha
risposto che non aveva paura perché anche
se era sicuramente rischioso viaggiare in
territorio iracheno, e loro limitavano al
massimo gli spostamenti, la loro casa a
Bagdad, era tranquilla e sicura, "un Ponte per"
ha una rete di legami con la società civile forte
e consolidata da anni di ottimo lavoro. Il
rischio di essere confusi con gli invasori non
lo correvano affatto. La loro sicurezza era nel
lavoro fatto e in quello in corso, nei loro
contatti quotidiani.
Non sappiamo chi ha rapito Simona Pari
Simona Torretta Raad Alì Abdul-Aziz e Mahnaz
Bassam.
Proprio le parole scambiate con Simona ci
lasciano sconcertate, la società civile di cui lei
parlava, da cui si sentiva circondata e
protetta, è colpita al cuore tutti i giorni, e i colpi
arrivano da tutte le direzioni. Chi le ha rapite,
rapiti, è andato proprio a cercare loro. Questa
tattica, cioè quella di spezzare i legami che
ancora tengono in piedi qualche esile
speranza di ricostruire un percorso di pace
l'abbiamo già vista in molti luoghi di conflitto,
sappiamo che può servire a numerosi tipi di
strategie, difficile capire chi dove come e
quando e cosa succede.
Pensavamo di andare in Iraq appena
possibile, si pensava ottobre, chissà adesso
se ci riusciremo, se avessimo una forza che
non abbiamo dovremmo andare in Iraq, ora,
tutte e ancora di più, a migliaia.
Chi vuole la pace in mano porta doni, non
armi, e in bocca ha il sorriso, come quello
bellissimo di Simona, e quello di Baldoni,
dovremmo partire tutti
Il nostro Governo ci dice che l'Italia è in
missione umanitaria, ma ha la mano armata.
Chiediamo al Governo italiano di far rientrare
le forze armate, ora, subito.
Aspettiamo Simona per riprendere insieme a
lei i nostri contatti di pace con le donne di una
nazione con cui non vogliamo essere in
guerra.
Le donne in nero di Roma
Messaggio del 08-09-2004 alle ore 17:16:36
hobbit, 1 di loro risiedeva a Bahgdad da 5 anni.
hobbit, 1 di loro risiedeva a Bahgdad da 5 anni.
Messaggio del 08-09-2004 alle ore 17:36:40
skin aggiungerei anche uno
skin aggiungerei anche uno
Messaggio del 09-09-2004 alle ore 12:41:02
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Messaggio del 10-09-2004 alle ore 08:56:26
Diffondiamo il nuovo appello alla partecipazione di Un Ponte Per e del
Comitato Fermiamo la Guerra.
SCI
A tutto il movimento per la pace
Cari amici,
vogliamo ringraziarvi per le straordinarie manifestazioni di solidarietà a
cui state dando vita in tutta Italia e in molte forme. Credete, sono molto
importanti per noi per lavorare anche concretamente a mantenere aperta la
speranza. Davvero siamo un unico grande movimento.
In queste ore, oltre alle Simone, Raad e Mahnaz, in Iraq rischia la vita
un'intera popolazione. Continuano i bombardamenti alle città, stamattina un
attacco dal cielo a Falluja ha causato altre otto vittime, tra cui quattro
bambini e due donne.
Non dimentichiamoci di loro. La guerra continua a fare vittime civili.
Vogliamo la salvezza di Simona, Simona, Raad e Mahnaz. Vogliamo la salvezza
di tutti gli iracheni.
D'accordo con tutto il comitato Fermiamo la Guerra chiediamo che la
fiaccolata di domani a Roma, e le iniziative per la liberazione degli
operatori umanitari italiani e iracheni che si prendono in tutta Italia,
chieda con forza anche la fine dei bombadamenti sulle città irachene, a
cominciare da Falluja, dove il Centro per i diritti umani mentre cadevano le
bombe ha trovato il tempo di esprimere solidarietà a noi e chiedere la
liberazione degli ostaggi.
Femiamo la guerra. Libertà per gli operatori umanitari.
Un Ponte per...
Vi preghiamo di far circolare questo messaggio.
Diffondiamo il nuovo appello alla partecipazione di Un Ponte Per e del
Comitato Fermiamo la Guerra.
SCI
A tutto il movimento per la pace
Cari amici,
vogliamo ringraziarvi per le straordinarie manifestazioni di solidarietà a
cui state dando vita in tutta Italia e in molte forme. Credete, sono molto
importanti per noi per lavorare anche concretamente a mantenere aperta la
speranza. Davvero siamo un unico grande movimento.
In queste ore, oltre alle Simone, Raad e Mahnaz, in Iraq rischia la vita
un'intera popolazione. Continuano i bombardamenti alle città, stamattina un
attacco dal cielo a Falluja ha causato altre otto vittime, tra cui quattro
bambini e due donne.
Non dimentichiamoci di loro. La guerra continua a fare vittime civili.
Vogliamo la salvezza di Simona, Simona, Raad e Mahnaz. Vogliamo la salvezza
di tutti gli iracheni.
D'accordo con tutto il comitato Fermiamo la Guerra chiediamo che la
fiaccolata di domani a Roma, e le iniziative per la liberazione degli
operatori umanitari italiani e iracheni che si prendono in tutta Italia,
chieda con forza anche la fine dei bombadamenti sulle città irachene, a
cominciare da Falluja, dove il Centro per i diritti umani mentre cadevano le
bombe ha trovato il tempo di esprimere solidarietà a noi e chiedere la
liberazione degli ostaggi.
Femiamo la guerra. Libertà per gli operatori umanitari.
Un Ponte per...
Vi preghiamo di far circolare questo messaggio.
Messaggio del 10-09-2004 alle ore 11:22:56
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
Cremona. Domani sit-in dalle 17
10 settembre 2004
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
Ivrea. Domani un presidio dalle 17,30
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
Pescara. Domani fiaccolata davanti al Comune
10 settembre 2004
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
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10 settembre 2004
Veltroni oggi alla Moschea di Roma
10 settembre 2004
Il presidente iracheno è a Roma
10 settembre 2004
Rimini. In migliaia alla fiaccolata
10 settembre 2004
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Editato il 16:34:37 10/09/2004 da Peter Pan
Ancona. Domani fiaccolata delle comunità islamiche
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10 settembre 2004
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Editato il 16:34:37 10/09/2004 da Peter Pan
Messaggio del 10-09-2004 alle ore 16:40:41
l'ho copiato così... fa un pò schifo lo so... vabbè....però si capisce, ai pochi interessati
l'ho copiato così... fa un pò schifo lo so... vabbè....però si capisce, ai pochi interessati
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