Cultura & Attualità
non è un discorso infatti di razzismo o altro, è proprio un'incazzatura, cioè sto incazzato io, figurarsi un parente o un amico. io riuscirei tranquillamente a giustificare, o approvare addirittura, eventuali vendette in questo caso.
Assolutamente,è che viviamo in un mondo dove parole come pudore e buongusto,rispetto ed empatia sono sconosciute.
Io dico solo che se fossi il padre o la madre di una delle vittime non credo che riuscirei a trattenermi dal volere fisicamente lo scalpo sia del manager che del ragazzo rumeno.
E dico anche che se il padre o la madre riuscissero ad ottenerlo non li biasimerei.
Quando e' troppo e' troppo
Il manager rampante mi sembra l'unica figura bieca di tutta questa storia. Ha usato il termine "opinione pubblica" - L'opinione pubblica chiede,io offro- cercando giustificazione all'unico fatto grave di questa vicenda, che per soldi e notorietà si è capaci di tutto. Questo è il mondo che abbiamo creato, il Dio denaro e i suoi paggi, visibilità, notorietà, potere. Non vi sembra che sia il suo cinismo il punto immorale di tutto? E il manager che non rispetta il dolore,che si arricchisce alla faccia del rispetto, che sfrutta fatti e persone per il suo tornaconto, anche il ragazzo rom avrà solo qualche euro e ancora più odio per se e la sua gente, altro che notorietà! ma il manager rampante si riempirà le tasche, finirà sui giornali e incrementerà i suoi affari fottendosene del dolore e del rispetto. Allora, di chi è l'immoralità?
questo mondo mi fa sempre piu' schifo
Tuttavia quando una società si interroga - attenzione, basta che si interroghi - sull’ ammissibilità che chi si sia macchiato di un delitto odioso possa rappresentare o meno un esempio positivo per gli altri, significa che le due forme di obbedienza sociale (autodisciplina e disciplina) non hanno più alcun senso e valore socioculturale per le èlite, e di riflesso, per emulazione, anche per il resto della società.
Analisi lucidissima Anima, tranne per l'affermazione sopra riportata che mi sembra piuttosto azzardata.
Il problema reale di questa "deriva morale" è essenzialmente culturale ed è determinato dalla trasformazione dell'èlite in minoranza.
Fino a meno di 100 anni fa, all'èlite, intesa in termini culturali e non solo economici, era affidata anche l'amministrazione della cosa pubblica e la gestione della società ed aveva comunque la funzione di modello comportamentale, basta pensare alla cultura cavalleresca.
Da molti anni non è più così, e a coloro che ragionavano di testa si sono sostituiti coloro che ragionano di pancia, che seguono solo quello che l'istinto (la fame) detta loro.
Conseguenza ne è che se un amico investe qualcuno è colpa del Comune di Treglio, se invece a farlo è un rumeno la colpa è sua e di tutti i rumeni come lui... in entrambi i casi però il risultato è lo stesso... entrambi si trovano a rispondere in maniera, a mio giudizio, piuttosto leggera rispetto alle loro responsabilità.
D'altra parte il "perdono" è la più grande invenzione del cristianesimo ed è quindi un concetto molto radicato nella cultura cattolica... peccato lo sia un po' meno un altro concetto fondamentale: L'ESPIAZIONE.
Concludo con una domanda.
Mi chiedo cosa ne pensi un rumeno del fatto che un italiano proponga (deliberatamente) all'assassino (colposo)di quattro persone di diventare testimonial di un prodotto inesistente....
Da un blog
Non sappiamo se Marco Ahmetovic, che ubriaco alla guida di un’ automobile uccise quattro suoi coetanei, riuscirà a diventare testimonial pubblicitario di una linea di abbigliamento, ma il solo fatto che una società discuta della possibilità che possa o meno diventarlo, indica una regressione verso l’animalità. Sono parole dure, di cui dobbiamo dare conto ai lettori. Ma procediamo per gradi.
In primo luogo, va spiegato, seppure molto rapidamente, come le società “funzionano” sotto il profilo dell’obbedienza alle regole morali.
La morale indica dei limiti tra socialità e animalità (sui quali torneremo più avanti). Ora, gli “strumenti” dell’obbedienza morale-sociale sono due: l’ autodisciplina, come esito di una maturazione individuale (“Faccio questo perché ritengo giusto vi siano dei limiti morali a determinati comportamenti”); la disciplina imposta dall' esterno, come frutto della pressione sociale (“Non superare certi limiti perché verrai escluso o punito moralmente”).
L’autodisciplina in genere riguarda piccoli gruppi di persone, dall’educazione e istruzione particolarmente elevate. Elite che si impongono per libera scelta di ubbidire a certe regole morali.
La disciplina invece concerne i grandi gruppi sociali, privi di un’educazione e un’istruzione particolarmente elevate. Ai quali viene imposto di ubbidire a certe regole morali, attraverso il timore di essere rifiutati socialmente o puniti moralmente in vari modi.
In genere le società si reggono su una specie di “impasto” tra le due forme di obbedienza sociale.
I grandi riformatori credono nella possibilità di poter estendere a tutta la società il criterio dell’autodisciplina, attraverso l’educazione critica. Mentre i grandi reazionari, ritengono che la società debba essere mantenuta nella paura e nell’ignoranza. Anche qui però la verità è nel mezzo: le società si reggono sull’ elitario esercizio della ragione individuale da un lato, e sulla pressione dell'esclusione sociale dall'altro. E sarà sempre difficile far pendere l’ago della bilancia verso uno dei due “piatti”.
Tuttavia quando una società si interroga - attenzione, basta che si interroghi - sull’ ammissibilità che chi si sia macchiato di un delitto odioso possa rappresentare o meno un esempio positivo per gli altri, significa che le due forme di obbedienza sociale (autodisciplina e disciplina) non hanno più alcun senso e valore socioculturale per le èlite, e di riflesso, per emulazione, anche per il resto della società. Che, come avviene oggi in quella italiana, pare proprio seguire, nel suo insieme e con immeritata attenzione, il “dibattito Ahmetovic"...
Per farla breve: il solo fatto che si possa pensare ad Ahmetovic come testimonial pubblicitario indica che la nostra società non solo non ha più alcuna bussola morale, ma difetta degli stessi meccanismi autodisciplinari e disciplinari di cui sopra. I quali permettono la generazione, la diffusione e l’applicazione sociale di saldi limiti morali da non varcare mai, come quello del rispetto per l’altrui dolore. Se infatti si arriva al punto di ignorare l’ingiusta sofferenza dell’Altro, significa che una società ha perduto quel senso del compatire (da latino cum pati, “patire insieme” o “patire con” ) che è all’origine stessa della socialità umana, come liberazione dallo stato ferino, attraverso la ragionata condivisione di un sentimento collettivo (che unisce tutti…).
Pertanto chiunque accetti di discutere sull'ammissibilità o meno di un fatto del genere mostra di non essere capace di soffrire con i propri simili. Visto che il solo il parlarne rischia di offendere e ferire le famiglie delle vittime, accentuandone il dolore.
E in questo senso chiunque accetti di discuterne si pone in una posizione presociale, ai confini dell’animalità, priva di quella “cognizione del dolore” come condizione di universale sofferenza, per usare l'espressione di Gadda in senso estensivo, quale fattore socialmente costitutivo e intersoggettivo. Ovviamente, se verrà consentito ad Ahmetovic di trasformarsi in testimonial pubblicitario, quel confine verrà varcato. E tornare indietro sarà sempre più difficile.
Chi sono????Ci sono migliaia di ragazzini che nella loro miserabile esistenza non hanno mai letto un libro divorando nel contempo tutta la merda proprinata loro dai vari Lucignoli che popolano il ns martoriato etere....Cervelli assolutamente vuoti o cmq ricolmi di telespazzatura che magari sono alla disperata ricerca di un qualcosa che possa farli emergere nel mare dello squallido piattume che attanaglia le loro non esistenze consumistiche....Credo che il fuoco seppur purificatore sia assolutamente fuori luogo:non e' uno strumento chirurgico ed inoltre e' sbagliato generalizzare e criminalizzare una intera razza,anche se la tentazione e' molto forte.Credo che vada seguito l'esempio statunitense dopo i centri commerciali e gli autolavaggi importeremo anche il tipicamente yankee go to postal e qualcuno di buona volonta' dovrebbe dare l'esempio sparando un proiettile ad alta velocita' nel cranio del promotore del marchio e magari se il caricatore lo permette, anche nella testa dell'alcolizzato ROM....
entrambi jena, entrambi.
ki, qua non si tratta di essere piromani, l'analisi non è personale ma generale.
la gente, me in primis, sta incazzata, e l'odio si fomenta anche così.
tutti jena..tutti.
Piuttosto chi sono i "cazzoni"? Quelli che per far soldi vendono anche la propria madre o chi per "tendenza" acquista pure la cacca di cane firmata?
Allora chi si iscrive alla lista dei giustizieri piromani?
1) Bartam;
2) Atelkin;
3) Robyb.;
bartam ti quoto in pieno...
immaginate i genitori dei ragazzi solo per un istante.
si sono ritrovati addosso una condanna mortale senza aver nessuna colpa.
hanno visto l'assassino dei loro figli cavarsela con un bel soggiorno in residence.
e come se non bastasse, ecco anche la presa per il culo..
vorrei vedere uno solo di questi cazzoni che hanno ancora il coraggio di difendere quella scimmia, al posto di un parente delle vittime..
..personalmente sto diventando paranoico..provo un senso di panico infinito;
come se gli avvenimenti degli ultimi tempi fossero soltano una messa in scena..come se qualcuno stesse filmando le mie reazioni come in un gigantesco reality;
ed in fin dei conti mi viene da pensare che sarebbe mille volte meglio così..tutto finto.
ma radiare il pubblicitario nooooo

pienamente d'accordo bartam.
fomentano l'odio razziale in una maniera impressionante..
chi, nel vedere la faccia di ametovich che se ne sta bello tranquillo non ha provato il desiderio di bastonarlo?
poi se iniziano a bruciare i campi con tutti loro dentro, non si lamentasse nessuno.
vuoi dire l'italiano medio? ecco un bel fotogramma!
e quando la domanda è controllata dallo stesso Potere che crea l'offerta? è il sistema che si mangia la coda, ma è una coda che nutre e cresce, che si autoalimenta.
Caccia la foto dello zombie nella tua gallery
Ma se elimini la domanda elimini anche l'offerta
e al rogo chi fa, visto che gli scemi ci sono sempre e ne sono troppi jena.
Cretino chi compra
Il manager Sundas diventerà il nuovo Corona???

MILANO - "Ahemtovic firma già una linea di occhiali, profumi, orologi, pantaloni, e ha scritto il libro 'Anch'io sono un essere umanò." Alessio Sundas, l'agente di moda che ha scritturato il giovane rom che ubriaco uccise quattro ragazzi con il suo furgone, racconta in un'intervista all'agenzia Agr i suoi progetti. "Ho già richieste di chi lo vuole testimonial in discoteca. Lui prenderà 3000 euro e sarà proposto per queste serate con gli altri artisti che sono in esclusiva con la mia società." Sundas precisa anche i termini economici dell'accordo: "Ahmetovic ha un contratto di esclusiva con me di 40mila euro, diritti di immagine, ecc. Calcolate le spese si arriva a 50mila euro." "L'operazione pubblicitaria che coinvolge Ahemetovic è nata mesi fa" dice Sundas. "Io ho fatto una scommessa: secondo me un personaggio che commette un reato può diventare una star. Per esempio a Perugia. Per Lumumba, che ora è fuori dal carcere, si parla di un cd musicale. La strage di Erba... Lui (Azuz Marzuk, ndr), a cui hanno distrutto la famiglia, firma linee di abbigliamento e apre ristoranti. La Franzoni scrive libri e vuole soldi per andare ospite nei programmi televisivi." "E' l'opinione pubblica che lo vuole" conclude Sundas. "La televisione è fatta di share. I giornali, se c'è una notizia, la comprano." (Agr)

Pare però che Mastella sia intervenuto su questa storia promuovendo un indagine ministeriale...
cmq concludo dicendo che " l'Italia è senza vergogna..."
Nuova reply all'argomento:
Ahmetovic, Sundas e la Linearom
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