Messaggio del 27-05-2008 alle ore 16:23:38
le nuove scoperte scientifiche giocano spesso un brutto scherzo ai fautori della pena di morte, anche a distanza di decenni...
Messaggio del 27-05-2008 alle ore 16:45:55
Non è del tutto vero, Tarzanè...ci sono reati, tipo quelli contro i bambini, in cui la pena di morte è ancora troppo poco...ci sono reati per i quali introdurrei tutte le pratiche della tortura prima della morte liberatoria.
Messaggio del 27-05-2008 alle ore 17:30:21
neanche se tu fossi sempre sicuro della colpevolezza dell'accuasato. E tu, come io od altri, non ne sei sempre.
Messaggio del 27-05-2008 alle ore 18:11:31
non credo che agli amanti della forca interessi qualcossa della verità...
sono troppo concentrati sul loro bisogno giustizia sommaria, che li fa sentire così bene, così pieni di energie, tutti eccitati, infervorarti nella loro lotta dei buoni contro i cattivi.
La verità è decisamente un dettaglio trascurabile.
Messaggio del 27-05-2008 alle ore 18:20:27
la pena di morte è bestiale
l'uomo è superiore alla pena di morte
in questo caso comunque non ci sarebbe stata salvezza per il malcapitato, se fosse sopravvissuto avrebbe cent'anni e avrebbe trascorso una vita in gabbia.
Messaggio del 27-05-2008 alle ore 19:11:54
vuoi mettere la soddisfazione di un centenario a ricevere dallo Stato le scuse per un errore del genere e un assegno da 10 milioni di euro, tre quattro interviste in prima serata e morire poco dopo da uomo libero?
Messaggio del 27-05-2008 alle ore 20:16:48
Guastaseche,scusa ma se un innocente prende l'ergastolo che cambia?io personalmente,su di me,preferirei la pena di morte all'ergastolo
hai afferato?l'errore giudiziario non c'entra una cippa con la pena è tutt'altra cosa
Messaggio del 27-05-2008 alle ore 21:45:14
l'errore è importante, se tu sapessi che dal 1948 ad oggi ci sono stati tanti assolti, dopo essere andati in galera, pari alla popolazione dell'intero Veneto....
Messaggio del 28-05-2008 alle ore 03:42:13
@ Anvedi:
Quote:
...ci sono reati, tipo quelli contro i bambini, in cui la pena di morte è ancora troppo poco...ci sono reati per i quali introdurrei tutte le pratiche della tortura prima della morte liberatoria.
Mmmh... Niente di originale, ma neanche di efficace.
Ecco un esempio: un malato di mente rapisce tuo figlio e lo tiene prigioniero per qualche giorno, senza saper bene cosa fare...
Nel mio mondo, lui può sempre scegliere il suo destino: se si pente, e agisce operosamente per rimediare alle sue malefatte, verrà ripagato con una parziale clemenza.
Egli può decidere se e quanto rovinare la sua vita.
Nel tuo mondo, lui sa di essere condannato a morte solo per il fatto di aver rapito il bambino...
...Allora, per non correre rischi inutili, non ci pensa due volte e lo uccide.
E' la cosa più logica da fare.
Alla fine, con le tue leggi cazzute, che cosa hai ottenuto? Solo la certezza che il sangue scorrerà a fiumi.
Messaggio del 28-05-2008 alle ore 09:12:54
Tarzanè, che vuoi che ti dica...dipende dai casi...per me, anche uno scippatore che uccide una signora anziana per 20 euro non merita di respirare.
Messaggio del 28-05-2008 alle ore 13:32:41
Tu garantiscigli che se viene preso nell' atto di rubare verrà ucciso, e lui (OVVIAMENTE) sostituirà lo scippo con l' omicidio seriale...
Il politico/ante che sproloquia di legge dovrebbe avere il buonsenso di capire che sono più di 2000 anni che in questo paese si cerca di creare un diritto il più possibile affine alla umana convivenza.
Se la pena di morte viene esclusa non è per buonismo, ma per pura logica giuridica.
Messaggio del 28-05-2008 alle ore 14:17:00
non per una logica giuridica, ma per una precisa scelta politica. All'uomo occidentale del XXI secolo, con poche eccezioni, ripugna profondamente che lo Stato possa uccidere un esssere umano. Senza considerare poi gli errori giudiziari che sono sempre troppi.
Messaggio del 28-05-2008 alle ore 14:20:51
In parte d'accordo con Tarzanello.
Se un malato di mente rapisce un bambino, essendo MALATO DI MENTE, non credo abbia intelligenza sufficiente per fare il tuo ragionamento... quindi a lui poco cambia.
Dall'altro lato, se io sapessi che se commetto un furto, un omicidio, un crimine in generale, pago con la mia VITA, beh... ci ripenserei su almeno 1000 volte prima di farlo...
invece in questo momento, venendo tanti criminali in libertà, beh...
ci penso molto meno.
Poi vabbè...
che io non lo farei mai e cmq, beh, quello è un discorso personale.
Rimane cmq il fatto che nessun uomo può decidere sulla vita di un altro
(anche se per certi crimini violenti o sui bambini.... una parte di me rimarrà sempre favorevole...)
Messaggio del 28-05-2008 alle ore 15:25:35
Simone Barontini, svegliato in piena notte nella sua casa di campagna a Fucecchio, in Toscana, da rumori sospetti, accende la luce e si trova di fronte uno sconosciuto, un ladro. Afferra una pistola, spara senza colpirlo, ne segue una colluttazione, il ladro scompare nel buio, e nel buio Barontini seguita a sparare. Accesa la luce trova riverso il ladro, Loci Prenge, forse albanese colpito da due pallottole, morto.
Morto il ladro, indagato per omicidio volontario il derubato. Nel darne notizia a tutta pagina, i giornali espongono una serie di particolari. E poi una scheda in una colonnina: “Ecco cosa prevede la nuova norma” (sulla legittima difesa).
Simone Barontini, probabilmente non ha mai letto il testo della “nuova” legge, il testo dell’art. 52 del Codice Penale, novellato con la legge 15 febbraio 2006 n. 59 art. 1 sulla legittima difesa in caso di altrui violazione del proprio domicilio.
Non avrà a pentirsene, anche se, a conclusione della laboriosa discussione in Parlamento di quella “innovazione”, si disse che essa doveva costituire, anzitutto un “segnale” (così dicono i “legislatori” pasticcioni quando non sanno nemmeno loro esattamente come vada interpretato, e quindi applicato, il frutto delle loro fatiche (si fa per dire).
Può darsi, quindi, che Barontini almeno quel “segnale” trasmesso dai titoli dei giornali, anche senza leggere la legge e nemmeno gli articoli sotto quei titoli, lo abbia raccolto. Una ragione di più per mettere mano alla pistola, reagire all’audace svaligiatore di case di campagna, sparare, magari, come si dice a Roma “ ’ndo cojo, cojo ”, che, tradotto in giuridichese significa “con dolo eventuale”, che gli sarà contestato nel processo e nella lunga odissea giudiziaria che dovrà sopportare.
Loci Prenge è morto e basta. Non gli sarebbe stato di giovamento aver letto qualcosa di quella innovazione legislativa. Letta o non letta la notizia di essa non lo avrebbe aiutato a fare o non fare la fine che ha fatto.
Può darsi che gli avvocati di Barontini invochino la “nuova norma”. Ben poco se ne gioverà il loro cliente, benché, se veramente di quella “innovazione legislativa” avesse avuto notizia, potrebbe almeno protestare di essere stato preso in giro dai giornali e dai legislatori, per aver creduto che veramente, dopo che il Parlamento, accogliendo la proposta dei leghisti (tra di essi, mi pare, Calderoli, attuale ministro per l’abrogazione delle leggi inutili) aveva legiferato per consentire e legittimare, come si disse, un più ampio campo della difesa a mano armata contro le aggressioni nella propria casa o nella propria bottega.
Ma l’ignoranza della legge non scusa (art. 5 c. p.) anche se ignoranti, nel caso, sono stati in primo luogo proprio i legislatori, che di scusarsi non hanno bisogno e delle cui scuse, comunque i cittadini non sarebbero proprio che farsene, perché per loro, tanto, scusa non c’è.
Certo Calderoli, ministro, come abbiamo ricordato, delle legge inutili da abrogare, nonché partecipe del gruppo che questa legge inutile (e pericolosa) ha provveduto, non senza grande impegno, fatica e battage di stampa ad aggiungere anche questa al grande mucchio che sarebbe stato poi chiamato a smaltire, come la “mondezza” di Napoli, potrebbe, almeno, dare la precedenza a quella della falsa nuova legittima difesa nella promessa abrogazione. “Charitas incipit a semet ipso”, diceva Sant’Agostino. E gli uomini politici non ignorano questo precetto, sia pure altrimenti interpretandolo e praticandolo.
Perché, e veniamo al dunque, l’innovazione dell’articolo 52 sulla legittima difesa, votato nel 2006, che, se Barontini ne avesse sentito parlare e se ne fosse in qualche misura ricordato, avrebbe anch’essa contribuito a farne di lui un omicida (pur con tutte le attenuanti, l’errore quasi scusabile, la paura, per sé e per la moglie, che è cattiva consigliera). E’ infatti una norma, come si usa dire oggi, “taroccata”. E’ falsa, perché con essa nulla, a conclusione dei giri di parole, è stato innovato. Chi ha da difendersi, o vorrebbe difendersi se aggredito in casa, è oggi esattamente nella stessa situazione giuridica in cui sarebbe stato anni fa. La “nuova” legge non dice niente, non innova niente. Dunque, non c’è.
Poco dopo che il Parlamento aveva compiuto questa prodezza, prendendo in giro i leghisti, facendoli contenti e canzonati (e con loro milioni di cittadini italiani che si erano posti e si ponevano l’interrogativo di come, semmai, comportarsi in simili circostanze, un giovane e valoroso studioso della materia, Francesco Vittozzi, in un lavoro compiuto per la scuola forense per l’Università di Tor Vergata di Roma, affrontò la questione delle “innovazioni” recentemente introdotte nel Codice Penale con la novella dell’art. 52 (legittima difesa). La conclusione del suo lavoro fu tranciante: non c’è stata nessuna innovazione. Le proposizioni votate dal Parlamento sono paragonabili ad una complicata espressione algebrica che, sviluppata, dà un risultato secco e perentorio: zero. “Voltala e rigirala”, come dice la gente comune che di più se ne intende dei legislatori funamboli, si arriva alla stessa conclusione di prima di questa pretesa “novità”.
Ma le leggi inutili, per quanto totalmente inutili, qualche effetto lo producono. Se non altro quello di indurre le persone dabbene a confidare invano sulla loro esistenza. Come potrebbe essere avvenuto in questo doloroso e deprecabile caso. Con due vittime: Prenge, morto ammazzato e Barontini, sconvolto, processato, quasi certamente condannato per averlo ammazzato, falsamente legittimato secondo una legge che si è fatto credere agli Italiani che ci fosse e che invece non c’è. Ingannato. Truffato.
Ma l’ignoranza della legge non scusa (art. 5 c. p.) anche se ignoranti, nel caso, sono stati in primo luogo proprio i legislatori, che di scusarsi non hanno bisogno e delle cui scuse, comunque i cittadini non sarebbero proprio che farsene, perché per loro, tanto, scusa non c’è.
Messaggio del 29-05-2008 alle ore 14:44:15
Tarzanello,
ti ripeto: è una scelta politica e non una scelta prettamente giuridica. Ed io condivido in pieno questa scelta politica e non giuridica.
Messaggio del 29-05-2008 alle ore 14:54:31
Con il termine "scelta politica" si abbelliscono azioni quali accoltellamento alle spalle dei propri colleghi di partito, tradimento delle promesse fatte agli elettori, porcata, inciucio, intrallazzo, truffa ai danni dei cittadini, protezione del proprio tornaconto a danno di milioni di impotenti.
Come immaginerai, preferisco le scelte giuridiche fatte dai giuristi. :0)
Messaggio del 29-05-2008 alle ore 15:03:15
Dal punto di vista giuridico l'ergastolo e l'esecuzione capitale sono entrambe tecnicamente ammissibili. La politica, invece, inizia là dove finisce la tecnica, anche della disciplina giuridica. Una scelta politica è una scelta che attiene alle scelte generali del Paese, ad un orientamento che discende da principi e valori che non devono nulla alla tecnica, ma solo alla volontà generale espressa dal corpo elettorale nel corso delle consultazioni politiche. E' stata una scelta politica del Parlamento quella di abolire la pena di morte e non una forte richiesta della dottrina giuridica. E' la solita distinzione che intercorre tra il diritto vigente ed il diritto che dovrebbe essere introdotto. L'introduzione dipende dal Parlamento, dalle forze politiche in esso presenti ed i principi ed i valori espressi in quel momento dal corpo elettorale.
Messaggio del 29-05-2008 alle ore 15:14:58
So che sei in buona fede, e quindi desisto... :0)
Mi piacerebbe vivere in un mondo in cui le cose sono come tu le prospetti... Ma panorami come quelli da te descritti non esistevano neanche nelle pagine del Sussidiario delle elementari.
Tornerà presto il 1789...
A quanto pare è inevitabile per l' uomo risolvere le cose in questo modo. :0)
Messaggio del 31-05-2008 alle ore 10:06:38
Napoli, 52enne muore dopo rapina
Vittima forse colta da un infarto
Un 52enne di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, è stato trovato morto dopo essere stato rapinato. L'uomo, dopo aver prelevato in banca 6.500 euro con un amico, è stato aggredito da tre persone a bordo di uno scooter e, secondo quanto riferito dai carabinieri, sarebbe deceduto a causa di un infarto dopo aver cercato di fuggire. Sul corpo della vittima verrà eseguita l'autopsia. Sul caso indagano i carabinieri di Castello di Cisterna.
Dopo aver lasciato la banca, l'uomo si è diretto in auto verso Brusciano, dove possiede un bar. Quando però si è fermato ad un tabacchi, è stato avvicinato da tre uomini, tutti con il casco in testa. L'uomo ha tentato la fuga nel cortile di una villa, ma lì è stato raggiunto da due dei rapinatori, mentre il terzo minacciava l'amico ancora in macchina. E' stato quest'ultimo a scoprire il corpo senza vita della vittima, una volta che i malviventi si sono dileguati.