Messaggio del 20-01-2007 alle ore 23:00:05
tarzanè tieni ragggione, lo stadio non differisce troppo dal colosseo al tempo degli schiavi pappati dai leoni .. dove il popolino ancora sfoga istinti immondi e perversi
Messaggio del 17-01-2007 alle ore 13:37:01
@ Pound & Frentania: quote:
si, ma nella violenza da stadio(che ha un suo codice d'onore), non sentirai mai inneggiare alla morte di un ragazzo di fede calcistica diversa.
quote:
esatto pound....negli stadi (e fuori) ci si picchia, ma quando muore un ultrà avversario c'è sempre rispetto, ci sono striscioni, si va ai funerali
Vi prego, c'è un limite a tutto. Non diciamo minchiate.
Lo stadio calcistico è il luogo senza onore per antonomasia, dove vengono sfogati gli istinti più immondi e perversi del popolino nella sua interezza, dalle fasce sociali più infime e ignoranti ai corrotti e potenti titolari del potere politico ed economico.
Irridere i morti altrui è un classico di tutte le tifoserie, basti ricordare il coretto juventino...
"Ancor oggi noi gioiamo per quel magico areoplano, che è cascato su Superga, Toro merda Toro merda !!!"...
A cui si rispondeva, ovviamente, inneggiando all' Heysel...
Il calcio non è più uno sport da molto tempo, e gli ultrà sono una versione post-moderna dei gruppi estremisti politici nati dalla povertà e l' ignoranza della vita di periferie degradate, con il solo intento di sfogare le proprie frustrazioni di vita attraverso azioni di violenza sistematica contro le espressioni del potere costituito (Governo, Polizia etc. etc.) e contro gli altri "derelitti" (tifosi avversari, estremisti di altra fazione)...
...Poi ci sono quelli che vanno allo stadio a tifare per i loro beniamini e a godersi una giornata di sport...
Andrebbero protetti dal WWF assieme al lupo marsicano.
Messaggio del 17-01-2007 alle ore 13:17:32
POUND vorrei approfondire il concetto di codice d'onore di hooligans e affini mi sfugge, per il resto inneggiare alla morte è deprecabile ma non so se la cosa riguardi solo i comunisti. Ritengo sia quell'urlo di esultanza che esce dalle gole assassine, a prescindere dal gruppo di appartenenza, che in fondo è parte della natura umana più primordiale e istintiva.
Messaggio del 17-01-2007 alle ore 13:13:54
esatto pound....negli stadi (e fuori) ci si picchia, ma quando muore un ultrà avversario c'è sempre rispetto, ci sono striscioni, si va ai funerali
Messaggio del 17-01-2007 alle ore 09:33:25
si, ma nella violenza da stadio(che ha un suo codice d'onore), non sentirai mai inneggiare alla morte di un ragazzo di fede calcistica diversa. questa bestialità la puoi riscontrare solo nel mondo comunista!!
Messaggio del 17-01-2007 alle ore 08:50:35
mah io ho sempre pensato che l'ideologia politica-religiosa-sportiva-etcetc fossero solo un pretesto, un espediente al quale ricorrono i violenti per sfogare la loro brutalità. Purtroppo il mondo ne è pieno, basti pensare ad una partita di calcio, che diventa la valvova di scarico per menti rudimentali e primitive. Questo senza voler entrare nel merito di qualsivoglia ideologia che può anche contere argomentazioni e teorie validissime che però si trasformano in sterco quando imposte e/o proposte con la violenza e la coercizione.
Messaggio del 16-01-2007 alle ore 23:51:17
la barbarie che ha accompagnato la morte di nico azzi, mi spinge ad aprire questo post per evidenziare la bestialità della sinistra. diciamo delle zecche.
nelle città le scritte murali hanno, oltre lo scopo di segnare il territorio, quello di portare un messaggio. bene, analizziamo questi "messaggi" che ho trovato a firenze nei passati giorni festivi. nella zona di campo di marte, per intenderci la zona dello stadio, dove il territorio è segnato dai ragazzi della destra radicale, i messaggi erano più o meno i seguenti:
europa nazione. l'italia agli italiani. clandestini fuori dai confini. oltre a qualche celtica e qualche dux.
in san gallo, sempre per intenderci la zona di lettere e di filosofia, la zona rossa della città, ce ne erano dei bellini, del tipo:
i covi dei fasci si chiudono con il fuoco. fascio okkio al cranio. ma mi hanno colpito in particolare quelli che recitavano: fasci come ramelli, con una riga tra i capelli. bene, sappiamo come è morto quel ragazzo di 18 anni, e sappiamo che quella "riga tra i capelli", non è altro che il rivolo di sangue lasciato dalle chiavi inglesi con i quali gli eroici compagni gli hanno fracassato il cranio(vero, gino strada??)
la differenza del tono delle scritte murali, la dice tutta. ci racconta la civiltà di chi combatte per un ideale. ci racconta la bestialità di sub umani dalla mente confusa!!