Cultura & Attualità

A proposito dell'eutanasia
Messaggio del 23-09-2007 alle ore 15:45:50
Splendia quella dei puntini neri! e comunque si sa che la pietà e la carità si possono trovare in un qualsiasi bordello molto più che in una qualsiasi chiesa......
Messaggio del 23-09-2007 alle ore 14:29:56
Cappellini,
anche qualche fascista. Ma giustamente tu mi insegni che preti e fascisti all'orizzonte entrambi sono dei puntini neri.
Messaggio del 23-09-2007 alle ore 10:54:35
In questa vicenda niente si può inventare...niente di falso, è pura verità!



Messaggio del 23-09-2007 alle ore 00:58:40
Una delle tante invenzioni che comunisti ,preti ed altri fanno circolare sui radicali.Niente di nuovo.
Messaggio del 22-09-2007 alle ore 16:52:45
oltre alle messe in latino mo mettiamo pure i post in latino?
Messaggio del 22-09-2007 alle ore 16:51:47
agrat anu onoS
Messaggio del 22-09-2007 alle ore 16:51:42
Migliaia di Welby crocifissi tra Pannella e Ratzinger
di: S. Mauri - intervento del: 27.12.2006
Messaggio del 22-09-2007 alle ore 16:50:02
appunto



Messaggio del 22-09-2007 alle ore 16:49:26
Liber Lele di Angela da Foligno
Messaggio del 22-09-2007 alle ore 16:47:23
et vociferor ore dicens Deo et clamans Deo multotiens, quasi sine intermissione dicens ei: Fili mi, fili mi, non me dimittas, fili mi!
Messaggio del 22-09-2007 alle ore 16:37:52
Et quando anima videre incipit cadere et discedere omnes virtutes, tunc fit timor et planctus



Messaggio del 22-09-2007 alle ore 15:27:28
Ki,
quando riporti le frasi di uno sconsiderato che parla a vanvera sei pregato di citare la fonte.
Messaggio del 22-09-2007 alle ore 15:21:13
E' più difficile e allo stesso tempo più urgente, dopo la morte di Piergiorgio Welby, aprire un dibattito sull'eutanasia in Italia. Non si può essere costretti a scegliere tra l'avventurismo omicida dei talebani radicali di Marco Pannella, e la sadica morale di Joseph Ratzinger e del Vaticano, per i quali perfino l'anima di Augusto Pinochet merita più pietà di quella di Welby.

Che piaccia o no, il simbolo del dolore e della vergogna resterà quella chiesa di San Giovanni Bosco che il Vicariato di Roma ha preteso restasse chiusa rifiutando il corpo morto di Piergiorgio Welby. Da decenni oramai i funerali dei suicidi sono accettati dalla chiesa cattolica. Il rifiuto di celebrare quello di Welby è pertanto un segnale triste di una chiesa senza carità. Difficilmente, anche dal luogo della laicità più critica, si è abituati a considerare la chiesa cattolica come così indifferente alla sofferenza umana.

Si può scegliere, per convenienza politica o clericalismo spiccio, di fare finta di non vedere la portata cosmica di quella porta chiusa. Ma se pure si sceglie pubblicamente di glissare, dentro la coscienza di ognuno, non si può non riflettere sul significato profondo del “Cristo in croce” Welby che bussa e trova la porta della chiesa chiusa proprio alla vigilia di Natale.

D'altra parte è osceno che Piergiorgio Welby sia stato giustiziato all'alba, di nascosto, per meglio sfruttarlo a fini di propaganda politica. Eppure quella dittatura della moralità laica alla quale pretende di assurgere il Partito Radicale ha fatto morire il povero Welby come i condannati a morte nelle carceri USA: due righe di comunicato stampa ad esecuzione avvenuta.

Per un partito che strumentalmente e falsamente si autoattribuisce il merito di qualunque avanzamento nella lotta contro la pena di morte nel mondo, l'atto dimostrativo giocato sulla morte di Welby è un crimine storico, l’ennesimo golpe di avanguardismo di un partito che resta irrilevante numericamente nel paese, ma che pretende di imporre al paese stesso la propria marginalità culturale. Solo la ragion di stato (di partito) obbliga il militante, o l'anticlericale a prescindere, ad un atto di fede -ben poco laico- per non dubitare che quella sia stata la volontà di Welby fino all’ultimo istante. Per credere che quello commesso dall’anestesista, con la complicità di Marco Pannella e della cupola radicale, non sia stato un omicidio volontario premeditato. Turba la muscolare pochezza culturale e l’aridità politica della bioetica radicale. Welby, o chi per lui, se vuole ha diritto di morire; tutto qui.
Quindi un anestesista, o un sicario di Pannella, che è lo stesso, entra nella stanza, lo uccide e giustizia è fatta.
Ciò senza alcuna altra riflessione, prudenza, dubbio, umanità.

Dall'estremo opposto i radicali si ricongiungono dunque con la chiesa ratzingeriana.
Appena pochi giorni prima, quella stessa chiesa non aveva negato alcun turibolo, incenso, benedizione, al genocida Augusto Pinochet.
Al contrario ha scelto di mostrare tutta la sua durezza inquisitoria contro Piergiorgio Welby e la sua irrimandabile necessità di pace.
Per la chiesa di Joseph Ratzinger, e su questo la cruda materialità degli eventi non lascia ombra di dubbio, l'anima di Pinochet merita pietà, quella di Welby no.



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