Cultura & Attualità

??? Messiah Game ???
Messaggio del 22-06-2007 alle ore 09:32:53
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Gli ebrei, gli evangelici e adesso i cattolici. È guerra aperta ad uno degli spettacoli più controversi della biennale di danza di Venezia: il “Messiah Game” di Felix Ruckert. Dopo le polemiche bolognesi sulla mostra “La Madonna piange sperma”, scoppia la polemica sulla coproduzione franco tedesca, in programma il 27 e 28 giugno, al Teatro alle Tese, all'Arsenale della città lagunare. Un'opera coerente con lo stile del suo coreografo che, a detta del suo sito ufficiale, è abituato a “rompere tabù precostituiti, suscitando emozioni contrastanti e coinvolgendo spesso il pubblico in una partecipazione attiva”.

Sta di fatto che il “Messiah Game” propone l'immagine di un Gesù masochista, una crocifissione in chiave autolesionistica e una resurrezione che sfocia in orgia collettiva. Si legge sul sito dello spettacolo: “Ruckert prende in prestito alcuni episodi del Nuovo Testamento - il Battesimo, la Tentazione, l’Ultima Cena, la Crocifissione, la Resurrezione - e ne dissolve l’iconografia lasciando trasparire il punto che gli sta a cuore: il rapporto ambiguo e dialettico, simbolizzato dalla figura di Gesù Cristo, tra dominio e sottomissione, tra devozione e possesso/potere. Tutte le relazioni tra i ballerini, che interpretando a turno la figura centrale, sono infatti governate emotivamente e fisicamente da giochi di potere: Felix Ruckert mostra quanta devozione ci possa essere nel dominio e quanta forza nella sottomissione mettendo in gioco sessualità e spiritualità, carne e fede”. E ancora: “Un’interpretazione audace, discutibile e talvolta inaccettabile, che pesca tra l’immaginario della tradizione giudaico-cristiana e le pratiche del sadomasochismo, tra ciò che è considerato eredità della cultura ufficiale e ciò che invece è confinato in una subcultura. Ruckert e la sua compagnia si azzardano a portare sulla scena una poetica del dolore e una passione dei corpi che riecheggiano nel fondo oscuro e arcaico dell’animo umano”.

Decisamente troppo per chi vede nella figura di Cristo non un semplice gioco. Da qui, la denuncia della Catholic Anti-Defamation League che ha chiesto la cancellazione dello spettacolo, la stessa richiesta della diocesi. “Di fronte all’esplicita intenzione provocatoria ed offensiva della fede cristiana da parte dello spettacolo Messiah Game, - si legge in una nota diffusa ieri - è opportuno interrogarsi sulla consistenza di tale iniziativa. In difesa di questo spettacolo si è parlato di “libertà di espressione artistica” e di inopportunità di “censura preventiva”. Quanto alla prima l’identificazione degli intenti provocatori e offensivi con la libertà di espressione sembra nascondere un’incapacità di trovare e proporre nuovi linguaggi artistici che rispondano realmente alla sensibilità contemporanea. Quanto alla questione dell’eventuale censura preventiva è importante ricordare che lo spettacolo proposto risponde ad una scelta precisa da parte della direzione della Biennale Danza”.

Proprio per questo, continua la diocesi, “tale scelta di fatto non ha tenuto in considerazione il contesto sociale e culturale, veneziano e internazionale, che conta una rilevante presenza di cristiani per i quali un tale spettacolo risulta oggettivamente offensivo. Ci si augura, quindi, che lo spettacolo sia sospeso, come già successe a Strasburgo. Sarebbe triste dover constatare nell’arte contemporanea una deriva provocatoria ed offensiva. Essa lederebbe la società plurale in cui viviamo, società chiamata a vivere laicamente, cioè nella conoscenza e nel rispetto reciproci, evitando l’irrisione dell’identità e dei valori altrui”.

L'opera di Ruckert non è piaciuta neppure alla comunità ebraica e a quella evangelica. Il pastore Claudio Zappalà ha parlato di “gravissima offesa contro i cristiani italiani, ma soprattutto contro la divina persona di Gesù, che noi cristiani adoriamo come nostro Dio”. Fredda la risposta della Fondazione della Biennale: “Il Cda, anche considerando la libera volontà di chi intende assistere a questo spettacolo già programmato e annunciato, non ritiene di annullare questa rappresentazione. Una simile decisione, mai verificatasi nella lunga storia di questa istituzione, minerebbe infatti alle radici il principio di autonomia e di libertà d’espressione sia della Fondazione la Biennale, sia del Direttore artistico. Ogni giudizio di tipo etico, morale o religioso è pertanto lasciato alla coscienza del pubblico”.
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Non so se già era stato aperto un post ma stamattina ci sono andato a sbattere su questo articolo e ve l'ho riportato...

Mah...

Nzanne proprio più che fare in teatro??

Cmq, considerando il comportamento di diversi "preti" non è che ssa cosa mi scandalizza più di tanto...

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??? Messiah Game ???

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