Messaggio del 20-10-2005 alle ore 17:54:57
adonai sono ancora indeciso se scivi x esercitare i polpastrelli o che
mo nin mi dic cor a scrivere e faccio copia e incolla, ma ecco ql ke pensavano i muslims
L'ISLAM E LE ALTRE RELIGIONI
Dicevamo quindi che Jihâd nell’immaginario comune è associato all’idea che i musulmani debbano diffondere con la forza, con la guerra la propria religione. In realtà questo è esplicitamente e categoricamente proibito dal Corano:
"Non vi sia costrizione in fatto di religione" (II, 256). E ancora: "La verità viene dal vostro Signore: chi vuole creda, chi non vuole non creda" (XVIII, 29);
Altro che guerra: ognuno è libero di professare la propria religione senza alcuna forma di costrizione fisica, psicologica o di altro tipo. Ma il Corano ci dice ancora di più:
"Se qualcuno degli idolatri ti chiede asilo, accordaglielo affinché possa udire la parola di Dio e conducilo in un luogo per lui sicuro" (IX, 6).
Dunque addirittura il musulmano è tenuto a proteggere chi professa altre religioni. E tutto ciò ha una sua profonda giustificazione nel Corano:
"Se il tuo Signore avesse voluto, avrebbe fatto di tutti gli uomini una sola comunità" (XI, 118).
Dunque per un musulmano il fatto che esistano più religioni, più comunità religiose non pone alcun problema: si tratta di una precisa volontà divina. Inoltre questa divisione tra più religioni, non è una divisione tra buoni e cattivi, non è stata fatta per dannare gli uni e salvare gli altri, perché dice sempre il Corano:
"Certamente quelli che credono [i musulmani], quelli che seguono la religione giudaica, i cristiani e i sabei, chiunque insomma creda in Dio e nel giorno ultimo e abbia compiuto opere buone, tutti avranno la mercede loro presso il Signore" (II, 62).
E ancora: "quando giungerà l’ora ultima, allora i facitori di vanità si perderanno; e ogni comunità sarà chiamata davanti al suo libro [e sarà detto loro:] Ecco, ora verrete retribuiti secondo ciò che avete fatto" (XLV, 27).
Dunque qualunque sia la comunità religiosa cui un uomo appartiene, questi avrà una sorte nell’aldilà in funzione di come si è comportato. Il senso dell’articolazione dell’umanità tutta in comunità religiose diverse, sta allora nel libero confronto tra le varie comunità nell’adorazione dell’unico Dio e nel compimento del bene, come afferma esplicitamente il Corano:
"A ognuno di voi abbiamo dato una legge e una via. Se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità: non lo ha fatto per provarvi mediante ciò che vi ha dato. Gareggiate dunque in opere buone! Ritornerete tutti a Dio, ed egli vi farà conoscere ciò su cui siete discordi" (V, 48)
Una precisazione si impone. Nel versetto sopra citato si parla di ebrei e cristiani e nel Corano è essenzialmente a queste comunità religiose cui si fa riferimento, ma sempre nel Corano troviamo scritto:
"E mandammo inviati, dei quali ti abbiamo narrato in precedenza e messaggeri di cui non ti abbiamo narrato" (IV, 164).
Il Corano cita 25 profeti, ma la tradizione islamica ha indicato il numero dei profeti in 124.000 e il numero dei libri rivelati in 104. Sulla scorta di questi dati i musulmani, e in particolare i sufi, vale a dire i mistici dell’Islâm, hanno riconosciuto come inviati di Dio, tra gli altri, Zarathustra e Buddha ed hanno annoverato i Veda, gli antichi testi sacri induisti, tra i libri rivelati.
Si osserverà: questa è la teoria, la realtà storica è invece quella che vede il guerriero musulmano con in mano una spada e nell’altra il Corano che impone la scelta tra la morte e il diventare musulmano. A parte l’incongruità di questa immagine che, poiché il Corano deve essere tenuto con la destra e non con la sinistra, implica che tutti i musulmani tengano la spada nella sinistra, quindi siano mancini, questa immagine è anche falsa storicamente. Così scriveva Omar, il secondo dei successori di Maometto, ad uno dei suoi governatori:
"Né tu né i musulmani che sono sotto di te devono trattare gli infedeli come bottino e venderli come schiavi […]. Se esigete da loro il testatico, non potete avere più alcuna pretesa né diritto su di loro. […] Perciò imponi su di loro un testatico e non renderli schiavi, né permettere ai musulmani di opprimerli o di far loro del male o di dissipare le loro proprietà […] ma attieniti fedelmente alle condizioni che hai concesso loro".
Rivolgiamo ora alle fonti cristiane dell’epoca della prima diffusione dell’Islâm:
"Il capo degli Arabi ordinò ai suoi di non uccidere i vecchi, né i bambini, né le ragazze, di non tagliare gli alberi da frutto né le messi e di non distruggere le case. Mandò poi un suo messaggero agli abitanti di Gaza chiedendo loro di aprirgli le porte, perché non cercava né oro, né argento, né donne, né figli, né figlie, né la città, né le singole case, bensì desiderava la loro amicizia, e concordia, sicurezza, pace" (Fra’ Guglielmo da Tripoli, domenicano).
"Domandarono allora ai cristiani e agli ebrei di pagare la capitazione; questi la pagarono e furono trattati dagli arabi con bontà. Per grazia divina, la prosperità regnò, e il cuore dei cristiani esultò per il dominio degli arabi" (Cronaca di Séert).
Né si pensi che questo atteggiamento "tollerante" fosse proprio solo degli inizi dell’Islâm. Nell’XI secolo il califfo fatimide al-Dhâhir emanò un editto in cui si ribadiva che:
"Chiunque […] desideri entrare nella religione dell’Islâm per scelta del suo cuore e per grazia di Dio […] lo può fare e sarà benvenuto e benedetto; chiunque preferisce restare nella sua religione […] avrà protezione e salvaguardia, ed è dovere di tutti i membri della comunità musulmana di proteggerlo e difenderlo".
E un decreto ottomano del sultano Mehmet II del 1602 afferma:
"Dato che, in accordo con quanto Dio onnipotente […] ha comandato nel Suo Libro Manifesto [il Corano] riguardo alle comunità degli ebrei e dei cristiani […] la loro protezione e difesa e la salvaguardia delle loro vite e dei loro possessi sono un dovere perpetuo e collettivo della generalità dei musulmani e un obbligo necessario che incombe su tutti i sovrani dell’Islâm […]. Pertanto è necessario e importante che la mia preoccupazione elevata e religiosamente ispirata tenda ad assicurare che, in accordo con la nobile Shari’a, ognuna di queste comunità che paga a me le tasse, nei giorni del mio regno imperiale e nel periodo del mio felice califfato, vivano in tranquillità e pace di mente e possano andare dietro ai loro affari, che nessuno li ostacoli dal farlo, e che nessuno provochi offesa alle loro persone o ai loro possessi, in violazione del comando di Dio e in contravvenzione alla Santa Legge del Profeta".
Recenti studi hanno confermato che il processo di conversione, nel quale giocarono un ruolo rilevante i sufi, che portò la maggioranza delle popolazioni conquistate a diventare musulmane, fu un processo molto lungo, senza mai giungere a eliminare le comunità non musulmane. Così, a differenza del mondo cristiano dove, con la sola eccezione degli ebrei, non sono mai sopravvissute comunità di altre religioni, nel mondo musulmano sono sempre esiste altre comunità religiose: ebrei, cristiani, zoroastriani, induisti, buddisti, ecc. Si pensi che dai dati del censimento ottomano del 1520 risulta che a Istanbul ben il 41,71% delle famiglie non era di religione musulmana.
Particolarmente forte risulta il contrasto tra la condizione degli ebrei nel mondo musulmano e nel mondo cristiano. Leggiamo la lettera di un ebreo della prima metà del quindicesimo secolo:
"Ho saputo delle afflizioni più amare della morte, che si sono abbattute sui nostri fratelli in Germania – delle leggi tiranniche, del battesimo forzato e delle espulsioni, che sono all’ordine del giorno […]. Fratelli e maestri, amici e conoscenti! Io, Isaac Zarfati, benché derivi da ceppo francese, sono nato in Germania […]. Dichiaro a tutti voi che la Turchia è una terra dove non manca nulla, e dove, se lo vorrete, tutto vi andrà bene […]. Non è forse meglio per voi vivere sotto i musulmani che sotto i cristiani? Qui ogni uomo può vivere in pace sotto la sua vigna e il suo fico. Qui tutti potete indossare gli abiti più raffinati".
Un secolo dopo Samuel Usque, un ebreo portoghese, in un’opera famosa "La consolazione per le tribolazioni di Israele", scrive che in Turchia "le porte della libertà sono sempre aperte all’osservanza dell’ebraismo". E così molti ebrei si rifugiarono in terra musulmana per sfuggire alle persecuzioni.
Si giunse anche al punto che i sultani si eressero a difensori dell’intero popolo ebraico, anche di coloro che non vivevano in terre musulmane. Il caso più famoso è quello di Ancona del 1556. Ad Ancona, allora parte del regno pontificio, fiorente centro di scambi commerciali con l’oriente, si erano stabiliti numerosi marrani, cioè ebrei obbligati a convertirsi al cattolicesimo, che erano poi tornati apertamente alla loro religione. Papa Paolo IV, che riorganizzò e diede nuovo impulso all’inquisizione, non poteva tollerare una simile situazione. Così gli ebrei vennero arrestati, i loro beni confiscati, e la loro morte decretata, a meno che non si convertissero al cattolicesimo. Il Sultano Solimano, che si riteneva, secondo i principi sopra esposti, protettore degli ebrei intervenne a protezione degli ebrei, ma il papato ovviamente non gli riconosceva tale ruolo e così la sua protezione venne accordata solo agli ebrei che erano venuti dalla Turchia, che furono così salvati. Tutti gli altri vennero debitamente bruciati sul rogo.
Naturalmente la realtà non è mai tutta rose e fiori, per cui il quadro di tolleranza da noi dipinto ha avuto le sue eccezioni. Così, se sotto i turchi la situazione è stata in generale quella che abbiamo descritto, più difficile era la situazione degli ebrei in Marocco, dove a un certo punto esistette anche un ghetto, istituzione del tutto sconosciuta nel resto del mondo musulmano.
Inoltre le circostanze storiche potevano portare ad atteggiamenti meno tolleranti: come è ovvio nei periodi di maggior conflittualità con gli stati cristiani i non musulmani sono stati guardati con sospetto, in quanto possibili "quinte colonne". Così accadde durante le crociate. E così è avvenuto con il colonialismo europeo a partire dal secolo scorso, anche perché le potenze europee hanno di solito usato appoggiarsi esplicitamente alle popolazioni non musulmane. La nascita dello stato di Israele nel 1948 ha poi segnato profondamente il sentimento musulmano, determinando il successo delle versioni arabe della propaganda antisemita europea.
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 16:45:16
Bak ma c'è un motivo
Il cristianesimo e l'ebraismo erano autoctoni di quelle zone, l'islam è arrivato dopo.
Mentre in occidente non esisteva nulla del genere.
Secondo me il termine di paragone non è tanto l'islam ma come gli ebrei sono stati trattati in occidente.
Ovviamente parliamo di prima della grande infezione antisemita dell'800.
Anche se poi non si può parlare di genocidi fino al novecento.
Federico Barbarossa li proteggeva a Norimberga e dopo essere stati scacciati dalla Spagna si rifugirono certo nei paesi protestanti, dove fondarono il capitalismo, ma anche nella Roma papalina, dove tra l'altro il medico di corte era un ebreo
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 16:35:53
mur io quello dicevo..i musulmani storicamente lasciavano praticare altre fedi, e avevano una tolleranza immensamente superiore ai cristiani
..ti risultano musulmani in spagna o sicilia ke nn siano di nuova immigrazione?
ti risultano al contrario comunità cristiane antike nei paesi musulmani?
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 16:17:01
IT
Senza voler fare il solito papirone diciamo cmq che la tesi di base dello "studio" dice che gli ebrei a causa delle difficoltà della loro storia hanno sviluppato certi talenti, certe capacità. Seppur non tutti siano d'accordo sulle difficoltà che hanno prodotto questo risultato mi sembrate tutti abbastanza allineati a questa tesi, sbaglio?
X il Sig. Bakunin
Voler dipingere i cristiani o i musulmani o gli ebrei come più cattivi o buoni degli altri è impresa disperata e forse, mi permetto di dire, stupida. La tollerenza non è solo non uccidere ma è anche far praticare e poter vivere la propria Fede. Ragionare in termini di vita o meno è molto riduttivo
X Mat
Se lo dice Rael :-D
OT
ahah Dean ti ho beccato ad infrangere la Netiquette pure a te! Ti ricordo che scrivere due successivi tread senza aver fatto trascorrere un giorno è una grave violazione della Netiquette.
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 15:48:08
E' sempre la stessa storia, ogni regime per sopravvivere ha bisogno del nemico esterno e quale miglior nemico per tener buoni milioni di diseredati, dell'occidnete ricco, arrogante e stupido?
E' la nuova versione del complotto giudaico-massonico.
La cosa singolare è che quest'idea ha fatto breccia anche nel suddetto occidente ricco arrogante e soprattutto stupido, in fondo è come se gli ebrei giustificassero la shoa
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 15:40:24
Per colpa loro, per colpa di chi se no? Sono loro che si fanno abbindolare dal primo beduino più scaltro e feroce degli altri, è così che la famiglia Saud è diventata la padrone dell'Arabia.
Brava è proprio questa la differenza, la polizia ha difeso Smith, in un paese islamico non sarebbe successo
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 15:36:31
Dean,
se ad Adel Smith non ci fosse stata la polizia a difenderlo l'avrebbero lapidato,
eccome se l'avessero fatto.
Certo, non possiamo paragonare l'italia con un paese mediorientale,
li ci sono popoli funestati da guerre, carestie, ignaranza, poverta', e sappiamo bene per merito di chi!
Con stima,
Borf
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 15:18:17
Si si bak l'ho detto anch'io i cristiani massacrarono tutti i gerosolomitani ebrei, mussulmani ed anche cristiani, i mussulmani feceropagare solo un piccolo riscatto
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 15:15:40
beh sull'argomento posso solo appoggiarlo (senza spingere) a dean
gli ebrei dal medioevo erano tra i pochi a esercitare il commercio e il prestito, poichè nn gli era consentita la proprietà fondiaria..per questo soprattutto erano spesso pieni di soldi e facevano studiare i figli..invece gli intelligentissimi figli dei nostri cafoni continuavano a zappare la terra, e a credere a ki gli diceva ke la sapienza era un peccato
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 15:05:55
allora dean...
nn è ke le tue considerazioni siano sbagliate..
ma ai tempi da te citate i cristiani hanno fatto molto peggio..in quei tempi mica si andava tanto x il sottile
per dire ke in fatto di tolleranza nn abbiamo molto da insegnare noi europei
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 15:05:11
Si torna sempre a fare gli stessi discorsi... medioriente, islam, terrorismo, noi siamo più fregni, quelli so animali... sci va bene seme capite (a parte Biginjapan penso che gli altri abbiano fatto una discussione sicuramente più costruttiva).
Piccola riflessione sull'argomento vero del post:
Che gli ebrei abbiano dato un notevole contributo alla cultura e alla scienza è indubbio. Più che genetica penso che come è stato detto sia dovuto anche alla loro impostazione educativa-religiosa.
Per quanto riguarda israele è uno dei maggiori investitori in ricerca, soprattutto informatica e biotecnologica, rspetto al proprio PIL. Se ci pensiamo bene Israele non ha risorse naturali quindi punta tutto sulle uniche risorse che ha, ovvero le intelligenze. Da non sottovalutare inoltre le spese nella ricerca militare che si traducono poi in altri brevetti anche nell'industria civile.
Centrando ancora di più l'argomento è difficile a questo punto analizzare "scientificamente" l'intelligenza, ovvero il Q.I. della popolazione ebrea. Si tratta di analizzare una popolazione genticamente "impura" come è la maggiorparte della popolazione mondiale. Caso completamente diverso da uno studio sul DNA degli islandesi, attualmente in atto per studiare l'ereditarietà di alcune malattie, possibile solamente grazie alla "purezza" genetica degli stessi.
Per quanto riguarda il discorso religioso, cosa che ha ispirato, ispira e ispirerà politici e uomini di cultura ebrei è che la stessa Bibbia che gli ebrei sono il popolo eletto!
Non bisogna quindi stupirsi se assistiamo a certi eventi in israele, se vediamo studiosi pubblicare certi studi, se sentiamo rabbini parlare di grande israele.
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 14:58:30
Beh bak ci sono centinaia di casi che smentiscono questa presunta tolleranza dei mussulmani, basta prendere i casi delle crocifissioni di cristiani in sudan
Cmq in generale è vero che nella storia i mussulmani si sono semrpe dimostrati abbastanza tolleranti, anche se gli ottomani rapivano i ragazzini cristiani e li allevavano come carne da macello nei loro eserciti.
Quando i cristiani conquistarono Gerusalemme nel 1099 trucidarono tutti gli abitanti, mentre quando, 150 anni dopo, il feroce saladino, che poi tanto feroce non era, riconquistò la città si limitò a chiedere un riscatto praticamente simbolico, tranne ovviamente che per i templari, che furono impiccati squartati ed appesi alle mura della città.
Illuminato si, ma fesso no, non si lasciano in vita le truppe d'elite del nemico.
Il problema sorge negli ultimi decenni, l'Armenia non conta è cristiana, a proposito, gli armeni sono stati vittima del primo genocidio del secolo, da parte dei turchi, chi sà probabilmente è un genocidio dimenticato proprio perchè gli Armeni sono cristiani.
In Libano si è combattuta una guerra civile lunga 15 anni ed anche se il motivo religioso non era l'unico certo ha avuto la sua importanza.
In Iraq e Siria le minoranze cristiane sono state trattate relativamente bene, perchè fungevano da puntello ai regimi baathisti.
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 14:48:39
nei paesi musulmani è pieno di cristiani ... in libano, in siria, in iraq, in egitto etiopia ( i copti!) l'intera armenia e kissà dove altro
i musulmani nn hanno mai perseguitato le altre religioni...prendevano solo una tassa dai nn credenti, mentre i cristiani trucidavano musulmani ebrei ed"eretici"
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 14:17:08
anima sai dov'è l'aspetto grottesco?
che le 2 fazioni sono formate dagli stessi uomini, bin laden che nel negli anni 70 si veste da Hippie e fa le vacanze in Svezia, Al Zawairi che viene da una delle famiglie più importanti e progressiste dell'Egitto, lo stesso Mohammed Atta il capo del commando di New York che faceva un master in Ingegneria in Germania
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 14:12:09
gli ebrei per conservare la propria cultura, non avendo una patria precisa
devono studiare sempre anche le loro tradizioni
oltre a quelle del posto in cui vivono,
per esempio la lingua, tutti gli ebrei sono almeno bilingui.
per questo gia' da piccoli hanno una buona dimistichezza con i libri, oltre al fatto che i testi sono alla base della loro religione.
inoltre in passato in molti dei luoghi dove erano stanziati nn avevano il diritto di possedere terreni o esercizi commerciali si dedicavano quindi
oltre all'usura che tra l'altro fruttava molto, agli studi filologici,alla matematica, e al ragionamento. molti per questo sono diventati studiosi
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 14:11:03
questo dimostra ancora una volta la frammentarietà del mondo islamico.
da un lato la miseria e l'emarginazione che costituiscono terreno fertilissimo per i terroristi e dall'altro una voglia matta di emancipazione e stile di vita occidentale. In mezzo ci stà il popolo che subisce le scelte sciagurate dell'una e dell'altra fazione
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 14:05:03
Ovvio Anima in Algeria c'èstato un vero e proprio golpe, per impedire al FIS di andare al potere dopo aver vinto le elezioni.
Certo un governo fondamentalista in pieno mediterraneo non è la mia più grande aspirazione, ma se un paese si dice democratico deve accettare gli esiti delle elezioni.
Un po come è successo in Turchia, dove il partito islamico al potere da un lato ha ripristinato la possibuilità per le donne di indossare il velo, cosa prima vietata, ma dall'altra tratta per entrare nella UE
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 14:02:19
bhe se per questo dean in Algeria il presidente Bouteflicka ha imposto una sorta di legge marziale nei confronti del FIS. Sono migliaia le persone in prigione per motivi "di sicurezza nazionale" e questo ovviamente fà incazzare ancora di più quelli del FIS & compagnia bella
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 13:58:24
Cosa cazzo c'entra l'accoglienza che un uomo puo` ricevere in un paese islamico?...si parlava di religione.
Smettetela con questo atteggiamento da maestri di vita, qui non si tratta di convincere nessuno tantomeno di avere ragione.
Voi rimanete della vostra opinione visto che ci siete stati, io invece che ho visto tanta TV...
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 13:58:21
Anima non è la stessa cosa, in Occidente, ma anceh in Israele c'è una legge, applicata o no, che persegue, questi fondamentalismi.
Nei paesi islamici il fondamentalismo è la legge
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 13:55:10
d'altronde la stessa cosa vale per i fondamentalisti ebraici ed in generale per qualunque estremista pazzo (tra i quali alcuni neo fascisti italiani che ti sprangano solo perchè pensano che li hai guardati storto...
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 13:47:40
Begin Anima ci lavora da quelle parti (ma che faccio? lo difendo?)
Borf da quelle parti mica si scagliano contro, ti sotterrano fino al collo in uno stadio e ti lapidano.
Anima ha ragione quando dice che le principali vittime del terrore sono gli stessi mussulmani, infatti il primo obiettivo è rovesciare è rovesciare i regimi "moderati" (io li chiamerei fascisti, questione di punti di vista) di Arabia Saudita, Giordania ed Egitto, di per se deboli se non fossero appoggiati dall'occidente.
Che poi le stesse popolazioni colpite in cuor loro "TIFINO" PER I TERRORISTI è un altro discorso
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 13:41:56
Anima ma dove cazzo vivi?
Sarai mica come il mio collega che ha girato tutto il mondo senza mai uscire dalla sua camera d'albergo?
Ma fammi il piacere...
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 13:41:07
Biginjapan,
tu ci sei stato in un paese ilsamico? Io si, anni fa in Siria, oltre che svariate volte in Egitto, ed il ripetto che ho trovato per la mia persona ed i miei amici e' stato unico,
mentre in Italia se uno chiede di togliere il crocefisso dalle strutture pubbliche si vede la mussolini scagliarsi contro, con un seguito di tutto rispetto, andando da Sbuttiglione fino a casini!
Con stima,
Borf
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 13:34:54
BIG io nei paesi islamici ci sono stato. nessun scannamentone tantomeno fiumi di sangue che scorrevano. In Algeria (patria dei movimenti fondamentalisti islamici di cui il locale FIS ne è stato il prototipo) addirittura il sangue che scorreva era quello degli inermi credenti moderati e della popolazione berbera.
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 13:17:40
NOOOO??? vai pure in un paese islamico a cercare di professare una religione che non sia la loro e scoprirai quanto sono estremisti e sanguinari.
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 13:02:21
si dean ma quello non è l'islam "rivelato" dal profeta. Non crederai davvero che l'islam sia un blocco monolitico di estremisti sanguinari e talibani troglodi spero
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 12:48:58
in realtà nell'islam tradizionale la figura del mullah come esegeta delle scritture non esiste. Anzi. Almeno in teoria non dovrebbe essere previsto neanche un clero".
per il profeta il rapporto tra Dio ed il fedele è STRETTAMENTE ed esclusivamente PERSONALE e si stabilisce soltanto nel momento della preghiera giornaliera.
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 12:44:01
Non mi incazzo perchè hai ragione, ma ne la islamica ne la cristiana richiedono la lettura dei testi sacri, ci sono preti e mullah proprio per questo, invece la lettura della Torah è per l'ebreo un atti sacro di per se stesso, per non parlare dei cabalisti
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 12:27:10
In eff3etti mi pare na stronzata clamorosa
Gli ebrei hanno prodotto tanti scenziati ed intellettuali per 2 motivi:
1 La loro è la religione del "Libro" quindi tutti tutti gli ebrei hanno sempre saputo leggere e scrivere, quindi sono quelli che più di altri si sono dati alle arti intellettuali;
2 Sono sempre stati quelli con i soldi, infatti nel medioevo non era possibile ai "gentili" trafficare con il denaro "Lo sterco del diavolo" e siccome qualsiasi attività economica ha bisogno di capitali ci si rivolgeva a chi non era toccato dalle imposizioni ecclesiastiche.
Ebrei e Templari hanno inventato le banche e guarda caso sono stati entrambi sempre perseguitati
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 12:20:49
Che stupidaggine questa tesi, vuol dire che se io passassi alla religione ebraica diventeri piu' intelligente?
E persone del calibro di Leonardo, Galileo, Michelangelo, Sofocle, Archimede, J.S.Bach etc etc, che certo ebrei non erano (almeno credo), a quale livello intellettivo le collochiamo!
Solo su una cosa sono d'accordo, che se loro sono piu' intelligenti a causa delle persecuzioni, i loro persecutori erano, e sono, dei "perfetti imbecilli"!
Borf
Messaggio del 19-10-2005 alle ore 11:48:21
Lo studio che divide l’America Rivolta della comunità scientifica: «Tesi pericolosa e razzista»
I due autori: «Le persecuzioni subite hanno reso gli ashkenaziti più acuti»
NEW YORK— «Oppenheimer, Einstein, Freud, Marx, Kafka, Bellow, Levi-Strauss, Allen, Dylan: la storia degli ultimi duecento anni è costellata da una miriade di scienziati, pensatori e intellettuali ebrei», recita il controverso studio intitolato The Natural History of Ashkenazi Intelligence. «Nonostante gli ebrei costituiscano un mero 0,25% della popolazione mondiale e solo il 3% di quella Usa—prosegue— essi rappresentano il 27% di tutti i premi Nobel e il 50% dei campioni mondiali di scacchi».
Il motivo? «Gli ebrei hanno un quoziente di intelligenza più elevato, a causa delle continue persecuzioni che li hanno costretti ad affinare l'intelletto per sopravvivere», replicano gli autori del saggio, Henry Harpending e Gregory Cochran. I due studiosi dell' Università dello Utah che l'estate scorsa hanno sollevato un vespaio, spedendo a varie riviste scientifiche Usa la loro ricerca dove sostengono che la presunta superiorità intellettuale degli ebrei ha una base genetica.
Ma quella che all'inizio sembrava solo l'ennesima querelle medico-scientifica destinata al dimenticatoio, ha finito per scatenare un furioso dibattito negli Stati Uniti dopo la decisione della prestigiosa casa editrice Cambridge University Press di pubblicare lo studio sia online, sia nel suo bimestrale Journal of Biosocial Science entro l'anno prossimo. L'annuncio ha conferito autorevolezza istantanea ad uno studio screditato da dozzine di storici, evoluzionisti ed esperti di Dna, ma al quale la stampa ufficiale—dal New York Times all'Economist — ha accordato uno spazio inaspettatamente ampio. Forse imbaldanziti dai riflettori, Harpending e Cochran hanno deciso di tornare all'attacco, premendo l'acceleratore sugli aspetti più controversi del loro studio.
«Nel Dna degli ebrei ashkenaziti c'è la prova della loro intelligenza superiore—dichiarano i due studiosi al New York Magazine, che dedica loro la copertina del suo ultimo numero —. Le malattie genetiche tipiche degli ebrei ashkenaziti, quali il Tay-Sachs e il Niemann-Pick, sono collegate e anzi responsabili dell'intelletto superiore di tali soggetti». Per suffragare la loro tesi, i due citano uno studio di Steven Walkley, neuroscienziato all'Albert Einstein College of Medicine, che mostra un aumento notevole di dendrite — i trasmettitori dei neuroni — nel tessuto cerebrale di individui a f f e t t i da Tay-Sachs e Niemann- Pick. «Nel percorso genetico- evolutivo, l'intelligenza degli ebrei si è sviluppata in tandem con certe malattie genetiche — teorizzano — come risultato della discriminazione subita nei ghetti dell'Europa medievale ».
Senza quella auto-difesa cromosomica, ipotizzano i due ricercatori, gli ebrei ashkenaziti non sarebbero mai riusciti a sopravvivere. «Soprattutto se si considera che gli unici mestieri che erano autorizzati a svolgere nell’Europa medievale, dove l'usura era vietata ai cristiani — mercante, esattore delle tasse, banchiere —, richiedevano doti matematiche e un quoziente d’intelligenza superiore alla media». Ma la tesi è confutata dall’establishment scientifico americano come «pericolosa» e «razzista». «E' scienza da strapazzo—punta il dito Harry Ostrer, capo del programma di genetica umana della New York University — non in quanto provocatoria, ma piuttosto perché si tratta di pessima genetica e ancor peggiore epidemiologia».
Molti temono l'uso strumentale dello studio da parte degli ideologi dell'estrema destra, che cercano una giustificazione scientifica alle loro tesi razziste sin dai tempi lontani di Louis Agassiz. Quando il noto biologo elaborò le famigerate «tipologie razziali» alla base della schiavitù, nel 1850. «Il risvolto della medaglia è chiaro—punta il dito lo storico Sander Gilman —: l'intelligenza degli ebrei è alla base della paranoia anti-semita sin dal sedicesimo secolo, quando Lutero affermava che i dottori ebrei erano così intelligenti, da aver ideato un veleno che poteva uccidere un cristiano in meno di un giorno».
E se i bambini ebrei spesso finiscono per essere i primi della classe, concordano storici, antropologi e genetisti, il motivo è un altro. «Se dovessi scegliere tra geni ebrei e madri ebree, sceglierei queste ultime — afferma David Goldstein, direttore del Center for Population Genomics and Pharmacogenetics alla Duke University —. Sono loro che hanno dato vita alle tante barzellette sull'intelligenza degli ebrei». Come quella, famosissima, usata anche da Woody Allen in un film: «Sai quando un feto ebreo diventa umano? Quando si laurea in medicina ».
Alessandra Farkas
19 ottobre 2005
Corriere.it