Cultura & Attualità

8 Settembre
Messaggio del 08-09-2006 alle ore 19:16:00
8 Settembre: morte della Patria ?
Messaggio del 08-09-2006 alle ore 19:17:19
hanno cambiato data ora i testimoni di Genoa?
Messaggio del 08-09-2006 alle ore 19:19:47
Il riferimento è all'8 Settembre 1943, data dell'annuncio da parte di Badoglio dell'armistizio con gli Alleati e della fine dell'alleanza militare con la Germania.
Messaggio del 08-09-2006 alle ore 19:20:34
Il riferimento è all'8 Settembre 1943, data dell'annuncio da parte di Badoglio dell'armistizio con gli Alleati e della fine dell'alleanza militare con la Germania.
Messaggio del 08-09-2006 alle ore 20:25:25
E' iniziato il gay pride?
Messaggio del 08-09-2006 alle ore 20:33:38
8 settembre: il dono
Messaggio del 08-09-2006 alle ore 21:06:55
quantomeno la fine della dignità di un popolo!!
Messaggio del 08-09-2006 alle ore 21:17:11
la dignità l'avevamo già persa prima, con l'emanazione delle leggi razziali..vergogna!!!!
Messaggio del 08-09-2006 alle ore 21:21:14
con le leggi razziali avresti potuto dire che la dignità l'aveva persa un governo, con l'8 settembre l'ha persa un popolo!!
Messaggio del 09-09-2006 alle ore 14:01:52
non è stata l'unica volta...noi siamo un popolo di napoletani...non c'è nulla da fare..con tradimenti e imbrogli siamo riusciti a fregare sempre ltutte le altre nazioni....
Messaggio del 09-09-2006 alle ore 14:14:36
ma che morte della patria, almeno un tentativo di resurrezione
Messaggio del 09-09-2006 alle ore 14:45:39
se sostenete la tesi della morte della patria riguardo all'8 settembre datemi 5 serie motivazioni, poi ne possiamo pure parlare, senza sparare cazzate, please.
Messaggio del 09-09-2006 alle ore 16:08:12
Renzo De Felice, in un suo libretto - intervista intitolato Il Rosso e il Nero che ha fatto molto discutere, ha riassunto le sue interpretazioni intorno al fascismo e all’antifascismo e alla questione concernente la perdita del senso di identità nazionale degli italiani. Le sue argomentazioni sono piuttosto complesse e derivano dalla sua lunga attività storiografica intorno al fascismo.

1) Secondo De Felice, con l’8 settembre 1943 si sarebbe consumata, nella coscienza popolare degli italiani, una catastrofe ideale, la perdita dell’idea di nazione che avrebbe "minato per sempre la memoria collettiva nazionale" (R. De Felice, 1995: 33). De Felice non lo dice esplicitamente nella sua intervista, ma il lettore finisce per intendere che, secondo lui, sotto il fascismo, gli italiani avessero effettivamente maturato un qualche senso della nazione (forse proprio per merito del fascismo?). Lo si inferisce da argomentazioni di questo genere: "il sentimento comune degli italiani, alla fine degli anni Trenta, era di totale fiducia per Mussolini; controllando bene le cifre, si scopre che la partecipazione volontaria alla seconda guerra mondiale fu maggiore che nella Grande Guerra" (R. De Felice, 1995: 35).

2) La Resistenza fu principalmente opera di una minoranza (ed ebbe oltretutto scarso valore militare). De Felice a questo proposito entra nel merito delle cifre: "...ho pensato di fare un conto, approssimativo ma significativo, poter delimitare il numero degli individui coinvolti dall’una o dall’altra parte: sono arrivato a 3 milioni e mezzo - 4 milioni, mettendo insieme familiari stretti e parenti lontani, amici vicini. Pochi rispetto a quei 44 milioni di persone che abitavano allora l’Italia" (R. De Felice, 1995: 54). Questa argomentazione viene usata per contestare il fatto che la Resistenza possa avere compensato (o riscattato) la disfatta morale dell’8 settembre e per sostenere collateralmente che la retorica della Resistenza è stata creata dai partiti "antifascisti" del dopoguerra.

3) Secondo De Felice l’attendismo fu la reazione più diffusa degli italiani nel periodo compreso tra l’8 settembre e il 25 aprile, dando così luogo alla formazione di una ampia "zona grigia": l'obiettivo prevalente di costoro era quello di salvare la pelle e aspettare la pace. De Felice usa il termine "opportunità" invece di opportunismo (R. De Felice, 1995: 59). Scrive lo storico: "La gran massa degli italiani, sebbene pochi furono coloro che riuscirono a non essere coinvolti, non solo evitò di prendere una chiara posizione per la Resistenza, ma si guardò bene dallo schierarsi a favore della Rsi" (R. De Felice, 1995: 59). Persa la fede nella patria, gli italiani sembrano ora, nella visione di De Felice, una massa informe dalla corta prospettiva morale, pronti per essere ulteriormente ingannati dai partiti antifascisti.

4) Lo scarso ruolo della Resistenza viene ulteriormente qualificato e in base agli esiti successivi: "Dopo il 25 aprile, non fu infatti la Resistenza ad andare al potere, bensì saranno "due partiti nuovi", a conquistare il consenso delle masse. Dietro di loro due grandi potenze: la Russia di Stalin e il Vaticano di Pio XII" (R. De Felice, 1995: 68). Indubbiamente De Felice accusa gli storici dell’antifascismo di avere creato di sana pianta il mito della lotta di popolo.

5) Questo complesso di eventi avrebbe determinato la mancanza di senso della nazione negli italiani di ieri e di oggi.

FONTE: www.novecento.org
Messaggio del 09-09-2006 alle ore 16:52:36
Magari con senso della nazione ci può entrare anche il fatto che l'8 settembre 1943 l'Italia era una nazione solo da poco più di 80 anni?

Vabbè ragioniamo per assurdo cari Azzalea, Orvietano & Co., anzi vi propongo un'ucronia: 8 settembre 1943, l'Italia, anzi Casa Savoia, non firma nessun armistizio, la guerra va avanti a fianco dell'alleato germanico... a voi la parola.

Messaggio del 09-09-2006 alle ore 17:22:29
punto 1 totalemnte daccordo con bruce. Perc quanto riguarda la tragendia essa fu dovuta al fatto che avevamo al governo degli idioti cagasotto.

Punto 2 E quando mai è stato diverso? quanti erano i partigiani francesi? e quelli Jugoslavi? ma questo non significa che gli italiani fossero fascisti. Gli italiani si erano adattati al fascismo, si eranoc reati il loro spazio e tutto sommato non civ ivevano male. Ma la guerra e, soprattutto, lo sbarco in Sicilia ha fatto crollare questo equilibrio.
Il movimento partigiano, che sicuramente non fu molto importante da un punto di vista militare, non riguardò tutto il paese, ma solo il Nord, dopo la guerra infatti si parlerà di "Vento del Nord". Quindi non si deve far riferimento a 44 milioni di italiani, ma forse alla metà e 4 milioni su 20 non sono pochi.
Punto 3 l'attendismo e la zona grigiasono innegabili, ma essi riguardano tutti i movimenti rivoluzionari, nel 21 quantoi erano i fascisti? nel 17 quanti i bolscevichi?
Punto 4Quei due partiti erano i principali membri del CLN e poi la loro ascesa fu imposta dall'Ordine Mondiale stabilito a Yalta, quindi da fattori esterni.
Indubbiamente dopo la guerra si creò una retorica dell'Antifascismo, che perdura tutt'ora, che distorse ed in alcuni casi fece calare una vera e propria censura sui fatti. Personalmente la detesto, ma anche questo rientra nella logica delle cose: il nuovo regime cerca una legittimazione e un'origine mitica a cui farsi risalire. E anche da questo punto di vista CHI E' SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA

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