Cultura & Attualità

7 gironi nell'inferno della tortura
Messaggio del 08-05-2007 alle ore 20:22:50


Un altro rapporto scuote le coscienze in Israele.
Non riguarda la guerra contro gli Hezbollah bensì il conflitto infinito contro i palestinesi. Ogni conflitto è di per sé violento e per questo occorre essere vigili nel controllare che non sconfini in atti contrari alle leggi internazionali. Questo è lo spirito che anima due organizzazioni per la difesa dei diritti umani israeliane, Btselem e Ha Moked, autrici di un documento che accusa lo Shin Bet, i servizi segreti interni israeliani, di torture o maltrattamenti contro i palestinesi.
Nel rapporto si leggono le testimonianze di 73 palestinesi sospettati di partecipare ad attività armate e sottoposti a interrogatorio fra luglio 2005 e marzo 2006.
Sulla base dei racconti la scala che conduce i palestinesi prigionieri nell'abisso della tortura è fatta di sette scalini. Si va dalla privazione del sonno (15 casi) al pestaggio (17 casi), passando per la detenzione in isolamento e l'essere legati in diverse posizioni innaturali (posizione del rospo 3 casi, posizione della banana 5 casi), il confinamento dei prigionieri in celle «asfissianti e putride» e l'umiliazione in ogni forma. Nel caso in cui i prigionieri vengano classificati come le cosiddette «bombe a orologeria», ossia abbiano informazioni utili a impedire un attentato terroristico contro Israele, lo Shin Bet, secondo il rapporto, usa «metodi speciali»: violenza fisica a tutto spiano.
Le accuse non finiscono qui. Ai prigionieri è stato offerto deliberatamente cibo guasto o di cattivo gusto. L'unico esercizio fisico loro concesso è stato camminare dalla cella alla stanza degli interrogatori, tragitto durante il quale spesso sono stati malmenati, con gli occhi chiusi e le mani legate. Mediamente i prigionieri sono stati interrogati per 35 giorni dalle 5 alle 10 ore al giorno e più della metà non ha visto un legale o un rappresentante della Croce rossa per l'intero periodo degli interrogatori.
«Queste pratiche sono chiaramente classificate come torture dalla legge internazionale», sottolinea il rapporto, che critica anche la «collusione» con il sistema giudiziario israeliano. Per la prima volta, hanno fatto sapere Btselem e Ha Moked, la ricerca non è stata condotta sulla base delle denunce presentate, ma contattando i palestinesi che sono stati interrogati dal servizio segreto per raccogliere le loro testimonianze. Negli ultimi sei anni, lamenta ancora il documento, sono state presentate 500 denunce contro lo Shin Bet, ma nessuna di esse è sfociata in un'indagine.
Per questo le due organizzazioni tornano a chiedere a gran voce che la Knesset, il parlamento israeliano, approvi una legge che vieti «torture e sevizie» in modo tale da non lasciare agli agenti dello Shin Bet alcun margine di discrezione e neghi ogni possibile impunità ai responsabili di violenze. Btselem e Ha Moked puntano inoltre all'istituzione di una agenzia indipendente che investighi su ogni accusa di tortura o di maltrattamento.
Messaggio del 08-05-2007 alle ore 21:22:26


Messaggio del 09-05-2007 alle ore 01:18:50
(I)
Messaggio del 10-05-2007 alle ore 00:50:42
(II)
Messaggio del 10-05-2007 alle ore 01:12:02
cosa vorresti che io commentassi?
Messaggio del 10-05-2007 alle ore 09:16:05
Ah! nessun commento? E allora proseguiamo ancora con cristi e anticristi, clericali e anticlericali, col Papa e gli atei, fondamentalisti e non, famiglie e non...tanto solo queste cose infervorano i langianesi virtuali.
Il Lavoro... echemmenefrega!
La Guerra ...non mi cale!
L'Economia...no! no!
L'Ambiente...ma và!

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