| SANTA MARIA IMBARO. Un alcolista penitente e un musicista di strada, un malato di schizofrenia e una storia d'amore che dura quanto una birra, quella strana serenità che pervade quando si tocca il fondo ma anche l'invito a sorridere quando tutto va storto: sono alcuni dei temi che i Dago Red raccontano nelle dieci canzoni del loro ultimo lavoro, che viene presentato venerdì 12 giugno. |
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Un'immagine dei Dago Red tratta dal sito ufficiale. Vedi anche la pagine su myspace. Dago Red è il titolo di una raccolta di tredici racconti scritti da John Fante negli anni '30. Del gruppo fanno parte Nicola Palanza, Marco Pellegrini e Giuseppe Mascitelli | |
L’appuntamento è nell’ambito del programma delle iniziative Mario Negri Sud Officina, che continua appunto venerdì 12 con l’anteprima del nuovo album del gruppo folk’n blues. L’iniziativa si svolge alle 21 nell’auditorium del consorzio. Il concerto sarà accompagnato da un reading dei brani tradotti.
In questo disco la musica, oltre alle sonorità folk e blues tipiche della band, si arricchisce di elementi etnici: «Siamo una banda acustica», spiega Nicola Palanza, compositore e chitarrista del gruppo, «e gli strumenti che suoniamo, chitarra, contrabbasso, armonica, dobro, voce e percussioni, sono quelli legati alla tradizione della strada, luogo principale della musica popolare». |
«Siamo tutti abruzzesi e abbiamo iniziato a suonare insieme nel 1998», aggiunge Palanza, «dedichiamo questo nostro terzo album a tutti quelli che aiutano gli altri e che non chiedono mai nulla in cambio, anche per questo motivo abbiamo scelto di presentarlo in anteprima in un centro di ricerche scientifiche da anni impegnato nella lotta contro le malattie e nella salvaguardia della salute umana».
Il nome Dago Red, preso da un libro di John Fante, oltre al significato bacchiano di vino rosso, indica anche il modo dispregiativo con cui gli americani di inizio '900 chiamavano gli immigrati di origine italiana. La confezione del nuovo disco (progetto grafico di Antonio Antinucci e foto di Barbara Tucci) è interamente artigianale, ed è stato evitato per quanto possibile l’uso della plastica. | |