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Centro sclerosi multipla 

Convegno "Sclerosi Multipla: stato dell’arte e terapie future" del 5 Giugno 2010
del 14/07/10

Nell’ambito della settimana nazionale della Sclerosi Multipla e della seconda giornata mondiale della Sclerosi Multipla, si è svolto a Chieti, il 5 giugno 2010, il convegno “Sclerosi Multipla: stato dell’arte e terapie future”.
Hanno partecipato il Prof. Domenico Gambi e la Prof.ssa Alessandra Lugaresi che hanno svolto il ruolo di moderatori dell’incontro; il Dott. Maurizio Maddestra, la Dott.ssa Deborah Farina, il Prof. Gianni Belcaro, il Dott. Luciano Marchionno e il Dott. Rocco Totaro.


Il Dott. Maddestra del Centro SM di Lanciano, ha riportato i dati a lungo-termine relativi alle terapie attualmente in uso per la cura della Sclerosi Multipla. I dati riportati hanno confermato, anche dopo 10-15 anni, l’efficacia e la sicurezza della terapia con Interferoni beta e Galtiramer acetato così come per il Mitoxantrone sebbene quest’ultimo debba essere usato con attenzione per le rare ma possibili complicanze cardiologiche e neoplastiche. E’ stata confermata, inoltre, l’efficacia della terapia con Natalizumab seppure i dati a disposizione sono minori considerando la relativa recente introduzione della terapia; anche per questa terapia si è ribadita la necessità di una attenta monitorizzazione poiché è stata confermata, seppure in termini statistici molto contenuti, l’associazione con lo sviluppo di Leucoencefalopatia multifocale progressiva, una temibile forma di encefalite.


La Dott.ssa Farina del Centro SM di Chieti, ha illustrato lo scenario prossimo delle nuove terapie per la Sclerosi Multipla, evidenziando da una parte le numerose sperimentazioni che vedono come protagoniste terapie molto promettenti e dall’altra la cautela e l’attenzione con la quale si devono valutare i dati scientifici al fine di poter utilizzare le terapie del futuro nel miglior modo possibile. E’ stato ribadito che molto presto, entro il 2011, saranno a disposizione due nuove terapie, la Cladribina e il Fingolimod, che rappresenteranno delle importanti opportunità terapeutiche che volta per volta, paziente per paziente, il neurologo avrà a disposizione.

Il Prof. Belcaro del Laboratorio Vascolare dell’Università “D’Annunzio” di Chieti, con il supporto del Dott. Luciano Marchionno della Clinica Neurologica di Chieti e del Dott. Rocco Totaro del Centro SM de L’Aquila, ha illustrato la teoria dell’Insufficienza Venosa Cerebrale Cronica (CCSVI) proposta recentemente dal Prof. Zamboni di Ferrara come nuova causa/sviluppo della Sclerosi Multipla, che sta animando il mondo scientifico oltre che l’interesse dei pazienti. Il Prof. Belcaro ha di fatto, espresso molte perplessità sulla CCSVI sia dal punto di vista fisio-patologico che gestionale, sottolineando l’estrema cautela con la quale deve essere affrontato l’argomento. Si è così confermata, l’indispensabilità di rigorosi approfondimenti scientifici al fine di poter o cogliere le opportunità che questa teoria potrà fornire o evidenziarne l’infondatezza scientifica per evitare l’alimentazione di false speranze. In tal senso, durante l’incontro, la Prof.ssa Lugaresi del Centro SM di Chieti, ha confermato l’impegno dell’AISM, in collaborazione con il mondo scientifico-neurologico italiano, nell’adoperarsi attivamente per chiarire la questione coordinando in tempi brevi una ricerca scientifica specifica.


VACCINAZIONI E SCLEROSI MULTIPLA
del 28/09/09


Sulla base dei dati scientifici disponibili, è dimostrato che le vaccinazioni possono essere considerate sostanzialmente sicure nei pazienti con sclerosi multipla e, pertanto, allo stato attuale possono essere proposte delle ragionevoli raccomandazioni.

VACCINAZIONE ANTI-INFLUENZALE

Raccomandazioni

I medici dovrebbero raccomandare la vaccinazione annuale per l’influenza a tutti i pazienti con i seguenti requisiti:

  • Adulti con età superiore a 50 anni
  • Residenti in case di cura dove soggiornano anche persone con malattie croniche
  • Pazienti affetti anche da patologie croniche cardio-vascolari e/o respiratorie
  • Pazienti affetti anche da patologie metaboliche (incluso il diabete mellito), disfunzioni renali, emopatie o malattie che comportano immunodeficienza
  • Donne che nella stagione influenzale si troveranno al secondo o terzo trimestre di gravidanza
  • Pazienti che per qualsiasi ragione (lavoro, scuola, etc.) vengono a contatto con persone o gruppi ad alto rischio di infezione
  • Pazienti che sono assistiti da caregiver che per qualsiasi ragione vengono a contatto con persone o gruppi ad alto rischio di infezione
  • Pazienti che per la maggior parte del loro tempo utilizzano una carrozzina o sono a letto
  • Pazienti con deficit delle capacità respiratorie
  • Pazienti che effettuano terapie croniche con steroidi (inclusi quelli che eseguono infusioni mensili di alte dosi di metilprednisolone) o immunusuppressori come mitoxantrone, ciclofosfamide, azatioprina e methotrexate. E’ importante ricordare che le terapie con Interferone beta, Glatiramer acetato e Natalizumab non vengono considerate terapie immunosoppressive.

Per i pazienti che non rientrano nei criteri precedenti, come i giovani e quelli in buone condizioni cliniche neurologiche e generali, ci sono delle opinioni contrastanti.
Ci sono esperti che ritengono di consigliare la vaccinazione anti-influenzale annualmente, considerando che la vaccinazione viene considerate sicura e potenzialmente capace di ridurre il rischio di ricadute o peggioramento dei sintomi dovuto all’eventuale contrazione dell’influenza e altri che invece non ritengono di proporre la vaccinazione annuale per l’influenza ai pazienti non a rischio poiché tali pazienti raramente contrarranno l’influenza.
Pertanto, per i pazienti non a rischio il medico dovrà discutere insieme al paziente, caso per caso, l’eventuale programmazione di un vaccino anti-influenzale considerando che l’influenza e il vaccino anti-influenzale cambiano annualmente.

Per quanto riguarda la nuova influenza A da virus H1N1, al momento, non ci sono indicazioni diverse rispetto all’influenza classica, anche se va tenuto in considerazione che il virus probabilmente contagerà molte persone in quanto di recente introduzione nella nostra popolazione e che non viene coperta dalla vaccinazione anti-influenzale classica e per cui necessita di una vaccinazione specifica.

Va ricordato infine che è consigliabile evitare di somministrare il vaccino nello stesso giorno in cui si effettua terapia con Interferone beta, soprattutto per le persone che presentano effetti collaterali di tipo simil-influenzali così come è preferibile effettuare l’iniezione in un punto differente rispetto a quello dove si è praticata l’inoculazione del farmaco.

Controindicazioni generali

L’allergia alle uova e la presenza di una malattia febbrile acuta sono considerate controindicazioni assolute.

In caso di ricaduta clinica

L’orientamento attuale è quello di non somministrare un vaccino anti-influenzale quando il paziente presenta una significativa relapse o stia eseguendo un ciclo di terapia corticosteroidea per una relapse. Il razionale per ritardare la vaccinazione é che la vaccinazione potrebbe determinare degli effetti collaterali, come febbre, che potrebbero peggiorare la ricaduta clinica. Inoltre, se il paziente riceve terapia steroidea, il corticosteroide potrebbe diminuire l’efficacia della vaccinazione. Tendenzialmente, invece, c’é accordo nel non ritardare la vaccinazione nei pazienti con relapse minori o in quelli che alla RMN presentano lesioni gadolinio-enhancing asintomatiche.
Si consiglia, invece, di ritardare la vaccinazione anti-influenzale fino al recupero o alla stabilizzazione clinica dalla ricaduta, in genere, 4-6 settimane dall’inizio della relapse. Se il paziente è stato sottoposto a terapia steroidea, la vaccinazione dovrebbe essere ritardata fino a 4 settimane dopo l’ultima dose di corticosteroide.

VACCINAZIONE ANTI-EPATITE B

L’epatite B è una seria malattia dalla quale i pazienti ad alto rischio di esposizione dovrebbero essere protetti (Le persone con markers sierologici di infezione precedente o in corso di HVB non necessitano di vaccinazione).

Raccomandazioni

I medici dovrebbero raccomandare la vaccinazione anti-epatite B a tutti i pazienti con i seguenti requisiti:

  • Pazienti a rischio occupazionale di esposizione a sangue o derivati del sangue
  • Pazienti emodializzati
  • Pazienti che necessitano di ricorrenti trasfusioni con emoderivati
  • Pazienti a contatto con familiari o partner con infezione cronica da HBV
  • Pazienti che viaggiano frequentemente in paesi dove l’HBV è endemico
  • Pazienti che fanno uso di droghe per via iniettiva
  • Pazienti omosessuali o che hanno frequenti rapporti sessuali occasionali


VACCINAZIONE ANTI-TETANO

Il tetano è anch’essa una seria malattia dalla quale i pazienti ad alto rischio di esposizione dovrebbero essere protetti.

Raccomandazioni

I medici dovrebbero raccomandare la vaccinazione anti-tetano a tutti pazienti non vaccinati che hanno riportato un trauma a rischio di infezione tetanica.
I pazienti con 3 o più somministrazioni vacciniche, la vaccinazione dovrebbe essere consigliata sia per ferite a minor rischio se l’ultimo richiamo è stato eseguito oltre 10 anni prima che per quelle a maggior rischio se l’ultimo richiamo è stato eseguito oltre 5 anni prima. Per i pazienti con meno di 3 somministrazioni vacciniche o con un numero non precisato di somministrazioni, il vaccino dovrebbe essere consigliato anche per le ferite a minor rischio e, per le ferite a maggior rischio, dovrebbero essere raccomandate anche le immunoglobuline tetaniche.


F.A.Q sull'influenza suina
del 28/09/09

Che cos’è l’influenza suina?
L’influenza suina è un tipo di virus influenzale presente normalmente nei maiali. Il virus che si sta ora diffondendo tra le
persone è una versione dell’influenza suina, ma gli scienziati stanno ancora facendo ricerche sulla sua origine.
L’influenza suina è diversa dall’influenza stagionale che colpisce in inverno. Questo significa che la maggior parte delle persone non possiede alcuna immunità contro di esso e che è in grado di diffondersi molto rapidamente da persona a persona. Il virus viene chiamato anche virus dell’influenza A (H1N1).

L’influenza suina è diversa dalla normale influenza o dall’influenza aviaria?
I sintomi dell’influenza suina sono simili a quelli della normale influenza.

Come si fa a prendere l’influenza suina?
I virus influenzali sono minuscoli. Si diffondono tra persone nelle goccioline che escono dal naso e dalla bocca con gli starnuti o la tosse. Le altre persone possono inalare queste goccioline e prendere il virus.
Le goccioline possono diffondersi anche sulle superfici toccate dalle persone infette. Le altre persone che toccano queste superfici e poi si toccano il viso possono contagiarsi con il virus.
Tutti i virus del raffreddore e dell’influenza si diffondono in questo modo, compresa l’influenza suina.

Quali sono i sintomi dell’influenza suina?
I sintomi dell’influenza suina sono simili a quelli della normale influenza.
Compare un MALESSERE GENERALE accompagnato da uno o più dei seguenti sintomi: TOSSE, MAL DI GOLA, RINORREA, DOLORE AGLI ARTI/ALLE ARTICOLAZIONI, MAL DI TESTA.

Cosa devo fare se penso di avere l’influenza suina?
Se pensate di avere l’influenza suina, RESTATE A CASA e chiamate il vostro medico di famiglia per chiedere consiglio.
Non andate nello studio del medico, a meno che non vi venga detto di farlo o se non siete gravemente ammalati, perché potreste diffondere la malattia ad altre persone.
Prendete farmaci come l’aspirina, l’ibuprofene o il paracetamolo per alleviare i sintomi, ma non somministrate aspirina o farmaci antinfluenzali contenenti aspirina ai bambini di età inferiore a 16 anni.
Bevete molta acqua e riposatevi.

E se non sapessi se sono stato a contatto con una persona con l’influenza suina ma
ho dei sintomi simil-influenzali?

Restate comunque a casa e contattate il vostro medico di famiglia.

Cosa posso fare per fermare la diffusione del virus?
Delle buone norme igieniche per proteggere sia voi sia gli altri dall’influenza suina.
Le mascherine per il viso non vi proteggono dall’infezione.

Ho fatto il vaccino antinfluenzale, sono protetto dall’influenza suina?
Se vi siete vaccinati contro l’influenza stagionale, non siete protetti contro l’influenza suina. L’influenza suina è causata da un tipo diverso di virus.

Posso prendere l’influenza suina mangiando carne di maiale?
No. Non si può prendere l’influenza suina mangiando la carne di maiale o alimenti a base di carne suina.

Buone norme igieniche per fermare la diffusione dei germi

  • Portare sempre con sé dei fazzolettini di carta.
  • Usare fazzolettini puliti per coprirsi la bocca e il naso quando si starnutisce.
  • Buttare i fazzolettini nella spazzatura dopo un singolo uso.
  • Lavarsi spesso le mani con sapone e acqua calda.
  • Pulire spesso le superfici dure come il ripiano della cucina e le maniglie delle porte, usando un normale prodotto detergente e un panno monouso.


Resoconto convegno AISM maggio 2009

del 22/06/09


Scogna - dott. Maddestra - prof.ssa Lugaresi - dott. Totaro - Aimola
In occasione della Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla e della 1° Giornata Mondiale della SM, si è tenuto a Chieti, il 29 maggio 2009, il Convegno “La ricerca sulla Sclerosi Multipla” al quale sono intervenuti la Prof.ssa Alessandra Lugaresi, il Dott. Rocco Totaro il Dott. Maurizio Maddestra e i presidenti delle sezioni di Pescara Giuseppina Scogna e Chieti Franco Aimola.
Apre il Convegno la Presidentessa della sezione Aism di Pescara con i saluti ai partecipanti e l’introduzione ai lavori.

La Prof.ssa Lugaresi, responsabile del Centro SM di Chieti, ha fatto il punto sulle nuove terapie che sono attualmente in sperimentazione; ricordando come al momento, nel mondo, sono numerosi i farmaci in fase avanzata di sperimentazione e altrettanto numerosi sono quelli in fase iniziale di studio, sottolineando così come ingenti siano le risorse scientifiche ed economiche investite nella ricerca per sconfiggere la Sclerosi Multipla.
Inoltre, pur con le cautele del caso, ha espresso ottimismo per il futuro, probabilmente prossimo, ricordando che già nel 2010-2011 è prevista l’uscita in commercio di due nuove terapie (Cladribrina e Fingolimod) con alto profilo di efficacia, buona tollerabilità e che verranno somministrate per via orale, sulle quali si nutrono grosse aspettative.

Il Dott. Totaro, responsabile del Centro SM de L’Aquila, ha invece ricordato che, in attesa delle nuove terapie, già allo stato attuale ci sono farmaci efficaci quali l’Interferone beta e il Glatiramer acetato che hanno dimostrato di mantenere la loro efficacia anche dopo molti anni (oramai nel mondo ci sono moltissimi pazienti che sono in trattamento con queste terapie da oltre 10 anni).
Ha ribadito, inoltre, che il successo di queste terapie è strettamente connesso con l’inizio precoce cioè già dalle prime fasi della malattia, altrimenti si rischia, se iniziate tardivamente, che non siano più valide. Purtroppo, ha aggiunto, non tutti i pazienti rispondono o tollerano bene queste terapie, ma ottimi risultati si stanno ottenendo con l’ultimo farmaco uscito in commercio cioè il Natalizumab, ricordando però che essa è una terapia che deve essere strettamente monitorizzata con l’aiuto del proprio neurologo.

Il Dott. Maddestra, responsabile del Centro SM di Lanciano, ha relazionato sugli aspetti previdenziali della SM. La Sclerosi Multipla è una patologia cronica per cui è possibile che ad un certo punto per la persona che ne è affetta possa configurarsi una condizione di disabilità.
Lo Stato tutela però le persone disabili e per esse predispone una specifica legislazione al fine di garantire loro il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia, e lo fa valutando sia l’invalidità (decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992) cioè la riduzione permanente della capacità lavorativa che l’handicap (legge 5 febbraio 1992, n. 104) che analizza lo svantaggio sociale o l’emarginazione derivanti dalla condizione di disabilità. Per aiutare le persone affette da SM a far valere i propri diritti, l’AISM è partita con un progetto che ha come obiettivo quello di sensibilizzare sia i neurologici alla corretta compilazioni delle certificazioni richieste che le Commissioni medico-legali giudicanti alla giusta valutazione delle esigenze dei pazienti.

A seguire dibattito con le domande da parte del pubblico sui vari argomenti medico fiscali. Alla fine dei lavori i saluti e ringraziamenti da parte del presidente AISM Chieti Franco Aimola


Descrizione e gestione dei principali sintomi della sm: la fatica
del 30/04/09

La fatica rappresenta uno dei più comuni e disturbanti sintomi della SM. Si manifesta in circa i due terzi delle persone affette da SM. Indipendentemente dal danno neurologico, la fatica può essere il sintomo più marcato e interferire anche pesantemente sulla qualità della vita della persona e sulle sue capacità funzionali.
Esiste una fatica continua che interferisce con la possibilità di svolgere anche i compiti e le attività più semplici ed una che insorge precocemente anche dopo pochi minuti di attività fisica, generalmente affligge le gambe e scompare dopo un breve riposo.
La fatica peggiora in modo tipico con la stagione estiva o negli ambienti surriscaldati o dopo un bagno troppo caldo.
Sebbene la fatica possa essere correlata con la malattia, anche altri fattori possono entrare in gioco, tra questi: la vita sedentaria, i disturbi del sonno e la depressione.

Profilo della fatica

La fatica si associa a irritabilità, demotivazione, perdita di iniziativa, depressione e apatia. Tende a peggiorare con sforzi fisici inutili o eccessivi, stress e tensioni, stato d’animo triste, prolungata attività fisica, clima caldo, abbigliamento pesante e pasti molto abbondanti. Mentre è alleviata da frequente alternanza tra riposo e attività, numero adeguato di ore di sonno, buonumore, ridotto stress quotidiano, ambienti freschi, dieta leggera e ricca di acqua.

Come gestire la fatica

Se la fatica deriva da cause diverse rispetto alla SM, come appunto i disturbi del sonno, la depressione o altre condizioni mediche come la presenza di anemia o ipotiroidismo o farmaci, il neurologo tratterà direttamente il fattore condizionante.
Se invece la fatica è conseguenza della SM, si potranno adottare strategie non farmacologiche e/o farmacologiche.
La fatica può infatti essere alleviata utilizzando strategie comportamentali come per esempio:

  • ridurre l’eccesso di peso
  • bere molto
  • ridurre i grassi animali preferendo quelli vegetali
  • mantenere fresca la temperatura dell’ambiente in cui si vive anche utilizzando l’aria condizionata
  • fare frequentemente docce fredde o bagni
  • attuare regole ed accorgimenti per migliorare la qualità del sonno
  • sfruttare tutte le tecniche di gestione dello stress
  • mantenere una buona forma fisica anche con l’aiuto di un buon piano riabilitativo che preveda allenamenti moderati e che privilegino gli esercizi aerobici
  • stabilire delle priorità
  • pianificare in anticipo le proprie attività
  • interrompere spesso le proprie attività per brevi periodi di riposo
  • semplificare il lavoro eliminando le attività non indispensabili

In generale, quindi, l’aspetto importante è il saper gestire se stessi e le proprie energie, in maniera sempre adeguata.

Oltre a queste misure, con l’aiuto del proprio neurologo, potrà essere considerato l’uso di farmaci anche se sono pochi quelli che combattono efficacemente la fatica.



Campanella di Sant'Egidio 2008: c'eravamo anche noi!
del 31/08/08

La festa della campanella di Sant’Egidio in Lanciano si è svolta  come ogni anno puntuale il 31 agosto.

Tra mille colori e forme la campanella ha attirato migliaia di persone che si sono dimenate tra le bancarelle per cercare la più bella, la più stravagante o la più romantica da collezionare o da regalare alla propria amata. 

Tra queste vi era una particolare, non la più bella, ma certamente quella che cercava l’aiuto e la solidarietà di tutti coloro che vogliono fare la differenza, la campanella dell’AISM. Una campanella semplice che ha attirato tante persone e ha ricevuto tanti contributi.

I contributi serviranno all’associazione per aiutare i tanti malati di sclerosi multipla che ogni giorno con tanta fatica cercano di vivere una vita il più normale possibile.



L’Aism ringrazia tutti coloro che hanno visitato e acquistato presso il gazebo per l’occasione allestito da volontari e malati.

Si ringraziano anche i dottori  Maddestra e Colangelo del reparto di neurologia del Renzetti per la loro solidarietà e contributo.

Grazie a TUTTI e arrivederci ai prossimi eventi con l’Aism.

 


 



CONSIGLI DAL NEUROLOGO

Come difendersi dal caldo

L’arrivo dell’estate e le cosiddette “ondate di caldo eccezionale” possono causare numerosi problemi di salute alle persone con Sclerosi Multipla (SM).

La SM è una delle patologie neurologiche che risente particolarmente delle variazioni di temperatura, tanto che le persone con sclerosi multipla lamentano spesso, nel periodo estivo, peggioramenti della sintomatologia a causa del caldo. Questo fatto è legato al principio fisico secondo cui la velocità di conduzione degli stimoli elettrici lungo le fibre nervose è inversamente proporzionale alla temperatura il cui aumento provoca perciò un rallentamento della velocità di trasmissione degli impulsi nervosi. Per questo motivo, molte persone con SM non solo non sopportano il caldo estivo ma anche i bagni in vasca con acqua troppo calda o la febbre.

La fatica è uno dei sintomi della SM che risulta accentuato dal caldo, al punto da ostacolare in qualche caso le normali attività quotidiane.

Alcuni accorgimenti utili:

-
se possibile, dotarsi di un ventilatore, o ancora meglio di un condizionatore d’aria che, rinfrescando l’ambiente, procura una sensazione di sollievo; occorre però evitare continui passaggi dagli ambienti caldi a quelli più freschi; preferire ambienti freschi e ventilati;

- rinfrescare l’ambiente domestico e lavorativo oscurando, usando persiane, veneziane o tende, le finestre esposte maggiormente al sole

- abituarsi a bere molti liquidi (almeno 2 litri al giorno), anche quando non se ne sente il bisogno. Evitare l’assunzione di bevande troppo fredde, alcoliche e caffè che, aumentando la sudorazione e la sensazione di calore, contribuiscono ad aggravare la disidratazione;

- utilizzare gli integratori di sali minerali ma solo sotto controllo e prescrizione medica;

- evitare pasti abbondanti e preferire cinque piccoli pasti ricchi soprattutto di frutta (preferendo agrumi, fragole e meloni che contengono oltre il 90 % d’acqua) e verdura fresca (preferendo quelle colorate come peperoni, carote, lattuga e pomodori ricche di sostanze antiossidanti che proteggono dagli effetti negativi del buco dell’ozono);

- uscire, se possibile, nelle ore meno calde della giornata: fino alle 11 del mattino e dalle 18 in poi;

- utilizzare capi di vestiario in lino o cotone ed evitare le fibre sintetiche che ostacolano la traspirazione;

- effettuare docce e bagni in abbondanza, oppure ricorrenti spugnature di acqua fresca qualora non sia possibile usare la vasca;

- per i luoghi di villeggiatura non ci sono preferenze ma devono essere evitate le esposizioni ad elevate temperature e i prolungati bagni di sole;

- evitare attività fisica intensa all’aria aperta durante le ore più calde della giornata;

Non modificare la terapia per la SM senza consultare il medico.




Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla

17-25 maggio 2008.
Convegno presso palazzo degli Studi Lanciano 23 Maggio 2008 alle ore 16.30

Galleria fotografica


Manifesto settimana Nazionale della Sclerosi Multipla

Foto Convegno Pres. Aimola (destra)
Dott. Maddestra
Prof. Gambi
Prof.ssa Lugaresi

Intervento del Prof. Domenico Gambi - Direttore Clinica Neurologica S.S. Ann. di Chieti
 



DESCRIZIONE DEL "CENTRO PER LA DIAGNOSI E LA CURA DELLA SCLEROSI MULTIPLA"

Prof. Giovanni Federspill - Università Padova
Dal dicembre 2001 è attivo presso l’Unità Organica di Neurologia dell’Ospedale "F. Renzetti" di Lanciano (Primario: Dott. Umberto Colangelo) il "Centro per la Diagnosi e la Cura della Sclerosi Multipla" di cui è responsabile il Dott. Maurizio Maddestra.
Attualmente sono seguiti oltre 200 pazienti di cui il 20 % provenenti da fuori ASL (alcuni anche da fuori regione e, in particolare, dal confinante Molise).

Presso il "Centro per la Sclerosi Multipla" si possono effettuare tutti gli esami necessari per la diagnosi e la cura (Potenziali Evocati; Esame del Liquor; Esami ematici specifici), la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN), a breve disponibile in loco, è facilmente eseguibile presso le strutture convenzionate vicine .


Dott. Colangelo Direttore U.O. di Neurologia
Lanciano


Prof. Giaretta Università di Verona
Presso il Centro sono, inoltre, disponibili tutte le terapia attualmente indicate per la cura della Sclerosi Multipla: gli Interferoni beta (AVONEX - REBIF - BETAFERON), il Glatiramer acetato (COPAXONE); il Mitoxantrone (NOVANTRONE) e, più recentemente, il Natalizumab (TYSABRI), oltre che la terapia corticosteroidea endovenosa (SOLU-MEDROL) e altri immunosoppressori (Azatioprina; Methotrexate) nonché le Immunoglobuline Endovenose.

Presso il Centro è altresì possibile una consulenza psicologica sia per la testistica neuropsicologica che per l’assistenza psicologica per i pazienti e i loro familiari.

Nella gestione complessa delle persone affette da Sclerosi Multipla, il Centro è supportato da un team multidisciplinare (Urologo, oculista, otorinolaringoiatra, fisiatra, endocrinologo, fisioterapista, logopedista, nutrizionista, ortottista) dedicato e altamente qualificato.

Il "Centro per la Sclerosi Multipla" si occupa anche di attività formativa, nell’ambito della quale si segnala l’organizzazione di convegni, l’ultimo dei quali è stato quello svoltosi a Lanciano il 9-05-2008 dal titolo "Rischio ed errore in medicina – Il metodo clinico da Augusto Murri alla Sclerosi Multipla" dove hanno partecipato medici di spicco come il Prof. Giovanni Federspil Dell’Università di Padova e il Prof. Claudio Rugarli dell’Università "San Raffaele" di Milano.

Convegno 9  Maggio 2008 Hotel Villa Medici

 


Reparto neurologia ospedale civile "Renzetti"

tel 0872/706438
Responsabile Dott. Maurizio Maddestra
 
 
 


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