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| LANCIANO. Non è una battaglia contro lo sviluppo industriale né contro l’Eni in particolare, ma semplicemente una difesa del territorio e della salute dei cittadini secondo i principi della Chiesa: questa è in sostanza la posizione della Conferenza episcopale abruzzese e molisana (Ceam), ribadita oggi dall’arcivescovo di Lanciano e Ortona Carlo Ghidelli durante una conferenza stampa in curia. |
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L'arcivescovo Carlo Ghidelli stamani ha incontrato la stampa parlando, tra l'altro, anche della posizione Ceam sul centro oli | |
Le istituzioni ecclesiastiche della regione mantengono quindi ferma la propria contrarietà alla raffineria che si progetta proprio nel territorio dell’arcidiocesi di Ghidelli: «Da parte nostra non c’è di certo l’intenzione generalizzata ad arrestare iniziative volte a creare benessere per il territorio, né facciamo campagne elettoriali», ha chiarito il prelato, «la presa di posizione sul centro oli è tra l'altro derivata anche dalla necessità di essere in sintonia con quanto detto dal papa in occasione del raduno mondiale di Sidney, dove si è parlato molto di salvaguardia dell’ambiente». |
«Il libro della Genesi parla chiaro», ha ricordato Ghidelli citando le Sacre scritture, «il Signore ha creato e consegnato all’uomo per “dominare”, il che non significa “sfruttate e fate quello che volete”. Il nostro compito è quindi quello di collaborare alla conservazione e alla promozione genuina e autentica del territorio: se lo deturpiamo è come se facessimo harakiri».
Del resto sull’argomento erano già intervenuti in maniera netta i prelati d’Abruzzo e Molise, decisi, come scritto in un documento diffuso nei mesi scorsi, a «non restare indifferenti rispetto ai problemi che riguardano il fazzoletto di terra che ci è affidato». Il progetto dell’Eni per Ortona è stato definito senza mezzi termini «una minaccia grave per le nostre regioni».
Il documento dei prelati abruzzesi e molisani è stato riprodotto nel nuovo numero di Terra mé, periodico della Curia frentana, in distribuzione da lunedì. «Sentiamo il dovere di farci voce delle paure del popolo di Ortona e della zona frentana per la costruzione di un centro di raffineria», hanno scritto i vescovi d’Abruzzo e Molise, «un’attività industriale considerata tra le più inquinanti e devastanti per le risorse naturali del territorio». |
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