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Home La città di Lanciano Storia Regno d'Italia 1860-1895

Regno d'Italia 1860-1895 

Storia politico amministrativa

Il Decurionato di Lanciano era chiaramente a favore del nuovo governo del Generale Garibaldi e fu uno dei primi ad aderire alla monarchia del Re d’Italia Vittorio Emanuele II .
Inoltre s’impegnò perché venissero tenuti in considerazione gli interessi della città, dato che si usciva da un periodo di persecuzione e di abbandono subiti sotto il Regno dei Borboni. Concesse anche la cittadinanza a Garibaldi, a Cavour, ed a Farini che accettarono e ringraziarono con lettere che sono tuttora conservate in comune.
Le masse contadine non condividevano l’entusiasmo della classe dirigente che vedeva l’Unità d’Italia come un mezzo d’ ampliamento ed ammodernamento dello Stato. I contadini erano a favore del Re Borbone a cui erano molto legati, ma della loro reazione ne approfittarono criminali e malviventi mascherando losche attività sotto ideali politici. Fu organizzata così la Guardia Nazionale per far fronte alle rappresaglie.
Nel 1860 con fondi stanziati dal parlamento, ci fu la costruzione di opere pubbliche di comunicazione per facilitare e rianimare il commercio, così furono restaurate e completate le più importanti strade.
Facendo riferimento agli avvenimenti in Italia il Parlamento Piemontese fu sciolto, e ci furono le elezioni per il Parlamento Italiano (1961) da cui risultò come maggioranza, la Destra. Si erano denominati così, il raggruppamento dei deputati moderati, mentre l’opposizione divenne la Sinistra. Questi non erano partiti veri e propri ma raggruppamenti spontanei di uomini che condividevano e non, il programma del Governo.
L’opera di costruzione dello Stato Italiano proseguì basandosi sul sistema amministrativo napoleonico, con rigido controllo attraverso i Prefetti che avevano grandi poteri nei capoluoghi di provincia.
Anche nelle liste elettorali di Lanciano risultò maggioritaria la Destra ed ebbe la sua Sottoprefettura con un circondario di 40 comuni.
In questo periodo fu istituito il Tribunale Circondariale e la Corte d’ Assise, ed in breve tempo assunsero grande importanza in tutta Italia.
Fu costituita una Cassa di Risparmio per favorire i finanziamenti, le scuole furono potenziate, fu istituita la scuola Magitrale, fu aperta una Scuola serale per l’insegnamento di Arti e Mestieri che da lì a poco fu trasformata in Istituto Tecnico ed in fine fu aperta anche la Scuola Ginnasiale nel 1964.
Nel maggio 1863 il Re Vittorio Emanuele inaugurò la Ferrovia Adriatica da Ancona a Pescara.
Nello stesso anno sorge la benemerita Società Operaia di Mutuo Soccorso Lancianese che aveva lo scopo di istruire ed elevare culturalmente e finanziariamente le condizioni degli operai.
I sindaci di Lanciano che si susseguirono dal 1966 al 1969 sono: Giustiniano Salerni, Domenico De Crecchio, Tommaso Stella. Chi si distinse sempre per l’impegno, l’entusiasmo, la correttezza e la dedizione alla città, fu l’avvocato Evandro Sigismondi che nel 1876 fu eletto sindaco dopo Lodovico Maranca.
In quell’anno andò al potere la Sinistra e ci fu un cambiamento di clima dovuto anche alla scomparsa di alcuni grandi personaggi del Risorgimento: Mazzini (1872), Vittorio Emanuele II e Pio IX (1878) e Garibaldi (1882).
Si diede maggior spazio alla media e piccola borghesia che la destra aveva tenuto accuratamente lontano dalla politica. Ci fu un periodo di respiro dalla rigida politica monetaristica con una favorevole ripercussione sull’economia generale di cui anche Lanciano ne risentì i benefici.



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