A sinistra, in una nicchia dell'altare, si trova la statua di S. Donato, questa è in legno e risale al XVIII secolo. II santo ha nella mano sinistra un libro con sopra una luna a forma di falce. Festeggiato il 7 agosto, vescovo di Arezzo, martirizzato con la decapitazione sotto Giullano l'Apostata, intorno al 362 d.C.. Nel medioevo il culto di San Donato si diffonde in tutta Italia e quindi anche in Abruzzo. Anticamente il giorno di S. Donato si recavano nella chiesa diverse persone colpite dall'epilessia e a questi si copriva il capo e vi si leggeva un brano del vangelo. Era una benedizione che è andata scomparendo. Egli sarebbe divenuto protettore degli epilettici per il fatto che in una delle leggende del martirologio, subisce la decapitazione, quindi S. Donato avendo perso la testa diventa protettore di tutti quelli che hanno malattie a carattere nervose e quindi patrono dei malati di mente o anche del mal lunatico. La statua collocata di fronte a S. Donato è quella di S. Michele Arcangelo, ugualmente in legno, marcata, del XVIII secolo, eseguita da un certo Nicola da Guardiagrele. C'era devozione nei confronti di questo santo perché il luogo era abitato da contadini, i quali si recavano in Puglia per la mietitura per cui si raccomandavano a questa divinità affinché il raccolto fosse proficuo. |
 | Altre statue sono presenti senza nessun valore artistico e storico, esse sono: la Madonna di gesso già menzionata, un Gesù di carta pesta. All'ingresso a sinistra vi è un reliquiario con ossa di santi e con una decorazione dorata che incornicia il tutto, esso proviene dalla donazione di un prete mantovano all'attuale parroco.
1 AA. W.. S. Donato. in BlbIioteca Sanctorum. Città Nuova editrice. Roma 1978, p. 774.
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