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Home La città di Lanciano Tradizioni Corse al Galoppo

Corse al Galoppo 

Autorizzata dall’Unire, Jockey Club Italíano, Enci e Steeple Chases D’Italia, ogni anno si svolgono nell’ippodromo Villa delle Rose grandiose manifestazioni ippiche.

Scuderie di tutta Italia partecipano all’avvenimento insieme a cavalli purosangue e fantini famosi, con entusiasmo e passione. Un appuntamento importante, passato dalle tradizionali feste settembrine dei giorni 14 15 e 16, alle attuali tredici giornate, comprese tra la seconda metà di Agosto e tutto Settembre, richiamando l’attenzione di numerosi appassionati, provenienti da tutta Italia.

Ricordi del 1° Concorso Ippico Nazionale del 15 e 16 Settembre 1928
Dalla rivista "Il Cavallo Italiano" organo della società per Cavallo italiano da sella - Via Condotti n. 33 - Roma, n.69 del Settembre 1928, pag 228 e seguenti:  

Anche il nome suonò quasi sconosciuto ai più, quando il concorso fu annunciato! Perché il nostro bel Paese e così fatto, che all’infuori di quel che si trova sulle principali comunicazioni, ben poco si conosce dalla vita fervida e sana di tanta parte della nostra Italia nella quale la Provincia rappresenta fortunatamente ancora, la parte migliore: quella alla quale attinge le più vere risorse l’economia nazionale e dove, nel momento del pericolo, la Patria posa più sicura la mano per trarne i difensori più disinteressati e generosi. E cosi fu una meraviglia per tutti, quando discesi da un incomodo treno, poco dopo Francavilla, alla stazione di S. Vito-Lanciano, salimmo su di un’ardita e linda ferrovia elettrica che attraverso al ciglione Costiero si inerpica sul frastagliato altopiano che serve da piedistallo alla massa imponente della Majella; e sul quale in vista del mare, in mezzo alla fiorente campagna,si adagia la fiorente ed illustre cittadina abruzzese. La prima simpatica impressione trovava ben presto un ampio seguito nella gradita impressione che la città ci faceva ed alla quale contribuivano l’ospitale cortesia degli abitanti e le cure che il Comitato organizzatore aveva per i concorrenti e per i loro cavalli. I concorrenti stupivano di trovarvi un magnifico campo di gara, forse il più ampio d’Italia, incorniciato di verde, con ampie tribune, intramezzato da magnifici ostacoli dovuti alle cure del Ten. Scalisi coadiuvato dal Maresciallo Bernassola ed i cavalli si trovano subito a loro agio su delle piste accuratamente preparate e nelle quali potevano dar prova di tutti i loro mezzi.

In questo ambiente attraente e che già disponeva al miglior ottimismo, un pubblico numerosissimo nonostante la pioggia, mostrava subito di avere un’innata passione, che non ci meravigliava perchè ci era da molti anni noto come Lanciano fosse un centro di corse di paese; ma sopratutto una capacità di comprendere e valutare le gare di salti, come non ci saremo mai attesi, perchè-francamente- non si riscontra neppure nel così detto pubblico competente di grandi città dove l’equitazione e i concorsi ippici vivono da molti anni. L’organizzazione curata in ogni dettaglio non la sciava affatto comprendere di esser quella di un concorso che per la prima volta si svolgeva nella città. Diremo di più che poche riunioni anche delle meglio preparate, potrebbero stare a pari questa, che venuta ultima nella grande famiglia, si è imposta tra le maggiori per la serietà con la quale i suoi benemeriti organizzatori Ia hanno attuata, in un brevissimo tempo, con larghi mezzi e prendendo a modello quanto di meglio altrove si è fatto. Il tempo, come si è accennato, non ha voluto favorire la riunione che ha avuto ciò nondimeno un buon concorso di pubblico venuto anche di fuori, da Chieti, da Pescara, da Francavilla di dove il Colon. D’Alonzo aveva condotto un largo stuolo di villeggianti fra i quali parecchie graziose signorine. In questo ambiente si è avuto del buonissimo sport. Alle categorie in programma, il Comitato volle aggiungere una gara a coppie ed una coppa dei vincitori e alla fine del concorso, la opportuna ripartizione dei premi e le simpatiche accoglienze, facevano contenti tutti i partecipanti che dopo un ballo offerto dalla cittadinanza, lasciavano l’ospitale città abruzzese col desiderio vivissimo di ritornarvi. 

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