| Un insieme di strutture architettoniche, civili e religiose, nell'arco di 15 secoli ha generato un organismo complesso, concettualmente ardito, certamente irripetibile. Le fasi costruttive del ponte sono intimamente legate alla costruzione della basilica soprastante, in un frenetico susseguirsi di ampliamenti, consolidamenti e restauri per soddisfare da un lato l'esigenza pratica e tutta terrena del collegamento tra il Prato della Fiera e la Città, e dall'altro quella religiosa e spirituale di magnificare la devozione per la Madonna del Ponte. |
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La straordinarietà del complesso è accresciuta dalla perfetta acustica degli ambienti. Questa peculiarità, scoperta dal Maestro Luigi Torrebruno nel 1973, ha dato una svolta nell'attenzione per l'opera nel suo complesso; tant'è che oggi siamo in presenza di una struttura architettonica e storica di alto valore utilizzata a pieno regime; un bene monumentale sottratto alla dimenticanza o alla visita esclusivamente turistica e recuperato esaltandone le potenzialità con un uso compatibile con le sue caratteristiche. Un «Ponte» trasformato in Auditorium: una straordinarietà che può essere verificata soltanto conoscendola. Per ricostruire la storia del Ponte di Diocleziano è necessario premettere che Lanciano è una Città, costruita per parti omogenee e relazionate secondo un impianto che corrisponde ad un preciso disegno di pianificazione. Le differenti caratteristiche morfologiche e tipologiche dei tre Quartieri trovano il loro punto di contatto nella Corte Anteana che costituisce il nucleo di aggregazione di Lancianovecchia e Borgo a cui si collega Civitanova-Sacca per mezzo del ponte dei Calzolari che sovrapassava il fosso di Mala Valle. Nel 165 d.C., sotto l'impero di Marco Aurelio e di Lucio Vero, Consoli Lucio Ario e Marco Cavio Orfito, furono ceduti per uso delle «Fiere Nundinae» i terreni a oriente della Città che formavano un ampio spazio denominato così «Prato della Fiera». Il collegamento tra la Città murata e questo Prato era tuttavia disagevole per la presenza della depressione del fossato della Pietrosa, per cui il Senato Anxanense decise di costruire un Ponte dedicandolo all'imperatore Diocleziano (284-305 d.C.). La costruzione del Ponte, a tre arcate a tutto sesto in conci di pietra squadrata, è documentata dalla lapide ritrovata il 21 giugno 1785 nel corso dei lavori di restauro della Cattedrale. Si tratta di una «tavola quadrata di pietra durissima, larga due palmi circa, alta un palmo e mezzo, spessa circa mezzo palmo, con sopra incisa questa iscrizione:
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D.N. DIOCL. IOV.
AUG.S.P.Q.ANX.
DNMQEIUS
PONTEM F.C.
| scritta per esteso: DOMINO NOSTRO DIOCLETIANO IOVIO AUGUSTUS SENATUS POPULUSQUE ANXANI DEVOTUS NUMINI MAIESTATIQUE EIUS PONTEM FACIENDUM CURAVIT. (0. Bocache - manoscritto, Biblioteca Comunale).
Il terremoto che nel 1088 devastò l'Abruzzo meridionale, danneggiò irrimediabilmente il Ponte romano. Dopo alcuni anni, tra il 1099 e il 1138, il Ponte fu ricostruito e prolungato con l'aggiunta di due campate verso occidente e di due torri alle estremità. La prima data (1099) è riferita dal Pollidori; la seconda (1138-uitimo anno dell'impero di Lotario 11) è quella della dedica del Ponte al «Pudore di Maria Vergine» mediante la costruzione di una Nicchia su un merlo del ponte sul lato valle.
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