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cronaca sportiva

27/01/2009

Dino Pagliari dal campo alla panchina

Fu l'hippy del calcio che stregò i tifosi della Fiorentina di Antognoni. Dal '96 a oggi ha allenato sette squadre

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LANCIANO. Anticonformista del pallone, hippy, simbolo di un calcio che non c’è più: sono le etichette che Dino Pagliari, allenatore della Virtus fresco di ingaggio, ha ereditato dal suo passato da calciatore, quando era celebre, oltre che per le gesta sul campo, anche per quel look barba e capelli lunghi, comunque non rarissimo negli anni ’60.

Spulciando su internet vengono fuori racconti, soprattutto di tifosi viola, che lo ricordano arrivare al campo in bicicletta o a piedi, vestito con l’eskimo. Uno stile che spinse qualcuno a celebrare la rete lampo di un Fiorentina-Torino 1-0 nel campionato 79-80 scrivendo sui muri «Drogaci Dino!».

Un blog racconta che nel dicembre 2005 su e-bay comparì un annuncio che metteva all'asta un «ciuffo di capelli biondi appartenente alla stella della Fiorentina anni '70, rinvenuto nelle docce dell’Artemio Franchi dopo l’amichevole Fiorentina-Velletri del 12 settembre 1979».

l'esordio in A nell’ottobre 1978
73-74 Maceratese

D

26

5

74-75 Fiorentina

A

-

-

75-76 Spal

B

6

1

76-77 Spal

B

15

1

77-78 Ternana

B

18

5

78-79 Fiorentina

A

23

3

79-80 Fiorentina

A

23

3

80-81 Vicenza

B

25

3

81-82 Ternana

C1

23

6

82-83 Rondinella

C1

22

-

85-87 Maceratese

C2

41

6

In molti sostengono anche che, proprio per lui, fu coniato il coro «Lode a te...», nato come «Lode a te Dino Pagliari» dopo il gol del pareggio contro la Juventus a Torino nel 1978-79.

In due anni di serie A furono sei le reti realizzate dal neoallenatore della Virtus, che ha compiuto 52 anni proprio nel giorno dell’ingaggio con il club rossonero. Nella massima serie Pagliari giocò tra il ’78 e il l’80, nella Fiorentina dove tra gli altri militavano Giovanni Galli, Antonio Di Gennaro e Giancarlo Antognoni, che in quegli anni si consolidò come una delle grandi stelle nella storia del calcio italiano.

In viola Pagliari faceva coppia in attacco con Ezio Sella. Entrambe le stagioni le terminò con 23 presenze e tre reti, e delle sei totali ben quattro servirono a pareggiare uno a uno (con Udinese, Avellino, Catanzaro e Juve). Completano l’elenco il già citato gol al Torino, e uno al Pescara in una gara finita 2-0 per i toscani.
Alla Fiorentina comunque Pagliari era arrivato già nel ’74, anche se l’esordio in A con i viola risale al ’78. Nell’attesa passò tre anni in B: due con la Spal, e uno con la Ternana che nel 77-78 arrivò a due punti dalla promozione in serie A.
In B l’attaccante marchigiano torna dopo l’esperienza a Firenze, con il Vicenza, prima di spostarsi di nuovo Terni in C1, e passare quindi alla Rondinella nel 1982, sempre in terza serie.

Infine, dopo nove anni dall'esordio con i biancorossi, rientra a Macerata, e nella sua città natale chiude la carriera da calciatore a metà anni '80.

È il 1996 quando Pagliari comincia la sua carriera da tecnico, allenando la Vis Pesaro in C2. Due anni dopo lascia la panchina pesarese al fratello Giovanni, anch’egli allenatore ed ex calciatore, e guida per due anni la Maceratese, sempre in quarta serie.

Serie A 79-80: il terzo da sinistra in piedi
è Dino Pagliari. Oltre a fare l'allenatore
l'ex attaccante viola ha una scuola calcio

I primi passi da tecnico tuttavia li muove in Puglia come allenatore in seconda del Casarano nel 1991, e poi per tre stagioni nelle giovanili della Fidelis Andria.
La figurina di Pagliari sull'album
Panini nel campionato 1978-79,
quando l'attaccante marchigiano
esordisce nella massima serie
Con la Fermana nel 2001-2002 affronta per la prima volta il Lanciano da allenatore avversario: in casa finisce in parità (1-1), mentre a Fermo la squadra di Fabrizio Castori che sta rincorrendo i play-off viene sconfitta 1-0, proprio una settimana prima di strapazzare il Giulianova e conquistare l’accesso agli spareggi promozione.

Pagliari conosce l’amarezza dell’esonero ad Alessandria, e quindi allena il Chieti in C1. Con i neroverdi non ha fortuna di fronte al Lanciano di Puccica: all’Angelini finisce 0-0, al Biondi 1-0 per i frentani. Ai teatini Pagliari permette però di conquistare il miglior piazzamento della loro storia recente in terza serie.

Dall’anno successivo si afferma come allenatore d’alta classifica in C1. Nel 2004-2005 porta il Frosinone ai play-off del girone A, dove i gialloblù vengono eliminati dal Mantova in semifinale. Nel 2006-2007, quando tra l’altro espugna il Biondi determinando l’esonero di Andrea Camplone, riporta il Ravenna in serie B.
Dopo il trionfo l’avventura giallorossa di Pagliari è abbastanza tormentata, e finisce con il secondo esonero deciso dalla dirigenza ravennate nell’aprile dello scorso anno. Oggi, a distanza di otto mesi, il tecnico marchigiano torna in panchina.
Pagliari allenatore (sotto la foto cliccabile il sito da cui è tratta l'immagine)

www.fiorentina.it

www.sportravenna.it

www.corrieredellosport.it

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