Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. Ok Acconsento Maggiori Info
Lanciano.it: il portale della città di Lanciano
vai alla homepage

Utenti online: [ 0 ]Login | Registrati |   
Città | Miracolo Eucaristico  
Google

 

Mr home
Mr Home
Registrato il 10/11/2000
ore 18:56:23
La casa me
  • La Homepagina
  • La bacheca
  • Gli articoli
  • Le foto
  • Contatti
  • E-mail
  • ICQ:
  • Città: Mozzagrogna

  • La bacheca di Mr HomeVai a Pagina:
    Romans

    Homepagina
    Messaggio del 01/02/2006 20:08:53

    chi non ti conosce, leggendoti può pensare che tu sia un essere umano.
    Mr Home

    Homepagina
    Messaggio del 01/03/2005 12:45:58

    UN LIBRO... Davide Longo - Il mangiatore di pietre - Marcos Y Marcos - 13,50Euro. BIOGRAFIA. È nato nel 1971 a Carmagnola (To) dove vive e lavora. Giocatore di basket, musicista, sceneggiatore nel 1990 scrive e dirige il suo primo cortometraggio Whisky e Mottarelli, mentre nel 1994 con il cortometraggio Sciacchetrà vince la Sezione «Anteprima» di Cinema Giovani Torino, accedendo alla finale di Spazio Torino. Nel 1996 con Stefano Sardo (cantante dei Man Bassa) scrive e dirige Rane. Ha vinto il primo porelio nel concorso Il Club dei Poeti 1997 per cui gli è stato pubblicato questo libro con il contributo de Il Club degli autori. Il suo romanzo di esordio, Un mattino a Irgalem, pubblicato da Marcos y Marcos, pp.188. Con atmosfere e dialoghi rarefatti, Davide Longo ambienta la sua storia nell'Africa Italiana, fra violenze feroci e passioni travolgenti. La giuria del Premio Grinzane Cavour ha proclamato Davide Longo miglior esordiente del 2001. TRAMA. Una fredda serata di settembre. Una valle del Piemonte. Dalle acque di un torrente, in fondo a una scarpata, affiora il cadavere di un uomo: qualcuno lo ha fulminato con due colpi di fucile. Il corpo è quello di Fausto, trentenne pregiudicato. A ritrovarlo è Cesare, che tutti chiamano il Francese. Emigrato a Marsiglia ancora bambino, Cesare si era messo nei guai con la giustizia, era stato espulso dal Paese. Tornato alle sue montagne, ha ereditato dallo zio un "mestiere" antico, tutt'altro che legale. Un mestiere fatto di risalite notturne, silenzi, fatiche. Cui ha iniziato, giovanissimo, proprio Fausto. La sua sorte non sorprende: la gente è certa che siano stati "quelli del suo giro a fargli il servizio". D'altronde, Fausto ha una cattiva reputazione, ha "rovinato" più di una donna, ha imbastardito quel lavoro. Ma c'è qualcuno che, pochi giorni prima del delitto, risalendo al buio un sentiero verso il confine, ha visto quell'uomo con un gruppo di persone. E' Sergio, poco più che un ragazzo, stanco di vivere sotto il dominio paterno, fatto di mucche da accudire, di formaggi da rivoltare. Sergio ha intuito che la morte di Fausto ha interrotto un "lavoro" a metà. Portarlo a termine, con l'aiuto di Cesare, cambierà la sua vita. In quella del Francese, invece, potrebbe accendersi un ultimo, imprevisto bagliore. Nella valle, da qualche giorno, è arrivata una donna che lo cerca. Il mangiatore di pietre è un noir ruvido e incalzante, scritto nel segno dei grandi autori italiani del secolo appena concluso. Un romanzo essenziale e grandioso, come le valli e le montagne in cui è ambientato. IL MIO PUNTO DI VISTA E' un noir molto piacevole e ben strutturato. Il montaggio delle scene è sicuramente di tipo cinematografico: l'autore, specialmente all'inizo, ci guida nella storia attraverso quello che nel linguaggio cinematografico viene definito "montaggio alternato", cioè proiettando, in rapida sequenza, due storie che, in battuta d'inizo, potrebbero sembrare due storie separate ma che, piano piano, cominciano ad incatenarsi. All'interno di queste sequenze troviamo spesso dei flashback facilmente riconoscibili. Il clima narrativo è quello del noir, sicuramente... Mi è piaciuta moltissimo la caratterizzazione dei personaggi, immersi in quel buon sapore di montagna che si respira in sottofondo: una grande conoscenza degli ambienti naturali e, soprattutto, della vita in Val di Susa dipingono uno scenario ed un clima narrativo veramente bello. La prosa è nitida escorrevolissima anche se, per via del tipo di montaggio utilizzato, si fa fatica, all'inizio, a tenere traccia di tutto. Il ricorso al fumo ed alle sigarette, tipico del noir, trovo che sia un tantino eccessivo o, almeno, si fa notare marcatamente... Nel romanzo si percepisce l'amore dell'autore per la sua terra e la tristezza per una cultura - quella montanara - che si trasferisce in città... Un bel libro... da leggere tutto d'un fiato in una sera d'inverno!
    Per inviare un messaggio devi inserire: