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Città | Miracolo Eucaristico  
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Home La città di Lanciano Chiese Sant'Antonio

Sant'Antonio 

 

S. Antonio fu battezzato Fernando, nacque a Lisbona nel 1195 da una famiglia ricca e nobile. Entrò nell’ordine dei canonici regolari di S. Agostino ed a quest’ordine si deve la sua formazione intellettuale. A venticinque anni diventa sacerdote e viene affascinato dal carisma francescano dello stile di vita povero, cosi decide di unirsi a quest’ordine con il nome di Antonio e di partire in missione. Il suo peregrinare lo porta in Marocco, Sicilia e nel 1221 ad Assisi incontra S. Francesco nel giorno della Pentecoste. Nei 1231 durante una predicazione quaresimale un collasso lo stronca a soli 36 anni. L’anno successivo viene proclamato santo. In Abruzzo il culto antoniano è molto diffuso e molteplici sono le chiese ed i conventi dedicati a questo personaggio. Lanciano fu uno dei primi luoghi, legato soprattutto all’azione di S. Giovanni da Capestrano (1386-1456). Fece opera di evangelizzazione della parola francescana non solo in Italia ma anche in Europa. Nel 1422 volle ottenere da Martino V la facoltà di aprire alcuni luoghi per i "frati devoti" cioè i suoi confratelli francescani che si proponevano di rivivere la regola del santo di Assisi. Fra i cinque luoghi presi in considerazione, vi era anche l’antica badia di Frisa che rientrava nel contado della capitale della frentania. Caduta la scelta iniziale di Frisa, lo troviamo nella stessa città nel 1426 chiamatovi per una missione di pacificazione con Ortona con la quale esistevano innumerevoli contrasti legati all’acquisizione del porto di S. Vito.
Giovanni da Capestrano fece poi concludere la pace fra le città contendenti e in suo onore si decise di erigere due conventi, S. Angelo della Pace a Lanciano e S. Maria delle Grazie ad Ortona (2). Nel primo convento, a memoria dell’evento, si affrescò sulla porta principale la scena della pace con la scritta: "Anxanum atque Orton mutuis tot cladibus olim/arsere, utnullus dinumerare qlueat/at cane terrifico stygis apparente, simultas/ore Capistrani tollitur omnis atrox". Il convento lancianese divenne punto di riferimento spirituale, religioso, sociale, culturale. Lunga è la lista di eminenti religiosi, che hanno illustrato il convento di S. Angelo, Gerolamo Strongone, Paolo Coderecci, Giustino D’ Orsogna (3) ecc. Vi è anche una petizione dei cittadini lancianesi al pontefice per la canonizzazione di S. Giovanni da Capestrano. Nel refettorio dell’attuale convento vi è anche una tempera raffigurante la sua immagine, eseguita dal frate Terenzio Barbone . Nella chiesa sono visibili le statue di S. Francesco d’Assisi, S. Antonio da Padova e S. Rita in legno scolpito. La statua di S. Michele Arcangelo è stata tolta. Vi è una cappella nel portico d’ingresso dedicata alla Madonna dell’Immacolata. Dietro l’altare sono collocate le reliquie di S. Antonio e S. Francesco, si tratta di ossa dei santi e frammenti di abiti. Dopo l’ultima guerra il chiostro essendo stato bombardato è stato rifatto nello stile del tempo. S. Antonio, festeggiato il 13 giugno, è protettore delle cose smarrite è il primo francescano, dopo S. Francesco ad essere iscritto nell’albo dei santi. Un tempo, la festa di giugno preceduta da novene e da tredicine era osservata come una delle principali, specialmente dai possessori di armenti e dai muratori, infatti quando si cadeva si invocava sempre S. Antonio; sui ponti dove lavoravano i muratori generalmente veniva esposta una icona del santo (4). Per il popolo cristiano S. Antonio è soprattutto un taumaturgo, gli sono stati attribuiti diversi miracoli. Tra i tanti operati dal santo si narra che la madre di un bambino, quando il figlio le morì annegato in una vasca, supplicò il santo di resuscitarlo, in cambio avrebbe tanto grano quanto era il peso del bambino, ai poveri. Da questo episodio ebbe origine l’uso di simili offerte che si trasformarono anche in pane. Infatti S. Antonio è generalmente rappresentato recante in mano una forma di pane (5).


1 aa.vv. "S. Antonio" in Biblioteca Sanctorum. Città Nuova editrice. Roma 1978. Vol VIII. pp. 187-188-189
2 A. Maranca ·’Manoscritto riguardante le chiese di Lanciano", ms. conservato presso la Biblioteca Comunale di Lanciano.
3 Ibidem.
4 G. Finamore "Credenze usi e costumi abruzzesi". Arnaldo Forni editore Bologna 1890. p. 100.
5 "Da Lisbona a Padova Antonio popolare sconosciuto" in "Jesus", anno XII marzo 1990, p. 95.




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