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    Il mito lancia
     
    Vincenzo Lancia nasce il 24 agosto 1881 a Fobello, in Val Sesia. Il padre, il cavalier Giuseppe Lancia, ha fatto fortuna con l'industria dei cibi conservati. Grazie alle condizioni agiate, la famiglia trascorre l'estate nella villetta di Fobello e il resto dell'anno a Torino, nello stabile di propriet in corso Vittorio Emanuele. Il cavalier Lancia ha pensato a un avvenire per ciascuno dei quattro figli: Giovanni, Arturo, Maria e Vincenzo, chiamato affettuosamente Censin. Quest'ultimo sar avvocato. A scuola, per, Censin un disastro. Sveglio lo , anche troppo forse, ma non si applica. distratto, svogliato. A malincuore, il padre deve rinuciare all'idea di farne un avvocato. Cos a dodici anni lo spedisce in collegio, con l'intento di fargli prendere almeno il diploma di ragioniere. A distrarre il ragazzo dallo studio l'officina che i fratelli Ceirano hanno aperto nel cortile della casa paterna. Vi costruiscono biciclette che vendono con il marchio Welleyes perch i nomi inglesi hanno pi presa sul pubblico. Censin frequenta il locale dei Ceirano e in breve diventa un meccanico provetto. http://www.youtube.com/watch?v=iF9C4pSVNVQ
     
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    Quando poi i due fratelli iniziano a lavorare sulle prime automobili, il ragazzo affascinato dai motori. Scappato dal collegio, Vincenzo riesce a strappare al padre il permesso di lavorare dai Ceirano. Viene assunto con la qualifica di contabile (pare labbia preteso il cavalier Lancia, ritenendola meno disdicevole di meccanico), ma anzich di contabilit, si occupa dei motori da riparare.
    Nel 1899, trovati alcuni finanziatori, i fratelli Ceirano iniziano a produrre una vetturetta progettata dallingegner Aristide Faccioli. Lautomobile Welleyes ha un buon successo, ma i Ceirano non possono far fronte alle ordinazioni. A luglio accettano lofferta di Giovanni Agnelli e cedono per 30 mila lire tutti gli impianti e i brevetti della Welleyes, da cui sarebbe derivata di l a poco la Fiat 3,5 HP. Lancia, che ha 18 anni, e il coetaneo Felice Nazzaro, da poco entrato in azienda, vengono assunti in Fiat come collaudatori.

    Nei primi anni di vita, la Fiat partecipa intensamente alle competizioni. Al volante dei bolidi, Lancia e Nazzaro. Questultimo uno "stilista" del volante. Lancia, invece, ha una guida impetuosa. anche pi veloce, quando non incappa in qualche disavventura meccanica. Meticoloso ed esigente sul lavoro, fuori diventa allegro e gioviale. Grande e robusto fin da bambino, da adulto Lancia un omone con la passione per la buona tavola, le bevute con gli amici e per lopera. Buon conoscitore della musica, ama in particolare Wagner.
    Nel 1906, come abbiamo visto, diventa costruttore e con lamico Claudio Fogolin fonda la Lancia. Nel 1922, quando gi un industriale di successo, sposa la segretaria Adele Miglietti. Avr tre figli: Anna Maria, Gianni ed Eleonora. Continua a seguire in prima persona lo sviluppo dei nuovi modelli, spesso partecipando direttamente ai collaudi.

    La morte arriva prematura il 15 febbraio 1937 a neppure 56 anni. Durante la notte vittima di un attacco di cuore. Spera si tratti di un malessere passeggero e non vuole svegliare la moglie. Solo alle sette del mattino fa chiamare il medico di famiglia, che si precipita. Ormai, per, non c pi nulla da fare.
    Muore, inaspettatamente, uno degli uomini ai quali dobbiamo alcune delle pagine pi importanti della storia dellautomobile. Intuizione, originalit e coraggio sono i tratti distintitivi che contraddistinguono il suo lavoro di costruttore. Non a caso il suo testamento spirituale ancora unautomobile: l Aprilia. Il modello, che sembra assommare le tradizioni dellazienda e le virt delluomo viene accolta dapprima con scetticismo, con stupore. Troppo audace la linea, troppo innovativa la tecnica. Bisogna aspettare qualche tempo perch questa Lancia scattante, stabilissima e di stile incredibilmente moderno diventi la regina della strada apprezzata da tutti. Solo la genialit di Vincenzo Lancia aveva gi visto tutto ci. Prima.

    Signorili, eleganti, mai eccessive.
    Questi i caratteri che gli automobilisti hanno sempre attribuito alle vetture Lancia. Ma non va dimenticato che poche Case hanno contribuito come Lancia al progresso dellautomobile, proponendo soluzioni tecniche inedite, talvolta controcorrente, spesso semplicemente in anticipo rispetto alle richieste degli automobilisti. Gi il primo modello, lAlpha, stupisce nel 1907 per lelevata potenza specifica. Nel 1913, la Theta presenta il primo impianto elettrico integrato nella vettura.
    Siamo nel 1918 e due "attestati di privativa industriale" coprono con il brevetto un prototipo di motore a otto cilindri disposti su due file a 45 gradi e un altro di un propulsore a 12 cilindri, sempre a V, di 30 gradi. Questultimo, presentato con il suo autotelaio ai Saloni di Londra e di Parigi del 1919 un gruppo impressionante, con basamento fuso in un solo blocco e albero a gomiti con 12 manovelle, sei delle quali (il gruppo destro) angolate di 40 gradi rispetto alle altre. Laccoglienza entusiastica. Non verr mai prodotto in serie per ragioni fiscali e di mercato.
    Poi c la Lambda, il modello pi rivoluzionario. Nel 1922 anticipa due svolte tecniche fondamentali nellevoluzione dellautomobile: la scocca portante e le sospensioni anteriori a ruote indipendenti.

    Pionieri dellattenzione al comfort, i tecnici Lancia brevettano nel 1931, per lAstura, un sistema di montaggio elastico del motore che pu oscillare liberamente e quindi non trasmette vibrazioni al telaio e alla carrozzeria. Nel 1933 arriva lAugusta, prima berlina al mondo (quindi prima vettura a guida interna) con carrozzeria monoscocca. Porta tante altre innovazioni importanti nella storia della tecnica automobilistica: dalle sospensioni anteriori indipendenti con molloni elicoidali racchiusi in foderi verticali (un altro brevetto Lancia) alla sospensione posteriore con balestre fulcrate su "silentbloc" davanti e su "biscottini" con perni a rulli dietro; dalla ruota libera comandabile dal posto di guida allalbero di trasmissione con giunti a dischi flessibili anzich a cardano, ai freni a comando idraulico che Lancia tra le prime fabbriche europee ad adottare.
    Negli anni Trenta, con la produzione dellAugusta, dellArtena e dellAstura s, viene anche inaugurato il sistema di apertura delle porte "a libro" (senza montante centrale), che permette ai passeggeri di salire in auto con grande comodit.
    LAprilia (1937) introduce la ricerca aerodinamica e le sospensioni indipendenti sulle quattro ruote. LArdea, dalla terza serie ha il cambio a cinque rapporti, limpianto elettrico a 12 Volt e gli ammortizzatori Houdaille. LAurelia , nel 1950, la prima auto con motore 6 cilindri a V di 60 e con il cambio sullasse posteriore in blocco con il differenziale.

    Ed ecco gli anni dellimpegno in F1. Nasce la D 50 ed una monoposto con soluzioni inedite per i tempi. Ha il gruppo cambio-propulsore sospeso e sistemato trasversalmente dietro lasse posteriore. Monta una frizione a doppio disco preceduta da un rinvio conico a pi rapporti, facile da sosituire. Adotta un cambio di velocit a 5 rapporti, quattro dei quali sempre in presa con innesto laterale del tipo "a dente perso" per facilitare il passaggio delle marce. Anche il rinvio finale con ingranaggi cilindrici a pi rapporti.
    Dieci anni dopo, con la Flavia, la Lancia torna ad essere allavanguardia con la trazione anteriore, i freni a disco e liniezione della benzina. Poi la volta della Fulvia, il cui motore superquadro (72x67 mm) adotta uninedita e personalissima distribuzione con due alberi a camme in testa.
    Siamo ormai agli anni Settanta e la storia dei primati tecnologici Lancia continua: con la Stratos, la cui carrozzeria realizzata in lega leggera e vetroresina, con la Beta Montecarlo Turbo turbo che dotata di motore centrale, iniezione elettronica e turbocompressore.
    Nel 1982 la Trevi propone liniezione elettronica Jetronic e, per la prima volta su una vettura di serie, il compressore volumetrico di sovralimentazione, che prende il nome di Volumex. Innovativa la Lancia Rally 037 con i suoi 4 cilindri, 16 valvole, sovralimentati con volumex e la carrozzeria in vetroresina. Allavanguardia la Thema, grazie allABS, al turbocompressore con over-boost e intercooler, agli alberi controrotanti di equilibratura e alle sospensioni a smorzamento controllato.

    Nel 1985 fa il suo esordio la Delta S4, per la quale Lancia fa largo uso di materiali compositi e che dispone di trazione integrale e di doppia sovralimentazione: turbo e volumex. La Y10 la prima vettura che adotta il piccolo e innovativo motore Fire, mentre sulla Thema 8.32 fa la sua comparsa (ed la seconda volta in casa Lancia) un motore Ferrari, 8 cilindri 32 valvole, e lidroguida a controllo elettronico Servotronic. Nel 1986 debutta la Delta HF 4WD che un concentrato di tecnica avanzata: trazione integrale, differenziale centrale con giunto viscoso Ferguson e differenziale posteriore Torsen. Nello stesso anno compare anche la Y10 4WD dotata di trazione integrale inseribile con servocomando a ruote libere.
    Levoluzione continua anche negli anni pi recenti. Basti pensare alla Delta HF Integrale 16V che nel 1989, presenta lABS a 6 sensori e un sistema di trazione a tre differenziali: uno anteriore libero, uno centrale con ripartitore di coppia epicicliodale e giunto viscoso Ferguson, uno Torsen posteriore. Oppure alla Y10 Selectronic (1989) dotata di cambio a variazione continua con frizione elettromagnetica, o alla Dedra HF Turbo (1990), equipaggiata con "viscodrive" e turbompressore completo di boost-drive.

    La Lancia k (1994) adotta una nuova famiglia di motori a 5 cilindri in linea (due a benzina e uno turbodiesel) che si segnalano per particolari doti di elasticit e silenziosit di funzionamento. La Lancia Y, presentata nel 95, la prima vettura di grande serie disponibile in oltre cento tinte di carrozzeria: risultato reso possibile anche da alcuni fattori di eccellenza industriale. La Lancia k SW (1996) offre di serie il sistema idropneumatico autolivellante Nivomat, per la prima volta abbinato a sospensioni del tipo Mc Pherson.
    Lelenco potrebbe continuare con tanti altri esempi, ma i primati tecnologici citati bastano a dimostrare la capacit di innovare che Lancia ha saputo mantenere lungo tutti i suoi novantanni di storia. Risultati scaturiti non dal gusto per la tecnica davanguardia fine a s stessa, ma dalla volont di offrire ai clienti un sempre maggiore comfort di marcia, miglioramenti continui della tenuta di strada e della sicurezza attiva, prestazioni di volta in volta pi soddisfacenti.

    Seppure pi indirizzati allevoluzione tecnologica delle parti meccaniche dellauto, i progettisti della Lancia non hanno mai trascurato laspetto estetico dei prodotti. Ripercorrendo i novantanni di storia del marchio, infatti, si scoprono tratti esclusivi anche per quanto riguarda lo stile: nelle forme complessive delle auto, in alcuni particolari importanti, nei materiali impiegati.
    Siamo ai primi anni del secolo e le case automobilistiche non hanno un reparto di carrozzeria. Lallestimento affidato a carrozzieri esterni che operano in modo artigianale. La maestria della Lancia nel progettare autotelai speciali, tanto speciali da essere i preferiti dai carrozzieri fino a tutti gli anni Quaranta. Le carrozzerie fuoriserie sulle scocche della Lambda, dellAugusta, dellArtena, dellAstura e dellAprilia fanno conoscere nel mondo uno stile unico per estro e genialit: quello italiano

    La Lancia, dal canto suo, quando inizia a "vestire" le proprie auto, lo fa con un rigore strettamente connesso alla sobriet voluta dal fondatore. Una Lancia deve essere unautomobile di classe e di spirito innovativo che rifiuta gli stereotipi estetici derivanti dalla moda corrente, senza dimenticare di sviluppare di continuo la propria "riconoscibilit". Lo stile Lancia rappresenta, nel tempo, una elegante originalit, mai banale, direttamente connessa ad un processo di innovazione nella tradizione. Le Lancia, soprattutto, non cedono alla tentazione di allinearsi ai gusti consolidati. Al contrario, cercano con determinazione una propria identit estetica, spesso in forte anticipo sui tempi. Basti pensare alla forma aerodinamica dellAprilia, presentata nel 37, quando il panorama automobilistico contemporaneo propone solo vetture squadrate, oppure alla Fulvia coup assolutamente originale rispetto alla concorrenza dellepoca.
    Rinnovare e rielaborare i propri "stili"senza farsi tentare da operazioni di "collage" degli elementi "di moda" la strada percorsa da Lancia. Lesempio pi evidente di questo modo di operare si ritrova nellevoluzione della calandra, che partendo da una forma a scudo verticale, via via si evolve in senso orizzontale e in modo pi moderno, ma sempre mantenendo la propria riconoscibilit. Un altro elemento di continuit stilistica si ritrova nella simmetria della finestratura laterale anteriore rispetto a quella posteriore.

    Unica eccezione a questa regola di continuit, la scelta della forma del fanale anteriore, che ha spesso rappresentato un tocco di originalit, sia pure allinsegna della coerenza. Ricordiamo, ad esempio, i fanali della Dilambdadel 29 disegnati a scudo tridimensionale come richiamo del marchio Lancia.
    Nel tempo alcuni tessuti utilizzati per gli arredi interni e alcuni colori di carrozzeria si legano cos strettamente alla Casa da diventare, nel linguaggio comune, una cosa sola: "il panno Lancia", "il blu Lancia". Pi di recente, altri materiali diventano patrimonio esclusivo di Lancia. Sono il tessuto "Alcantara", i rivestimenti in pelle "Poltrona Frau", gli inserti in legno.
    Una ricerca di forme e di materiali, insomma, che combinandosi con il patrimonio quasi genetico della fantasia e della creativit italiana, definisce gli stilemi della Casa. Tratti che da sempre, pur nellinterpretazione di progettisti diversi, sintetizzano nelle automobili con lo scudetto blu la coerenza di "essere Lancia".

    Dopo alcune gare, spesso vittoriose, nel biennio 1908-1909, Vincenzo Lancia abbandona le competizioni e vieta espressamente la partecipazione ufficiale delle sue vetture alle manifestazioni sportive. La decisione pu apparire paradossale, ma nasce dallintento di concentrare tutte le risorse dellazienda nella progettazione e nella costruzione delle auto stradali. Impossibile, per, impedire ai privati di correre. Cos, quando i clienti scoprono il temperamento sportivo della Lambda molti si iscrivono alle gare. E arrivano le prime vittorie. Lo stesso accade con lAprilia, che a cavallo della seconda guerra mondiale forma unintera generazione di piloti. Sempre, comunque, senza alcun appoggio ufficiale.
    Per vedere una partecipazione diretta della Casa torinese alle corse, bisogna attendere il 1951. Il giovane Gianni Lancia appassionato di automobilismo sportivo. Quattro Aurelia B21 private, ma con lassistenza della Lancia, prendono parte al Giro di Sicilia e si aggiudicano i primi quattro posti di classe ai danni delle Alfa Romeo 1900, le sportive per eccellenza. Il dado tratto.

    Alla Mille Miglia vengono iscritte quattro Aurelia B20 coups praticamente di serie. Bracco arriva secondo, dietro alla Ferrari di Villoresi, che ha una cilindrata doppia. Ancora Bracco, insieme con Lurani, conquistano la vittoria di classe alla 24 ore di Le Mans.
    Lentusiasmo alle stelle. Nel 52 Bonetto vince la Targa Florio. Viene ufficialmente costituita la Scuderia Lancia, che ha per emblema lelefantino al galoppo. Ormai lobiettivo non pi battere lAlfa nella categoria turismo. Nasce la D20 Sport e si punta pi in alto: lavversario adesso la Ferrari. Il palmares degli anni 53 e 54 colmo di successi: la Targa Florio, la Carrera Panamericana con le nuove D24 ai primi tre posti, la Mille Miglia vinta da Alberto Ascari.
    Con lAurelia B20 2500 GT. Louis Chiron vince il Rally di Montecarlo. Gli allori sportivi fanno dimenticare le difficolt economiche dellazienda. Lambizione di Gianni Lancia punta direttamente alla Formula 1.

    La vettura da Gran Prix, chiamata D50, innovativa. Il motore un otto cilindri a V con il cambio posteriore trasversale. I caratteristici serbatoi laterali migliorano laerodinamica e permettono di mantenere costante la distribuzione dei pesi dallinizio alla fine della gara. Il pilota di punta della squadra Alberto Ascari. A Montecarlo in testa quando esce di strada e finisce in mare. Un tuffo pauroso, dal quale esce miracolosamente illeso. Quattro giorni dopo a Monza, dove Castellotti prova la Ferrari Sport, Ascari chiede allamico di fare qualche giro. Parte in camicia e cravatta. Al terzo passaggio, lincidente mortale. il 26 maggio 1954.
    La scomparsa di Ascari e il contemporaneo collasso finanziario legato, almeno in parte, alle spese eccessive per le competizioni porta ad una decisione drastica: basta con le corse. Il 26 luglio tutte le macchine, i motori, i pezzi di ricambio partono per Maranello, donati dalla Lancia alla Ferrari. Non saranno sprecati. Modificata e potenziata, la D50 (ormai Lancia-Ferrari) consentir a Juan Manuel Fangio di vincere nel 1956 il quarto dei suoi cinque titoli mondiali.

    Dopo lesperienza della Formula 1 e la vendita dellazienda a Pesenti, sono di nuovo i privati a correre e a vincere. Uscita di scena lAurelia B20, la volta della piccola Appia, che, nella versione Gt Zagato, imbattibile nella classe fino a 1150 cm3. Nel 1959 appare anche la Flaminia Sport Zagato, che ripete nella classe 2500 cm3 i successi della Appia.
    Alle vittorie nelle gare di velocit, si aggiungono quelle nei rally. Piero Frescobaldi primo nel Rally dei Fiori 1962 al volante di una Flavia. I responsabili della Lancia iniziano a guardare con attenzione questo tipo di competizioni. Non vogliono tornare a un impegno oneroso come la Formula 1, ma mettere in luce le doti di brillantezza e di tenuta di strada delle auto di normale produzione.
    Rinasce cos la Squadra Corse, con il vecchio emblema dellelefantino e la sigla HF, cio High Fidelity. Dapprima con la Flavia Coup, poi con le Fulvia 2C, Coup e Coup HF, le vittorie si susseguono: Tour de Corse, Rally di Sanremo (ex Rally dei Fiori), Rac.
    Nel 1972, la Fulvia Coup 1600 HF ormai alla fine della carriera, ma permette a Sandro Munari importanti successi, (per esempio al Rally di Montecarlo) e porta alla Lancia il Campionato mondiale Rally.

    Con la StratosLancia ha l"asso pigliatutto" che permette la vittoria consecutiva di tre mondiali nel 1974, 75 e 76. Concepita appositamente per i rally e costruita soltanto nei 400 esemplari richiesti per lomologazione, la Stratos una berlinetta a motore centrale, disegnata da Bertone ed equipaggiata con il 6 cilindri a V della Dino Ferrari.
    Nel 1979 la Lancia torna sulle piste con la Lancia Beta Montecarlo Turbo . Per due anni, il 1980 e il 1981, conquista il Campionato mondiale Marche. Lanno successivo, nuovamente vittoria nel Campionato mondiale Rally con la 037.
    Dopo lesperienza con le ultrapotenti vetture del Gruppo B e la decisione di bandire dai rally le auto con pi di 300 CV, la Lancia accantona lo sviluppo della Delta S4 e punta le sue carte sulla Delta HF 4WD a trazione integrale. il 1987. Per sei anni, la Delta HF 4WD e le successive Delta HF Integrale e integrale 16v, dominano la scena dei rally. Il bilancio sei titoli mondiali Marche consecutivi, cinque mondiali piloti, 46 vittorie assolute su 66 partecipazioni a gare mondiali, pi altre innumerevoli affermazioni in gare nazionali. Un palmares difficilmente eguagliabile.

    Il primo veicolo militare costruito da Vincenzo Lancia vede la luce nel 1912. un camion con una portata di 22 quintali che lo Stato Maggiore dellesercito impiega con successo nella campagna di Libia. Si chiama "1Z", monta il motore della famosa "25-35 HP" e raggiunge la velocit massima di 60 chilometri lora. Tre anni dopo, lItalia entra in guerra e tra gli autocarri che trasportano uomini, cannoni e rifornimenti sulla linea del Piave troviamo oltre all"1Z" altri due modelli Lancia: "Jota" e "Djota". Sono spinti dallo stesso 4 cilindri di 4940 cm3 da 70 CV ma hanno la portata maggiorata a 24 quintali e telai diversi: pi lungo il primo, accorciato il secondo.
    Non sono i soli veicoli Lancia che nei tre anni del primo conflitto mondiale vestono la divisa grigioverde. La Theta continua ad essere costruita per gli alti comandi militari e sugli autotelai di "Jota", "Djota" e "1Z" vengono realizzati trattori per il traino di artiglierie, carri per il trasporto di fotoelettriche, autoambulanze e autoblindo armate dalla societ Ansaldo. Molte di queste unit, specie del tipo "Jota", sono adottate anche dagli eserciti alleati.

    Ma il vero successo dei veicoli militari Lancia arriva negli anni Trenta grazie allaffermazione del motore Diesel. Un propulsore di questo tipo, a 2 cilindri e 2 tempi, equipaggia il modello "Ro" autocarro, prodotto per lesercito in due versioni differenziate dal passo e dalla portata. Una di queste pu trasportare 54 quintali di carico, esattamente come il "Ro MB", versione esclusivamente militare, studiata per la campagna dEtiopia ed equipaggiata con un motore 4 cilindri tipo Otto.
    Costruito in circa 600 unit, il "Ro" rimane un fedele compagno delle nostre truppe fino al 1936, quando esce di produzione.
    Lo sviluppo tecnico e il rendimento dei motori Diesel, intanto, decisamente migliorato. Pompe e iniettori sono stati perfezionati, le camere di combustione hanno una forma pi razionale e si cominciano a sperimentare le precamere daccensione. Lancia, perci, abbandona il motore a due tempi in favore del pi semplice 4 tempi. Nasce cos il "3 Ro", un nuovo veicolo azionato da un originale motore a 5 cilindri in linea di 6875 e 93 CV. Per lesercito, questo camion viene costruito in due versioni, lMNSP e lMNP, entrambe con cambio a otto marce e ponte posteriore a semiassi portanti.

    Durante lultimo conflitto mondiale il Lancia "3 Ro" con i militari italiani in Russia e in Africa dove dimostra tutta la propria versatilit ed affidabilit, anche nella versione "autocannone", che monta un pezzo dartiglieria da 90 millimetri. Dal 43 in poi, le versioni Diesel, vengono affiancate dall"EsaRo" dotato di un propulsore a benzina da 80 CV del quale si costruiranno 400 esemplari.
    Nel 1941, intanto, il Ministero della Guerra ha chiesto alla Lancia di progettare un autotelaio speciale, adatto alla costruzione di veicoli blindati. Nasce cos il Lince, che sotto la corazza in acciaio (da 14 a 30 millimetri) nasconde un motore da 60 CV denominato "tipo 91" e derivato, con le opprotune modifiche, dall8 cilindri a V stretto dellAstura 1a serie. La trasmissione sulle quattro ruote, la sospensione integralmente indipendente e la velocit massima di 90 km/h. Il Lince, che presenta alcune geniali soluzioni nel cambio e nel sistema di direzione, viene costruito in 250 esemplari.

    Per decenni, oltre che automobili, Lancia ha prodotto autocarri. Il debutto avviene con un camioncino realizzato nel 1911 sul telaio della vettura Eta. Ma il primo vero veicolo industriale, lautocarro leggero 1Z, nasce lanno successivo. Il motore un potente quattro cilindri, cinque litri, da 70 CV. Lesercito impiega con successo un certo numero di questi camion nella guerra di Libia, sulle dure piste africane. Dal camion nasce la Theta, vettura di gran lusso, considerata allepoca una delle migliori auto del mondo, e questo la dice lunga sulla qualit degli autocarri Lancia. Largamente impiegato durante la guerra mondiale del 1915-18, lo Z affiancato, poco prima e durante il conflitto, dai modelli "Jota" e "Djota".
    Torna la pace e ai costruttori italiani porta alcune difficolt. Le commesse militari si sono esaurite e nel commercio civile i trasporti pesanti su strada hanno ancora unimportanza marginale, soddisfatta per lo pi dai cosiddetti "residuati di guerra", che lesercito cede ai civili. Vincenzo Lancia, per, crede nellavvenire dei veicoli industriali e gi nel 1921 dalle officine di via Monginevro escono i modelli "Trjota" e "Tetrajota". Sono autotelai che vengono carrozzati dallindustria specializzata come autocarri, torpedoni per il turismo, autobus e corriere. Spinti dal collaudatissimo quattro cilindri che equipaggia anche le vetture "Kappa" e "Dikappa", questi due autotelai sono cos riusciti ed efficienti che le richieste arrivano numerose anche dallestero.

    In Italia, intanto, cresce limportanza dei trasporti pesanti, favoriti dal miglioramento della rete stradale. Occorrono, ora, autocarri pi maneggevoli e di maggior portata. Cos nel 1924 Lancia imposta un nuovo camion che diventer famoso. il "Pentajota". Ha il passo allungato a 4,31 metri, una supeficie utile di 7,77 metri quadri, una portata di 53 quintali e pu essere considerato uno dei primi veri giganti della strada.
    Accanto alle necessit del trasporto di merci, quelle del trasporto di persone. Su sollecitazione del Comune di Milano, intenzionato a realizzare autobus urbani con un gran numero di posti, Lancia mette a punto il telaio "Esajota". Con geniale intuizione che precorre tempi e necessit, i tecnici Lancia lo hanno provvisto di longheroni sagomati che consentono di abbassare laltezza del pavimento. Il veicolo, putroppo, penalizzato dalla potenza insufficiente del propulsore, rimasto immutato dai tempi della guerra. Lo stesso motore adottato dallautocarro "Eptajota" nato nel 1927.
    Nello stesso anno, per, viene avviato il progetto di un autotelaio completamente nuovo dalle caratteristiche molto moderne e destinato ad essere carrozzato come autobus per servizi urbani ed interurbani: l"Omicron". Mosso da un sei cilindri in linea di 7060 cm3 e 91,5 CV di potenza, l"Omicron" ha le valvole in testa comandate direttamente da due alberi di distribuzione, il ponte posteriore ad assale portante e il pianale ribassato.

    Realizzato in due versioni (corta e lunga), l"Omicron" ha grande successo. Molti dei veicoli adottati dallAzienda Tranviaria di Roma rimangono in servizio, con piena soddisfazione di azienda e utenti, per percorsi astronomici: pi di due milioni di chilometri. Particolare curioso, l"Omicron" allestito come vagone-letto presta servizio di linea anche attraverso il deserto del Sahara tra lAlgeria e il Sudan francese.
    In seguito, per questo modello Lancia mette a punto un motore Diesel, cinque cilindri, sette litri, da 93 CV. unalternativa al grosso propulsore a benzina che nonostante la durata e la robustezza dell"Omicron" ne penalizza leconomicit di esercizio.
    Siamo agli anni Trenta e Lancia acquista dalla tedesca Junkers la licenza di fabbricazione per un altro propulsore Diesel. un bicilindrico a due tempi, con due pistoni contrapposti per cilindro, che viene montato sul nuovo autocarro "Ro". Il modello, costruito in quattro versioni (due civili e due militari), viene affiancato nel 1935 dal "Ro-Ro" e nel 1938 dal "3Ro" con propulsore Diesel a 5 cilindri.
    La produzione di autocarri Lancia prosegue con lEsatau, per concludersi nel 1969 con lEsagamma.

    "Granturismo": una parola che significa viaggiare al volante di unautomobile potente, confortevole, elegante, mai eccessiva. Come una Lancia. Uno stile che non ama esibire, ma predilige la discrezione. Una meccanica studiata per offrire prestazioni finalizzate alla sicurezza e al piacere di guida. Idee che non seguono le mode, ma semmai le anticipano, proponendo soluzioni inedite, talvolta controcorrente, capaci di precorrere i gusti dei consumatori e i tempi dellevoluzione tecnica.
    Novantanni dopo, Lancia ancora fedele a questa missione. Con la medesima capacit di offrire soluzioni tecniche sofisticate: si pensi ai motori a 5 cilindri, 20 valvole, con testa cilindri in alluminio del tipo cross flow della Lancia k berlina o alla recentissima Lancia k SW, la prima vettura che abbina il sofisticato sistema idropneumatico autolivellante "Nivomat" a sospensioni di tipo Mc Pherson. Con unattenzione in pi per le emergenti esigenze di massima personalizzazione della vettura, che stanno trasformando il consumo di massa in consumo "personalizzato di massa": Lancia Y la prima vettura di grande serie offerta, grazie alloptional Kaleidos, in una gamma di oltre cento colori.
    Nel solco della tradizione la capacit della Lancia di proporre una linea anticonvenzionale, oggi rappresentata da Lancia Y, vettura che non trova riferimenti nel panorama stilistico attuale. In sintonia con le pi attuali esigenze della clientela, invece, lampia articolazione della gamma, che di un medesimo modello (Lancia Dedra) propone configurazioni diverse (berlina e station wagon) e differenti interpretazioni (Lancia Delta 5 porte e Lancia Delta HPE). lattenzione alle nuove realt come le nicchie di mercato, dove Lancia propone la monovolume Lancia Z.

    Innovare senza dimenticare le radici, in questo non sempre facile rapporto di equilibrio, la Lancia ha saputo mantenere fino ad oggi la propria identit, ritrovando anche quella vitalit che gli ha permesso in poco pi di un anno di rinnovare completamente la gamma: dalla Lancia Y alle Lancia Delta e Dedra 96, dallinedita Lancia k SW alla Lancia k berlina, migliorata con tutti gli aggiornamenti tecnici e funzionali messi a punto nello sviluppo della station wagon.
    La sfida che Vincenzo Lancia decise di lanciare a s stesso nel 1906, convinto di poter offrire alla nascente industria automobilistica italiana un patrimonio di idee e di realizzazioni ricche di spunti nuovi, ancora aperta. Altri uomini lhanno raccolta e ad essa lavorano ogni giorno con la stessa passione. In novantanni cambiato tutto: la societ, il modo di vivere, le possibilit tecniche, i materiali. Lauto diventata un prodotto per tutti, componente essenziale della qualit della nostra vita di ogni giorno. I problemi sono oggi quelli della sicurezza, dellecologia, del riciclaggio, della mobilit, dellinterazione tra veicolo e ambiente circostante. Ma una cosa rimasta immutata: limpegno degli uomini Lancia a dare una risposta concreta a queste e a tutte le altre esigenze legate allautomobile, costruendo vetture belle, ricche di tecnica sofisticata e dotate, ogni volta, di quel qualche cosa in pi nello stile, nella tecnologia, nell eleganza che fa la differenza.
    O, se si preferisce, che fa di una vettura qualunque una Lancia.


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    Mona586

    Messaggio del 08/10/2008 20:07:37

    Mona586

    Messaggio del 08/10/2008 20:07:21

    http://it.wikipedia.org/wiki/Immaginerimo_marchio_Lancia.jpg
    Pikkolapunk

    Messaggio del 20/03/2007 11:43:15

    Italo

    Messaggio del 03/08/2006 01:10:54

    E ci mancava qu
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