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Città | Miracolo Eucaristico  
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Home Miracolo Eucaristico ricerche istologiche, immunologiche e biochimiche Considerazioni conclusive

Considerazioni conclusive 

I risultati della ricerca effettuata su frammenti dell’antico Sangue e dell’antica Carne che la tradizione ha condotto a noi come Miracolo Eucaristico di Lanciano (VIII secolo) si riassumono nei seguenti punti:

- Il Sangue del Miracolo Eucaristico di Lanciano è risultato veramente tale, in base alla dimostrazione dell’emoglobina (ematina alcalina) con cromatografia in strato sottile.

- La Carne è risultata costituita da tessuto muscolare, che per l’unione sinciziale delle fibre si dimostra appartenente al miocardio.

Sono stati evidenziati vasi ematici arteriosi e venosi ed un duplice esile ramo del nervo vago. Inoltre, è stato ritrovato l’endocardio con i suoi tipici sollevamenti "rugosi" alla superficie cavitaria, la sua lamina di tessuto sottoendocardico contenente vasi ematici; in profondità, il normale miocardio.

- La Carne ed il Sangue appartengono alla specie umana, come accertato in base alla reazione di precipitazione zonale di Uhlenhuth.

- Il gruppo sanguigno, determinato con il metodo dell’assorbimento-eluizione, è risultato identico (AB) nella Carne e nel Sangue.

- Nel liquido di eluizione del Sangue sono state dimostrate le proteine frazionate nei rapporti percentuali che hanno avvicinamenti al tracciato siero-proteico del sangue fresco normale, ma dal quale mostrano qualche scostamento sia per la antichità del Campione (un siero di sangue non è utilizzabile ai fini elettroforetici dopo 2-4 giorni di frigorifero), sia perché si tratta, contrariamente ai quadri siero-proteici noti dalla letteratura, di sangue intero, in luogo del siero di sangue, come di obbligo.

- Nel sangue sono stati ritrovati ridotti i cloruri, il fosforo, il potassio, il sodio, mentre è risultato notevolmente aumentato il calcio.


Questa riduzione dei minerali può essere fondatamente riferita sia a processi di invecchiamento e di depauperamento delle sostanze nel tessuto durante tanti secoli, sia a "scambi" che solitamente i minerali effettuano con la parete di vetro del contenitore, onde il moderno uso, per le soluzioni di maggiore pregio, di contenitori di materiali inerti. L’aumento del calcio (mg 114,29%) nell’antico Sangue di Lanciano può essere, in fondata ipotesi, correlato a caduta nel calice di polvere muraria ricca di sali di calcio, oltre che a frammenti di vegetali (fiori) ritrovati all’esame istologico del Sangue. La diagnosi istologica di miocardio, fondata su indiscutibili elementi obiettivi, rende poco accettabile l’ipotesi di un "falso" effettuato in antico.

Infatti, anche supponendo che fosse stato prelevato il cuore da un cadavere, si deve ritenere che solo una mano esperta di dissezione anatomica avrebbe potuto, e non senza serie difficoltà, ottenere da un viscere cavo una "fetta" uniforme e continua, tenendo conto che le prime dissezioni anatomiche sull’uomo si ebbero posteriormente al 1300. D’altra parte appare evidente che nel Cuore miracoloso si è trattato limitatamente di una zona superficiale, per il decorso longitudinale delle fibrocellule, (CHIARUGI)-[1], e come da fotogramma n°1 e 2 di questo studio. Ma in essenza si è trattato di una sezione trasversale, comprendente le cavità ventricolari, e che la ampia lacerazione centrale oggi evidente è dovuta in grande parte, alla retrazione del viscere verso l’esterno, come dimostrato dai rilevi circolari presenti nel settore marginale. E tenendo presenti i fori da chiodo esistenti in molti punti del contorno si deve dedurre che il frammento di cuore miracolosamente apparso sull’altare della chiesetta lancianese fosse allo stato vivente, e quindi tendente, per "rigor mortis", alla retrazione concentrica; alla quale si opposero i monaci basiliani, inchiodando su tavoletta di legno la sezione di cuore; e questo, così contenuto, si retrasse allora in senso centrifugo, lacerandosi (LINOLI)-[10]. Pertanto, l’ampio spazio vuoto che si osserva nel cuore miracoloso, è la risultante delle cavità cardiache; e insieme della retrazione del tessuto verso l’esterno, come sopra detto.

Infine, su tale condizione, i molti secoli intercorsi hanno portato a dispersione di parti del Tessuto Miracoloso; questo appare in forma di una sola cavità. Il presente studio, infine, conferma la possibilità che in tessuti di antica data possano permanere materiali organici, come le proteine, quasi per un superamento del fatale destino della carne. Le proteine e gli antigeni dell’emogruppo AB presenti nell’antica Carne e nell’antico Sangue di Lanciano dopo 1200 anni, concordano con il ritrovamento delle proteine in mummie egizie datanti da 4000 anni (HANSEMANN)-[6], e da 5000 anni (MEYER)-[11], anche se è obiettivo riconoscere che è molto diversa la situazione di un corpo mummificato con i noti procedimenti e riparato al massimo da contatti con l’ambiente esterno e quella di un lembo di miocardio e di coaguli ematici lasciati allo stato naturale durante i secoli ed in più esposti all’azione di agenti fisici atmosferici, ambientali e parassitari.



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