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Città | Miracolo Eucaristico  
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Il Miracolo Eucaristico
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Chiesa di S. Legonziano e arciprete di Lanciano
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Estromissione forzosa
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Situazione documentaria
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Premessa
Introduzione
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Bibliografia
Home Miracolo Eucaristico ricerche istologiche, immunologiche e biochimiche Introduzione

Introduzione 

L’antica tradizione cristiana ci ha tramandato che nel secolo VIII un monaco dell’Ordine Basiliano, mentre celebrava la Santa Messa nella Chiesa dei Santi Legonziano e Domiziano in Lanciano (Chieti), dubbioso della verità insita nel sacro rito rivelò con sommo sbigottimento, insieme al popolo presente, la trasformazione dell’ostia in Carne e del vino in Sangue. Di tale avvenimento non è stata mai perduta memoria attraverso i secoli e gli eventi storici (SANNA SOLARO)[15]. La Carne ed il Sangue miracolosi, sempre conservati in Lanciano, furono sottoposti a ricognizioni ecclesiastiche nel 1574, nel 1637, nel 1770 e nel 1886. L’attuale ricognizione scientifica è stata effettuata nella Chiesa di San Francesco in Lanciano, il 18 novembre 1970. Le reliquie a noi tramandate sono mantenute in un reliquiario in argento di elegante fattura, alto cm. 63 e largo cm. 44, che comprende nella parte alta, un ostensorio rotondeggiante, ove è contenuto fra due vetri, la Carne miracolosa; mentre in basso, fra due angeli oranti, è presente un calice con coperchio, dove è contenuto il Sangue miracoloso, profondamente modificato per la antichità del Campione.

In particolare, la Carne del Miracolo Eucaristico di Lanciano ha forma rotondeggiante, con diametri di mm. 55 e 60, colorito giallo-bruno-marrone, con qualche ombreggiatura di maggiore intensità. La lamina di tessuto appare assottigliata e ampiamente lacerata nella zona centrale, a causa della retrazione del tessuto verso la periferia, ove appare sollevato in pliche circolari. é però evidente che nella Carne miracolosa di Lanciano è riconoscibile un viscere cavo, visto in sezione trasversale, istologicamente riconosciuto come cuore, del quale infatti, è intravedibile in basso la zona propria del ventricolo sinistro, più spessa, ed in alto, la zona propria del ventricolo destro, più sottile come di norma. Infine, sul Tessuto miracoloso ha agito la lunga serie di secoli intercorsi, che ha portato a dispersione di parti anatomiche onde la attuale unica cavità. Inoltre, risulta evidente che il Tessuto non protetto da alcuno involucro, ha perduto tutta l’acqua della quale ogni tessuto è dotato, mummificandosi, e quindi riducendosi nelle dimensioni, che infatti sono molto inferiori al cuore normale. La superficie è liscia, mai sollevata irregolarmente, screpolata o incisa.

Si nota diffusamente una disseminazione di piccole formazioni bianche talvolta minutissime, talvolta a chicco di miglio, spesso confluenti, di consistenza molle, distaccabili, non facenti parte della trama del tessuto, male stemperabili in soluzione fisiologica. Infine, nella zona marginale della lamina circolare del tessuto si notano piccoli fori, evidente segno, in antico, del passaggio di chiodi. La consistenza del tessuto è uniformemente duro-lignea, richiedendosi una forte pressione con la lama per asportare due piccolissimi frammenti per la successiva indagine. Il Sangue del Miracolo Eucaristico è contenuto entro un antico calice di vetro, chiuso con coperchio egualmente di vetro, ed appare sotto forma di 5 frammenti del peso complessivo di g. 15,85, di colorito giallo-marrone, con qualche punteggiatura biancastra. La forma dei frammenti è del tutto irregolare, la superficie è ruvida, variamente sollevata; la consistenza è uniformemente dura, sì che solo con forte pressione del tagliente si riesce a distaccare con difficoltà qualche piccola parte. Nel fondo del calice è presente modesta quantità di polvere di colorito ugualmente marrone scuro. Il presente studio, che si è svolto fra il 18 novembre 1970 ed il 4 marzo 1971, è diretto:

a) ad accertare la struttura istologica del tessuto di durezza lignea, tramandato come carne;

b) a definire se la sostanza indurita lapideo-cretacea tramandata come sangue risponda alle caratteristiche di questo;

c) a stabilire a quale specie biologica la carne ed il sangue appartengano;

d) a precisare nei due tessuti il gruppo sanguigno;

e) ad indagare sui componenti proteici e minerali del sangue.



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