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Città | Miracolo Eucaristico  
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Home Miracolo Eucaristico Dati informativi e culto Culto delle Reliquie Eucaristiche

Culto delle Reliquie Eucaristiche 

Si è ricordata la devozione per la SS. Eucaristia instillata da S. Francesco ai suoi frati, come pure la cura massima che essi dovevano avere per ogni cosa attinente il SS. Sacramento dell’Altare. Anzi, questa loro formazione eucaristica aveva ispirato ai frati minori di Lanciano l’idea di erigere l’apposita cappella per le Reliquie del Miracolo Eucaristico nella nuova chiesa di S. Francesco. In tal modo, pensavano di poter osservare meglio sia la volontà del Serafico Padre, sia il Decreto del Concilio Lateranense IV del 1215. Al Capitolo 62 degli Atti Conciliari, infatti, prendendo lo spunto dalla venalità imperante da parte di certuni, che, abusando per avarizia, osavano esporre qua e l° le Reliquie dei Santi, era stato stabilito che: 1° le Reliquie antiche non fossero mostrate fuori di una "capsa" o custodia e mai per scopo di lucro; 2° le nuove Reliquie non venissero esposte alla pubblica venerazione senza l’approvazione del Papa; 3° i Vescovi non permettessero ad alcuno di ingannare i pellegrini con varie invenzioni o con falsi documenti.(22)

A tal proposito colpisce la singolare analogia nel modo di custodire l’antico Miracolo Eucaristico di Lanciano e quello più recente di Orvieto, avvenuto a Bolsena nel 1264. Tanto il Miracolo di Lanciano (è ripetuto più volte in questo lavoro) quanto quello di Orvieto, entrambi assoggettati alle decisioni del Concilio Lateranense IV, sono stati conservati dentro una custodia, o "capsa". Il Lazzarini, scrivendo sul Miracolo di Orvieto, ci informa: "Nel 1606, quand’avvenne la prima ricognizione di cui si abbia memoria scritta, fu rinvenuta una cassetta contenente una Borsa tessuta d’oro e seta con alcuni frammenti del Santissimo Corporale", poi aggiunge che "nel 1658 il vescovo domenicano Della Corgna il 28 Maggio volle compiere una ricognizione completa e del Corporale e delle altre Reliquie, lasciando di tutto una descrizione".(23)

A Lanciano un simile intervento era stato fatto da mons. Rodriguez il 17 febbraio 1574, quasi un secolo prima: "L’Arcivescovo però volle sentire intorno ad esso la tradizione e dippiù coll’oculare ispezione osservare le cose".(24) Forse sari stata trascritta, se non prima, allora la tradizione orale, che ho trovato pubblicata nel 1586 passata poi nei vari documenti e condensata anche nelle espressioni incise sulla lapide del 1636, posta nella cappella Valsecca. Il culto tributato alle Reliquie del Miracolo Eucaristico è ripetutamente attestato nelle citate relazioni degli arcivescovi di Lanciano alla S. Sede. Mons. Andrea Gervasio, ad esempio, riferiva che "l’Ostia mutata in Carne di Cristo è conservata integra nella Chiesa di S. Francesco e venerata così come il Sangue raggrumato".

Mons. Alfonso Alvarez Barba Ossorio, che definisce le Reliquie del Miracolo Eucaristico "Reliquia delle Reliquie", precisa che sono conservate nella chiesa di S. Francesco, custodite sotto tre chiavi e "adorate". In tutte le relazioni fatte dagli arcivescovi Uva, Paternò e Ciccarelli è ripetuto che "i custodi, ogni anno mostrano le Reliquie al popolo, con somma venerazione e tremore".(25) Si era constatato, intanto, che il modo di custodire le Reliquie nella cappella Valsecca non agevolava la devozione dei fedeli e troppo poco vi contribuiva la solenne Esposizione ogni Pasqua, per cui si pensò di renderle visibili, sistemandole in un grande ed artistico ostensorio. Il 16 aprile 1713, l’Ostia-Carne veniva riposta nella teca circolare, munita di due vetri trasparenti, al centro del ricco reliquiario d’argento a forma di ostensorio, sostenuta da due Angeli in ginocchio, mentre i cinque grumi di Sangue rappreso venivano collocati in un calice di cristallo, fissato alla base dell’ostensorio, tra i due Angeli adoranti. Intorno alla base d’argento è inciso in latino il nome del generoso benefattore: Domenico Coli.(26)

Non è possibile chiudere questo particolare aspetto sulle premure degli arcivescovi lancianesi per le Reliquie del Miracolo Eucaristico, senza accennare alla "PIA ASSOCIAZIONE DELL’ADORAZIONE QUOTIDIANA UNIVERSALE PERPETUA DEL SS. SACRAMENTO", voluta da mons. Angelo Della Cioppa il 28 ottobre 1904 e senza ricordare la penultima ricognizione effettuata il 26 ottobre 1886 da mons. Francesco Petrarca. Questi si è limitato, per l’Ostia-Carne, alla semplice ispezione oculare attraverso i vetri, mentre ha fatto rompere i cordoncini ed i sigilli del calice di cristallo per ripesare i cinque grumi di Sangue, che hanno pesato 16 grammi e 505 milligrammi, risultando ogni pezzo di diverso peso, secondo la propria grandezza volumetrica.(27) Anche la S. Sede, col preciso scopo di aumentare la pietà ed il culto verso l’Eucarestia, ha benignamente accordato indulgenze e privilegi straordinari al Santuario Eucaristico.

Il 26 aprile 1645, papa Innocenzo X, nonostante la sua regola di non permettere simili indulgenze, aveva concesso l’indulgenza conseguibile con visita personale ai sette Altari di S. Pietro in Vaticano, ai pii visitatori dei sette Altari della chiesa di S. Francesco in Lanciano, comprendente l’Altare delle Reliquie Eucaristiche.(28) Il 25 giugno 1672, papa Clemente X (1670-1676) aveva voluto fare un "dono speciale" ai Frati Minori Conventuali di Lanciano, rendendo per loro privilegiato l’Altare dedicato a S. Legonziano in S. Francesco.(29) In virtù del Breve di Benedetto XIV (1740-1758) del 4 ottobre 1751, Antonio Calvi, Ministro Generale dell’Ordine, il 9 marzo 1753, designava Altare privilegiato per tutti e in perpetuo quello delle Reliquie Eucaristiche. Così si legge nella lapide posta in quell’Altare e nel Registro degli Altari privilegiati perpetui, conservato nell’Archivio generale dell’O.F.M. Conv.(30) Leone XIII (1878-1903), il 26 ottobre 1887, ha concesso l’indulgenza plenaria in perpetuo per tutti coloro che visiteranno la chiesa di S. Francesco durante il solenne Ottavario in onore delle Reliquie Eucaristiche, che si svolgeva dalla sera del 24 ottobre al tramonto del 1¡ Novembre di ogni anno, ma ora si tiene nell’ultima settimana del mese di ottobre.

  • Attestato di culto
  • (22) I.D.MANSI, SACRORUM CONCILIORUM NOVA ET AMPLISSIMA COLLECTIO, apud Antonium Zatta, Venetiis 1778; T. XXII; Cap. 62; coll. 1049-1050.

    (23) A.LAZZARINI, IL MIRACOLO EUCARISTICO DI BOLSENA, Ed. Storia e Letteratura, Roma 1952, pp. 11-12.

    (24) L.A. ANTINORI, ANTICHITË STORICO-CRISTICHE, cit. p. 344.

    (25) ARCHIVIO SEGRETO VATICANO: S. CONGREGAZIONE DEI VESCOVI E REGOLARI. RELAZIONI. PRO ECCLESIA LANCIANENSI. MS. cit. Passim.

    (26) L.A. ANTINORI, Op.cit., p. 353.

    (27) G.SANNA SOLARO, Op.cit., p. 35; pp. 40-42. Questi ed altri documenti sono visibili in fotocopia nella Mostra Storica Permanente nei locali del Santuario Eucaristico.

    (28) L.A.ANTINORI, Op.cit., p. 351.

    (29) Ibidem, p. 353.

    (30) ARCHIVIO GEN.O.F.M.CONV. Roma: C.122: REGISTRO DEGLI ALTARI PRIVILEGIATI PERPETUI: PROVINCIA DI S. BERNARDINO, p. 73.

    (31) ARCHIVIO DI STATO DI CHIETI: INTENDENZA - MONASTERI SOPPRESSI: DISPOSIZIONI ED OGGETTI GENERALI: B. 1, Fascio 6.

    (32) Ivi; vol. 2¡: "LETTERE MINISTERIALI - RELAZIONE E CARTE RIGUARDANTI LA SOPPRESSIONE DE’ MONASTERI DEI MONACI POSSIDENTI.

    N.B. I dati relativi agli arcivescovi di Lanciano sono verificabili su:

    C.EUBEL, HIERARCHIA CATHOLICA MEDII AEVI, IV, Librariae Regensbergianae, Monasterii 1935; V e VI, Patavii, 1952 e 1958.







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