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Città | Miracolo Eucaristico  
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Il Miracolo Eucaristico
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Forma rotonda dell'ostia grande
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S. Giovanni in Venere e i Benedettini a S. Legonziano
Chiesa di S. Legonziano e arciprete di Lanciano
Luoghi e attuali custodi
Introduzione
Accoglienza benevola
Incomprensioni
Questione delicata
Luoghi di custodia delle Reliquie Eucaristiche
Depositari delle chiavi
Parrocchia e chiesa di S. Legonziano
Estromissione forzosa
Dati informativi e culto
Situazione documentaria
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Dati informativi
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Introduzione
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Home Miracolo Eucaristico Dati informativi e culto Notizie d'Archivi Archivio segreto vaticano

Archivio segreto vaticano 

Va precisato che Lanciano come Arcidiocesi è stata sottratta alla giurisdizione dell’arcivescovo di Chieti nel 1515, cioè 30 anni prima del Concilio di Trento. Tutte le relazioni da consultare, pertanto, erano state redatte dagli arcivescovi di Lanciano, sicché sarebbe stato più vantaggioso reperirle nell’Archivio arcivescovile locale: in tal caso, però, non avrei potuto nè appurare quale relazione testuale era stata effettivamente consegnata in Vaticano, nè scoprire con facilita i probabili rilievi o richiami della S. Congregazione dei Vescovi e dei Regolari a quanto riferito nelle relazioni. Ho così scoperto che esempio di tacita approvazione ecclesiastica delle Reliquie del Miracolo Eucaristico, sono le prime relazioni della Chiesa lancianese conservate nell’Archivio segreto vaticano per il 3° triennio e per gli anni 1587, 1595, 1597, 1603, 1606, 1613, 1616. é datata 1° aprile 1625, ma presentata il successivo 1° settembre, la prima Relazione di mons. Andrea Gervasio, in cui è dichiarato che in Lanciano non esistono documenti autentici delle Reliquie dei Santi, ma tace sulle Reliquie del Miracolo Eucaristico.

Bisogna arrivare alla relazione per il XV triennio, presentata il 16 agosto 1631, a nome dello stesso arcivescovo Andrea Gervasio, dal procuratore canonico Croce de’ Nicolao Nigro, per avere una esplicita dichiarazione sulle Reliquie Eucaristiche.(8) Ivi si asserisce che nella chiesa di S. Francesco di Lanciano da 400 anni (cioè dal loro trasferimento dalla chiesa di S. Legonziano nel 1258) si conserva miracolosamente integra, si venera e si vede un’Ostia diventata Carne di Cristo e parimenti si osserva del Sangue coagulato in tre pezzi interi (effettivamente sono cinque). Lo stupore circa il silenzio sulle Reliquie del Miracolo Eucaristico cresce alla lettura delle susseguenti relazioni del medesimo arcivescovo Andrea Gervasio, datate 30 aprile 1634, 4 novembre 1636, 16 novembre 1639, 7 marzo 1643 e 8 settembre 1667: neppure un cenno alle Reliquie del Miracolo Eucaristico in tutte queste relazioni. Eppure ne aveva parlato in quella del 16 agosto 1631; poi, durante il suo episcopato, concluso con la morte a 86 anni, il 9 agosto 1668, vi erano state, nel 1636, la ricognizione canonica e solenne traslazione delle Reliquie nella cappella Valsecca.

Mons. Alfonso Alvarez Barba Ossorio, invece, successo all’arcivescovo Gervasio il 9 settembre 1669, con la relazione datata Lanciano 18 ottobre 1671, consegnata personalmente durante la visita avvenuta dal 9 all’11 novembre, riferiva chiaramente sul Miracolo Eucaristico, definendolo "la massima e stupenda Reliquia delle Reliquie". Ciò che mi ha meravigliato di più per il silenzio, è l’aver trovato inserito nella relazione un foglio formato protocollo, piegato verticalmente a metà pagina, che ho voluto dispiegare e maneggiare per annotarne il contenuto. Sul lato sinistro, sotto l’intitolazione "Praecipue notanda" sono riepilogati i punti esposti nella relazione dell’arcivescovo e sulla metà a destra del foglio sono annotate le cose volute dalla S. Congregazione. Al punto n. 7 di questo foglio è descritto il Miracolo Eucaristico, ma lo spazio a fianco, destinato ai rilievi, è rimasto bianco. Ed è l’unico punto bianco del foglio, mentre negli altri punti si leggono osservazioni o prescrizioni.

(9) Eppure le espressioni fortemente veristiche devono aver richiamato l’attenzione: "Invero l’Ostia consacrata mutata in Carne, visibile con gli occhi, ed ugualmente il Vino consacrato mutato in Sangue solidificato, visibile e palpabile col senso, è visibile con gli occhi corporei". Nella relazione del 2 gennaio 1676, veniva ancora ricordato che, tra le Reliquie dei Santi, in S. Francesco di Lanciano primeggiavano "la SS. Ostia consacrata e convertita in Carne e il Vino consacrato convertito in Sangue".(10) Due anni dopo, mons. Francesco Antonio Carafa, nella relazione del 10 ottobre 1678, aggiungeva: "nella Chiesa dei Frati Minori Conventuali di S. Francesco vi sono alcune Reliquie Miracolose, cioè l’Ostia consacrata convertita in Carne e il vino dello stesso sacrificio mutato in Sangue e ambedue l’Ostia intera e il Sangue coagulato si conservano in Teca d’argento".(11)

Identiche parole sono ricorrenti nelle relazioni del 15 ottobre 1681, 30 maggio 1684 e 10 giugno 1687, nonché in quella depositata in duplice copia, di cui una tutta macchiata da gocce d’acqua, il 15 ottobre 1691 da mons. Emanuele de la Torre. La relazione di mons. Barnaba de Castro, dell’8 gennaio 1698, scritta in italiano, annotava circa l’esistenza delle Reliquie del Miracolo Eucaristico: "Nel monastero di S. Francesco l’Ostia consacrata convertita in carne e il vino in Sangue diviso in cinque parti conforme attualmente si vede, e tanto è il peso d’una delle parti separata, quanto delle altre parti unite". Come nella relazione citata del 18 ottobre 1671, anche in questa, ai vari punti, si hanno le disposizioni del Cardinale Prefetto, ma al punto circa il Miracolo Eucaristico lo spazio di riscontro è restato bianco. L’arcivescovo Giovanni Uva, il 15 maggio 1706 ripeteva che, oltre l’Ostia trasformata in Carne, vi è il Sangue dello stesso Sacrificio diviso in cinque grumi di diversa grandezza, ma che si equivalgono nel peso.

Identiche espressioni si trovano nelle relazioni del 19 maggio 1709, del 19 aprile 1712 e del 20 aprile 1715. Mons. Antonio Paternò, nelle relazioni dell’11 marzo 1722 e 5 aprile 1725, dopo aver ripetuto la descrizione delle Reliquie Eucaristiche, precisava che le tre chiavi diverse erano depositate una presso l’arcivescovo, la seconda presso i frati e la terza presso i Magistrati della Città. Le stesse parole sono state riprese dall’arcivescovo Arcangelo Ciccarelli per le relazioni del 4 gennaio 1736, 15 ottobre 1738 ed 11 aprile 1742. A questa ultima relazione si ispirava, ripetendola letteralmente, mons. Giacomo Leto nella sua del 2 dicembre 1756 ed in quelle successive del 13 dicembre 1759 e 13 dicembre 1762. Uguali espressioni circa le Reliquie del Miracolo Eucaristico hanno le relazioni di altri due trienni: 13 dicembre 1768 e 13 dicembre 1771.

Un elemento nuovo viene aggiunto nella relazione del 26 settembre 1789 da mons. Francesco Saverio de Vivo: "Le Reliquie sono state conservate in teche d’argento munite dei sigilli dei miei predecessori e miei impressi su cera rossa di Spagna". Le relazioni degli arcivescovi di Lanciano, che ho consultato nell’Archivio segreto vaticano, sono concluse da quella del 1 maggio 1901 di mons. Angelo della Cioppa, senza alcunché di rilevante per le Reliquie Eucaristiche.(12) Prima di lasciare questo insigne Archivio, però, vorrei far rimarcare un altro classico esempio di silenzio sul Miracolo Eucaristico e molto illustrativo del modo di valutare le cose da parte dei nostri antichi. Esiste nell’Archivio segreto vaticano una particolareggiata relazione, datata Lanciano 17 marzo 1650, sottoscritta con giuramento dal p. guardiano fr. Giovanni Stefano da Civita S. Angelo e dai frati Francesco da S. Pio e Francesco da Sessa, tutti residenti nel convento di S. Francesco di Lanciano, in applicazione della Bolla di Innocenzo X (1644-1655) del 7 dicembre 1649, che ha comportato in Abruzzo la chiusura di ben 13 conventi dei Frati Minori Conventuali, perché vi dimoravano piccole comunità con meno di 6 religiosi.

Ebbene, nella relazione giurata sono descritti minutamente lo stile, la posizione, la dimensione e la struttura della chiesa e del convento. é affermato anche che la chiesa dedicata a S. Francesco "ha un soccoppo, che ritiene l’antico titolo, et è di qual capacita, nel quale s’entra per gradini ventisei dalla parte superiore, è di fuori dal piano d’una strada": si parla della chiesa di S. Legonziano, luogo del Miracolo Eucaristico, ma non si fa cenno del Prodigio. Eppure tredici anni prima erano stati effettuati lavori in chiesa per la sistemazione delle Reliquie nella cappella Valsecca(13).

 

(8) ARCHIVIO SEGRETO VATICANO: S. CONGREGAZIONE DEI VESCOVI E REGOLARI. RELAZIONI. PRO ECCLESIA LANCIANENSI, p. 246 e p. 448.

(9) Ivi, 2, IV, 2¡ foglio nel retro.

(10) Ivi, 3, IV, p. 1, 2¡ foglio nel retro.

(11) Ivi, 4, IV, 2¡ foglio nel retro.

(12) Ivi, dalla Relazione del 15 ottobre 1681, nell’ordine seguente: da 5, IV fino a 25, IV.

(13) ARCHIVIO SEGRETO VATICANO: S. CONGREGAZIONE PER LO STATO REGOLARE: BUSTA CONVENTUALI. ANNO 1650: PROVINCIA S. BERNARDINI APRUTIORUM; vol. I, ff. 150-177. 

 




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