Il Real Decreto, firmato a Napoli il 7 agosto 1809 da Gioacchino Napoleone, all’art. 1°, tra gli Ordini Religiosi soppressi nel Regno delle Due Sicilie, includeva i Frati Minori Conventuali. Essi, allora, dimoravano in Lanciano con una comunità formata da nove religiosi, dissolta ufficialmente il 1° ottobre 1809. In seguito a ciò, tutti i beni mobili ed immobili dei Frati Minori Conventuali, inventariati dagli Agenti della Soppressione Gaetano Gigliani e Saverio Brasile, sono stati incamerati dal Demanio reale, ma con diversa destinazione. Quasi totalmente depredati e dispersi i beni mobili, fra cui l’Archivio e la Biblioteca; venduta a privati sino ai nostri giorni, quando è stata recuperata e occupata dal Comune di Lanciano con decreto espropriativo n. 177 del 27.8.1988, la chiesa di S. Legonziano; lasciata disponibile per l’ufficiatura pubblica quella di S. Francesco; acquisiti dal Regio Demanio, in data 14 ottobre 1809, oltre i libri, oggetti ecc. anche i locali, cioè il convento e le pertinenze, consegnati dai citati Agenti della Soppressione al Sindaco Giacomo De Crecchio ed al Sig. D.Francesco Paolo Bocache.(37)
Spinto dalla necessità, il Sindaco De Crecchio, fin dal 25 settembre 1809, aveva proposto di aggregare il soppresso convento di S. Francesco per uso di quartiere nel passaggio o permanenza della truppa; inoltre, essendo nel Borgo la chiesa di S. Lucia ridotta "a una specie di fienile cadente", faceva voti perché "la vaga e magnifica Chiesa di S. Francesco" venisse ceduta in luogo della cennata S. Lucia e trasformata in parrocchia.(38) L’Intendente di Chieti, in riscontro ad analoga richiesta avanzata il 5 ottobre 1809 dal vicario capitolare, comunicava il 26 febbraio 1810 alla Curia Arcivescovile - ed il Sindaco ne informava i Decurioni - che era pervenuta da parte di Sua Maestà l’approvazione della proposta utilizzazione della chiesa di S. Francesco in questi termini: "nella Chiesa dei Conventuali si istallerà il Parroco del Borgo".(39) Nel 1866, con la riapertura al culto della chiesa parrocchiale di S. Lucia, l’ufficiatura della chiesa di S. Francesco restò affidata alla Congrega del SS. mo Rosario che, da qualche secolo ed in compresenza dei frati, usufruiva in enfiteusi l’uso della campana, del cimitero e di un camerino.(40)
Tale situazione, che si è protratta sino al 1952, ha lasciato il segno nell’ornato della chiesa con la presenza di simboli domenicani e la privazione di ben sei quadri a soggetto eucaristico in relazione al Miracolo di S. Legonziano o ad episodi eucaristici di Santi Francescani. Ora, sia i due quadri grandi e sia i quattro più piccoli sono stati recuperati, restaurati ed esposti nella Sala che ospita la Mostra Storica del Miracolo. Dette opere sono di autori ignoti del XVI e del XVII secolo. Molto diversa sorte è toccata al convento. Il Sindaco De Giorgio, l’8 marzo 1811, aveva chiesto nuovamente i locali del convento di S. Francesco per le truppe; finalmente, con Decreto del 29 dicembre 1814, aveva ottenuto che venissero destinati a Caserma della Compagnia scelta alcuni locali dei Padri Conventuali di Lanciano: "soltanto il piano superiore e due stanze dell’inferiore". Negli anni seguenti, il convento è stato utilizzato da varie istituzioni: Sede Comunale, Palazzo di Giustizia, Scuole ed ultimamente per le attività del Santuario e per l’accoglienza dei visitatori.(41)
I Frati Minori Conventuali, pur consapevoli che la Congrega del SS. mo Rosario custodiva la chiesa di S. Francesco e le Reliquie del Miracolo Eucaristico sotto la vigile premura degli arcivescovi di Lanciano, hanno esperito più volte inutili tentativi di rientrare nella loro chiesa (42), accettando perfino precarie soluzioni alternative in Lanciano, al fine di non protrarre eccessivamente l’allontanamento fisico dalle tanto amate Reliquie del Miracolo Eucaristico. In questo frattempo, come già ricordato, sono avvenuti due fatti importanti: il 26 ottobre 1886, la ricognizione delle Reliquie effettuata da mons. Francesco Petrarca e il 5 ottobre 1902, la traslazione delle Medesime sopra l’altare maggiore, ove sono tuttora. E’ doveroso, per la cronaca, sottolineare altre due date. La prima è il 20 agosto 1952, giorno del silenzioso e laborioso rientro dei Frati Minori Conventuali nella chiesa di S. Francesco, dovuto alla benevolenza e tenacia dell’arcivescovo Benigno Luciano Migliorini.
Dopo aver superato numerose difficoltà: trasferimento della Congrega del SS. Rosario in una vicina sede, sistemazione del Rettore della chiesa, canonico G. Valentini, adattamento di alcuni locali a modesta abitazione per i frati, acquisto di arredo indispensabile per le funzioni liturgiche, è arrivata finalmente la seconda data rilevante: 21 giugno 1953, giorno della solenne cerimonia di riconsegna della chiesa di S. Francesco al Ministro Provinciale d’Abruzzo, P. Francesco D’Ostilio. Da allora i Frati Minori Conventuali non solo hanno rinnovato la chiesa, ma soprattutto hanno zelato il culto delle Reliquie del Miracolo Eucaristico. Ne hanno diffuso la conoscenza con ogni mezzo disponibile: predicazione, pubblicazione di "La Lampada", di libri e di depliants, di cartoline e di immaginette, produzione di video cassette, promozione ed accoglienza di pellegrinaggi su scala internazionale. Altamente meritoria è stata la ricognizione scientifica ed apprezzabile la presente più sicura protezione di s" prezioso Tesoro Eucaristico.
(37) ARCHIVIO DI STATO - CHIETI - B. 3, Fasc. 8.
(38) C. MARCIANI, Ivi, p. 59, n. 128.
(39) ARCHIVIO DI STATO - CHIETI - B. 1, Fasc. 6, vol. 2; C. MARCIANI, Ivi, p. 60, n. 131.
(40) C. MARCIANI, Ivi, pp. 33-34, n. 20 e LE PERGAMENE DI S. MARIA MAGGIORE, cit., p. 35; cfr. F.CARABBA, Op.cit., p.17 e p.404.
(41) C.MARCIANI, LE PERGAMENE DI S. MARIA MAGGIORE, cit., p. 32; cfr. F.CARABBA, Op.cit., pp.400-401; 406.
(42) C. MARCIANI, LA CHIESA E IL CONVENTO DI S. FRANCESCO, cit., p. 61, nn. 138, 139, 140.
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