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Citt | Miracolo Eucaristico  
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Il Miracolo Eucaristico
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Chiesa di S. Legonziano e i Bizantini
S. Giovanni in Venere e i Benedettini a S. Legonziano
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Dati informativi e culto
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Dati informativi
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Home Miracolo Eucaristico Luoghi e attuali custodi Depositari delle chiavi

Depositari delle chiavi 

Tra le precauzioni adottate per la sicura custodia delle Reliquie, vi la diversit delle chiavi e dei depositari. La vicenda ha avuto inizio con la reposizione delle Reliquie nella cappella Valsecca. In tale circostanza, i frati ritennero per s una chiave, affidandone una seconda a un Magistrato della Citt e una terza a Leone Ricci, cognato del Valsecca. Infine, la quarta, che apriva la cancellata di ferro, era tenuta dal frate sacrestano, perch i Sacerdoti vi potessero facilmente celebrare. La quarta chiave, per, si rese ben presto superflua, data la frequente e generale disponibilit, perch si celebrasse sullAltare delle Reliquie. I Depositari da convocare per aprire tutte le protezioni delle Reliquie erano dunque tre: il p. Guardiano del convento di S. Francesco, il rappresentante della Citt e quello della famiglia Valsecca.

Verso la fine dellepiscopato di mons. Giovanni Uva, eletto il 18 aprile 1701 e deceduto nel gennaio 1717, veniva ordinato a Giuseppe Rosati Ricci di passare la chiave da lui detenuta a nome della famiglia Valsecca a D. Domenico Basciani. Cos la terza chiave entrava in possesso dellarcivescovo Uva. Il suo successore, Antonio Patern, eletto arcivescovo il giorno 8 febbraio 1719, dopo aver visitato le Reliquie del Miracolo Eucaristico, ritenne decoroso far ripulire il Reliquiario, per cui, il 19 novembre 1720, il suo Segretario, il p. Guardiano di S. Francesco ed il Mastrogiurato della citt aprirono la custodia ciascuno con la propria chiave. Pi tardi, con un rogito del Notar Peschio, il 21 ottobre 1721, i frati di S. Francesco dichiararono di non aver alcuna pretesa di possesso sulla chiave della custodia gi posseduta dallarcivescovo Uva e ora dallarcivescovo Patern.(22) Era nel contempo scomparsa del tutto la chiave che apriva la cancellata, peraltro eliminata con i lavori di trasformazione della Chiesa nella prima met del secolo XVIII.

Per lettera commendatizia del cardinale C. Rampolla di Torino e per interessamento del P. G. Sanna Solaro, si ebbe unaltra ricognizione da parte dellarcivescovo mons. Francesco Petrarca il 26 ottobre 1886. A conclusione "lurna di legno, la custodia di ferro, la porta esteriore su cui il quadro, furono chiuse con tre differenti chiavi, custodite le due interiori, che son dargento, una dal Sindaco della Citt, laltra dal Priore pro tempore della Confraternita (del Rosario) e lesteriore dallarcivescovo".(23) La chiave detenuta dai frati, espulsi con la soppressione napoleonica del 1809, era passata nelle mani del priore della Congrega del Rosario. Con lattuale sistemazione delle Reliquie sullAltare maggiore, avvenuta il 5 ottobre 1902, le chiavi sono diventate un cimelio storico. Infatti allinizio del nostro secolo, ancora e giustamente insoddisfatti della precedente sistemazione, si provveduto a riporre le Reliquie sul nuovo altare principale, nel tabernacolo pi alto, ma reso accessibile prima dai lati, ora dal retro, mediante agevole scalinata e dotata di attrezzatura per handicappati fin dal 1989. Cos" tutti possono osservare da vicino il Miracolo Eucaristico anche nei minimi particolari.

 

(22) C. MARCIANI, LA CHIESA E IL CONVENTO DI S. FRANCESCO, cit., p. 57, n. 115; pp. 57-58, n. 117.

(23) G.SANNA SOLARO, Ivi, p. 36.






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