Terminata la chiesa di S. Francesco nel 1258, le Reliquie del Miracolo Eucaristico vennero traslate nell’apposita cappella oscura, al lato destro dell’altare maggiore, contigua alla Sacrestia (19), di cui ora resta inconfondibile solo una slanciata monofora, ben protetta dal solido campanile. Tre secoli dopo, così se ne descriveva la custodia: "Un bellissimo Tabernacolo d’Avorio, che forse in quei tempi questo dente era stimato più di ogni altro metallo, in cui si è conservata una tanta Reliquia, quasi sino ai giorni nostri; indi in un bellissimo vaso d’argento, quasi in calice, finalmente in un ricchissimo cristallo di Rocca dove al presente si conserva".(20) Volutamente la cappella, per maggior sicurezza, non faceva parte della navata della chiesa di S. Francesco, anche se vi comunicava per mezzo di una porticina.
Questa, poi, nel sec. XVI, per timore di una possibile profanazione da parte dei Turchi, che, non solo scorrazzavano per le coste dell’Adriatico, ma si erano inoltrati ripetute volte all’interno della Regione, fu murata. Ciò avvenne ai primi di agosto 1566, dopo avervi ricollocato le Reliquie del Miracolo Eucaristico, poiché l’inutile tentativo di P. Giovanni Antonio di Mastro Renzo di metterle al sicuro altrove, fu interpretato quale manifesto segno della divina protezione su Lanciano.(21) Arrestato finalmente il pericolo turco con la vittoria di Lepanto (1571), i frati, finanziati dal benefattore Giovanni Francesco Valsecca, poterono preparare un altro luogo più centrale ed onorifico nella chiesa di S. Francesco, dove collocare le Reliquie del Miracolo Eucaristico. Premessa la ricognizione delle Medesime, fatta dal vicario generale di Lanciano, Esse vennero riposte nella nuova cappella Valsecca (1636) e tenute sotto quattro chiavi, nell’ingegnoso modo ancora visibile: dietro il quadro riproducente il Prodigio, vi sono due ante di legno chiuse a chiave, poi vi è la grata cubica contenente le Reliquie, chiusa con altre due chiavi differenti, come fosse una cassaforte sistemata nel muro perimetrale della chiesa.
(19) G.SANNA SOLARO, LA CONVERSIONE MIRACOLOSA IN CARNE, cit., pp. 30-31.
(20) G. DE MARCHYS, PER LE SANTE RELIQUIE DEL CORPO E SANGUE DI N.S. G.C. -1631- MS. Archivio Convento di S. Francesco di Lanciano, p. 3.
(21) L.A. ANTINORI, ANTICHITË STORICO-CRITICHE, SACRE E PROFANE, cit., pp. 349-350.
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