Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. Ok Acconsento Maggiori Info
Lanciano.it: il portale della città di Lanciano
vai alla homepage

Utenti online: [ 13 ]Login | Registrati |   
Città | Miracolo Eucaristico  
Google

 
Il Miracolo Eucaristico
Epigrafe
Ad Perpetuam Rei Memoriam
Forma rotonda dell'ostia grande
Documentazione carente
Falsificazione
Datazione
Luogo e primi custodi
Progetto geniale
Chiesa di S. Legonziano e i Bizantini
S. Giovanni in Venere e i Benedettini a S. Legonziano
Chiesa di S. Legonziano e arciprete di Lanciano
Luoghi e attuali custodi
Introduzione
Accoglienza benevola
Incomprensioni
Questione delicata
Luoghi di custodia delle Reliquie Eucaristiche
Depositari delle chiavi
Parrocchia e chiesa di S. Legonziano
Estromissione forzosa
Dati informativi e culto
Situazione documentaria
Silenzio eloquente
Dati informativi
Notizie d'Archivi
Culto delle Reliquie Eucaristiche
Fede e sentimenti
Affettività e razionalità
Parole di circostanza
La fede dei Vescovi
Invocazioni e affidamento dei pastori
Bontà d'animo dei maestri della fede
La fede dei sacerdoti
Le invocazioni dei religiosi
Pellegrinaggi di fede e di amore
Fede e riconoscenza dei fedeli
Commozione: sentimento predominante
Memori per sempre
C'era gran folla...
Ricerche scientifiche
Cronaca della prima fase
Gioioso annunzio
Analisi di laboratorio
Seconda ricognizione sulla Carne del 1981
Conclusioni scientifiche
ricerche istologiche, immunologiche e biochimiche
Premessa
Introduzione
Metodi di indagine
Protocolli dei reperti
Considerazioni conclusive
Riassunto
Bibliografia
Home Miracolo Eucaristico Luoghi e attuali custodi Accoglienza benevola

Accoglienza benevola 

Anche a Lanciano i frati minori avevano riscosso simpatia ed erano stati ospitati dall’arciprete, che officiava la parrocchia di S. Legonziano, ove si custodivano le Reliquie del Miracolo Eucaristico. In Lanciano, quindi, era naturale la sistemazione precaria, propria e tipica dei primi frati minori, come gentile e fraterna era l’accoglienza che l’arciprete offriva loro appena venuti. Chiaramente, vivendo e collaborando nella stessa chiesa ed avendo ammirato le preziose Reliquie del Miracolo Eucaristico, i frati avranno consegnato all’arciprete la Lettera di S. Francesco indirizzata a tutti i Chierici sulla riverenza del Corpo e del Sangue del S. N.G.C., affinché "ovunque il santissimo Corpo del S. N.G.C. sarà stato senza decoro collocato e lasciato, sia tolto di là e sia posto e custodito in un luogo prezioso".(6)


I frati, volendo insediarsi definitivamente in Lanciano e rammaricati che le Reliquie Eucaristiche non potessero avere in S. Legonziano "un luogo prezioso" per l’angustia dei locali, devono aver suggerito all’arciprete l’opportunità di erigere un’apposita cappella nella costruenda chiesa in onore di S. Francesco. Di qui la disponibilità dell’arciprete, "per quanto di sua competenza", a cedere ogni cosa ai frati: chiesa di S. Legonziano con le Reliquie Eucaristiche, parrocchia, possedimenti e cimitero. Ma questo munifico gesto di "pia e provvida liberalità", (lo stesso movente è ripetuto in distinti documenti pontifici), per conseguire efficacia giuridica, necessitava della convalida ratificante della Superiore Autorità. Ora, la inattesa elezione a vescovo di Chieti di Landolfo Caracciolo, l’11 gennaio 1252, aveva provocato normali rapporti di circostanza tra l’arciprete di Lanciano e il neo eletto Vescovo di Chieti. Sicuramente l’arciprete gli aveva comunicato la donazione della chiesa di S. Legonziano, con annessi e connessi, fatta ai frati minori, già suoi ospiti, illustrandogli anche il disegno dei frati, che volevano accorpare l’antica chiesa di S. Legonziano, luogo del Miracolo Eucaristico, con l’erigenda chiesa di S. Francesco.

Landolfo, vescovo eletto di Chieti, che era un grande estimatore dei frati minori, senza andar per il sottile, cioè senza attendere nè l’immissione nell’ufficio episcopale nè richiedere il parere dei canonici di Chieti, scriveva il 3 aprile 1252, da Perugia ove si trovava con la Corte Pontificia, la Lettera di concessione della chiesa di S. Legonziano ai frati minori di Lanciano, "perché in essa possiate servire il Signore in perpetuo". Il Vescovo Landolfo era motivato non solo dalla "devozione" e "dall’affetto" che aveva verso l’Ordine francescano prima di essere eletto vescovo di Chieti, ma anche per le "insistenti pressioni" del cardinale Rinaldo dei Conti di Segni, vescovo di Ostia, del quale i frati minori "sono Figli speciali".(7) Molto prudentemente, "perché i Frati potessero in quella Chiesa servire a Dio in perpetuo", e perché nessuno potesse revocare la donazione, aveva ottenuto la ratifica del papa Innocenzo IV (1243-54). Il Sommo Pontefice, dando "il grato assenso"a quanto "provvidamente" aveva concesso il vescovo Landolfo, confermava "con l’autorità apostolica, la concessione in perpetuo della Chiesa di S. Legonziano" ai frati minori.

Allora, quando tutti, dall’infimo al sommo della gerarchia ecclesiastica, sono concordi nel voler fare "in perpetuo" una concessione fattibile, nessuno può ostacolare questa concorde e sovrana decisione. Nel 1252, mentre a Lanciano i frati minori erano bene accetti e favoriti dall’arciprete, a Perugia, nella Corte Pontificia, vivevano Landolfo Caracciolo, vescovo eletto di Chieti, devotissimo dei frati, il Cardinale Rinaldo, vescovo di Ostia, che amava i medesimi come "suoi Figli speciali" ed il papa Innocenzo IV, insigne benefattore e munifico protettore dei minori. Questo cumulo di fortuite e positive circostanze, ricavabile dai documenti pontifici, è più che sufficiente a far comprendere il celere e facile trasferimento del luogo e delle Reliquie del Miracolo Eucaristico di Lanciano ai minori.

Inoltre è certo che, almeno in buona fede, cioè confidando sulla parola data dall’arciprete ed anteriormente al 25 Marzo 1252, il progetto edilizio della nuova chiesa era già in fase operativa, per il fatto che il papa Innocenzo IV, da Perugia, in tale data, aveva concesso "quaranta giorni di indulgenza a tutti coloro che, confessati e comunicati, concorrevano in qualunque modo ad ultimare la costruzione della Chiesa dei Frati Minori di S. Legonziano di Lanciano", come si legge nella Bolla custodita nella Curia Arcivescovile di Chieti.(8) La palese ed alta benevolenza verso i frati minori doveva conseguenzialmente aver suscitato negli ambienti del clero locale stupore e risentimento, non tanto perché "i francescani - attraverso un accellerato processo di clericalizzazione che si era compiuto negli anni 40 del sec. XIII, dopo la deposizione di Fra Elia - si erano professionalizzati nella cura animarum, ma anche le loro circoscrizioni conventuali si erano andate sempre più funzionalizzando alle mansioni spirituali" (9), quanto perché i frati, pur non sovrapponendosi al clero diocesano, di fatto, lo privavano di lavoro pastorale e dei relativi proventi, mettendolo in crisi.

Avendo perciò constatato il reale malumore serpeggiante tra il clero, i religiosi della comunità di Lanciano, subodorando una eventuale rivalsa, non si sono più accontentati della donazione bonariamente disposta dall’arciprete e del fatto che la nuova chiesa era fondata su quella di S. Legonziano, ma cercarono oculatamente di procurarsi la documentazione ufficiale di quella donazione, per evitare probabili grane. Sicuramente miravano a fugare questo timore le citate Bolle del vescovo eletto di Chieti Landolfo, che "concedeva in perpetuo ai Frati la Chiesa di S. Legonziano de Lanzano", (3 aprile 1252) e la susseguente di papa Innocenzo IV che, il 20 dello stesso mese, confermava la concessione in perpetuo disposta dal vescovo Landolfo e dall’arciprete. Concorda con questa ipotesi, non solo dal punto di vista sostanziale, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto giuridico, la concessione della chiesa di S. Legonziano ai frati, che viene ribadita dall’esplicita volontà di un altro Pontefice di voler "sanare qualsiasi difetto, se vi fosse stato nelle premesse". Così" recita la copia conservata nella Curia Arcivescovile di Chieti (10) della Bolla di Alessandro IV (1254-61), il cardinale Rinaldo dei Conti di Segni, al terzo anno di Pontificato. Nell’originale di questa Bolla, spedito da Viterbo il 31 maggio 1257 al Ministro Generale, e in altra copia diretta ai frati di Lanciano, premesso che "l’Arciprete di Lanciano, per quanto di sua competenza, aveva concesso la Chiesa di S. Legonziano ai Frati per pia e provvida liberalità", come era più diffusamente contenuto nelle Litterae, emanate a suo tempo, con la presente, il papa Alessandro IV, "di nuovo, esaudendo le suppliche dei Frati, confermava il suo benigno consenso ed approvava la concessione, rendendola tuttora valida col supplire a qualunque difetto, qualora vi sia stato, con la pienezza della sua potestà, nonostante che la Chiesa avesse cimitero e possedimenti".

 

(6) FONTI FRANCESCANE, cit., pp. 159-160.

(7) G.SBARAGLIA, BULLARIUM FRANCISCANUM, I, Propaganda Fide, Roma 1759, pp.604-605, n.403.

(8) A.BALDUCCI, REGESTO DELLE PERGAMENE DELLA CURIA ARCIVESCOVILE DI CHIETI, I, Ed. N. De Arcangelis, Casalbordino 1926, p. 12, n. 25.

(9) L.PELLEGRINI, CURA PARROCCHIALE E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DEGLI ORDINI MENDICANTI TRA IL SEC. XIII E IL SEC. XVI, in: "PIEVI E PARROCCHIE D’ITALIA NEL BASSO MEDIOEVO (sec. XIII-XV), Herder, Roma 1984, p. 298.

(10) A.BALDUCCI, Op.cit., p. 14, n. 31; G.SBARAGLIA, BULLARIUM FRANCISCANUM, II, pp. 220-222, n.332.






1997-2018 RealNetwork s.n.c. P.IVA 01885210698 - All Rights Reserved
Lanciano.it - Corso Roma, 63 66034 Lanciano (Ch) contatti
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Lanciano n. 160 del 31.03.2005
Direttore responsabile: Andrea Rapino
Powered by Navis PMS