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Città | Miracolo Eucaristico  
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Il Miracolo Eucaristico
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Falsificazione
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Luogo e primi custodi
Progetto geniale
Chiesa di S. Legonziano e i Bizantini
S. Giovanni in Venere e i Benedettini a S. Legonziano
Chiesa di S. Legonziano e arciprete di Lanciano
Luoghi e attuali custodi
Introduzione
Accoglienza benevola
Incomprensioni
Questione delicata
Luoghi di custodia delle Reliquie Eucaristiche
Depositari delle chiavi
Parrocchia e chiesa di S. Legonziano
Estromissione forzosa
Dati informativi e culto
Situazione documentaria
Silenzio eloquente
Dati informativi
Notizie d'Archivi
Culto delle Reliquie Eucaristiche
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C'era gran folla...
Ricerche scientifiche
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Premessa
Introduzione
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Home Miracolo Eucaristico Il Miracolo Eucaristico Falsificazione

Falsificazione 

Tutto sommato, in terzo luogo, ci si potrebbe contentare delle precedenti argomentazioni, ma non si è sufficientemente garantiti dalla possibile falsificazione. Anzi, è lecito supporre un falso miracolo, proprio per la carenza di documenti scritti; infatti, di falsi se ne costruiscono in ogni settore, di ogni tipo, in ogni luogo e in tutti i tempi. Questa è una eventualità da prendere in seria considerazione. Si sa, intanto, che tutte le società hanno norme scritte o consuetudinarie le quali regolano il retto comportamento delle persone. Ad esempio, il falso, commesso in atto pubblico ed in concorso di più persone, è stato sempre considerato reato infamante e punito proporzionalmente. Ora pare impossibile che una convivenza o gruppo di religiosi abbia architettato il falso, senza che tra loro non vi sia mai stato uno più timido, più scrupoloso o anche invidioso che, per tutta la vita e neppure in punto di morte, abbia trovato la forza di denunziare la falsificazione, dando segno di eventuale resipiscenza, con conseguente eliminazione della mistificazione: le false reliquie.

Inoltre, ordinariamente, una popolazione anche poco numerosa manifesta varietà di opinioni su ogni problema. A maggior ragione, se dovessero insorgere antagonismi di qualsiasi natura, si avrebbero schieramenti opposti, pronti a cogliere in fallo la parte avversa. Ora nè tra gli astanti alla celebrazione (la tradizione tace), nè tra quelli che nel corso dei secoli hanno custodito le Reliquie del Miracolo Eucaristico è stato mai accusato alcunché di disdicevole; tutti, invece, hanno rivendicato e ben tutelato il diritto di officiare nel luogo ove avvenne il Miracolo: se ci fosse stato il sospetto di falso, tanto accanimento sarebbe contraddittorio. Anzi, più onesti e rispettabili sono i testimoni, più difficile è plagiarne il giudizio; quindi, nel caso di falsità in campo religioso, si sarebbe manifestata una opposizione ineliminabile e la verità sarebbe venuta a galla. Perfino i semplici fedeli o gente comune hanno condiviso ed accettato il Prodigio, perché hanno ritenuto valide le motivazioni addotte, sennò il pio e dubbioso celebrante sarebbe stato tacciato come empio inventore del falso miracolo. Infatti, se avesse celebrato con fede, non sarebbe sorto alcun problema e neppure gli sarebbe venuta in mente l’idea di creare un falso; se, invece, avesse celebrato con poca fede e creato un falso miracolo, non avrebbe risolto affatto il suo dubbio, ingannando gli altri.

E’ assurdo, poi, pensare che, essendo impossibile a uno, da solo, progettare, realizzare e mettere in scena un falso e laborioso miracolo, questo sarebbe stato possibile mettendosi in combutta con altri, per uno scopo religioso: ipotesi già esclusa e ripugnante! Si può aggiungere, sempre per assurdo, che se la falsificazione non è stata operata in antico, cio è prima della venuta dei francescani a Lanciano, non sarebbe stata possibile dopo, in quanto si è subito e per secoli rivendicato il possesso della chiesa di S. Legonziano da parte del clero. In questo stato di permanente belligeranza sarebbe risultato fatale per i frati prestarsi ai facili attacchi della parte avversa, e non troverebbe spiegazione plausibile la loro tenace e non doma riluttanza alle altrui pretese. Pare, infine, di dover escludere ogni falsificazione, poiché la ridicola presenza di un finto miracolo, oltre che illogica in quel dato contesto, sarebbe inammissibile religiosamente, giuridicamente e storicamente. Al di là di queste considerazioni, la scienza ha acclarato che l’Ostia divenuta Carne si presentava Cuore umano vitale, tanto che, per impedirne la rigida contrazione muscolare e tenerla distesa, l’hanno inchiodata su qualche tavoletta, come dimostrano i 14 forellini ancora visibili e disposti in forma circolare periferica nell’Ostia - Carne; la scienza ha pure rilevato che il vino mutato in sangue si presentava Sangue fluido normale; nell’ipotesi che fosse stato prelevato da cadavere, "si sarebbe rapidamente alterato, per deliquescenza o putrefazione", invece si è raggrumato in cinque globuli abbastanza solidi ed aridi.

Le ricerche condotte dal prof. Linoli hanno inoltre accertato che "in nessuna sezione istologica sono comparsi elementi indicativi di un’impregnazione del tessuto da parte di sostanze mummificanti, quali erano impiegate in antico per la conservazione dei tessuti" ed infine: "la diagnosi istologica del miocardio, fondata su indiscutibili elementi obiettivi, rende poco accettabile l’ipotesi di un ’falso’ effettuato in antico. Infatti, anche supponendo che fosse stato prelevato il cuore da un cadavere, si deve ritenere che solo una mano esperta di dissezione anatomica avrebbe potuto, e non senza difficoltà, ottenere da un viscere cavo una ’fetta’ uniforme e continua, tenendo conto che le prime dissezioni anatomiche sull’uomo si ebbero posteriormente al 1300"(11) A questo punto, pur privi di fonti documentarie coeve, si può concludere che le Reliquie del Miracolo Eucaristico parlano di sè, da sè.

 

(11) O.LINOLI, RICERCHE ISTOLOGICHE, IMMUNOLOGICHE E BIOCHIMICHE SULLA CARNE E SUL SANGUE DEL MIRACOLO EUCARISTICO DI LANCIANO, Ed. S. M.E.L., Lanciano 1992, pp. 13-14.






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