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Il Miracolo Eucaristico
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Bibliografia
Home Miracolo Eucaristico Il Miracolo Eucaristico Forma rotonda dell'ostia grande

Forma rotonda dell'ostia grande 

In primo luogo, il monaco celebrante, detto "basiliano", essendo di rito greco-ortodosso, non avrebbe dovuto usare l'ostia grande di forma rotonda, tipica del rito latino. Questo vale oggi, non a quei tempi: basta richiamare alla mente qualche conoscenza storica e specialistica per superare la difficoltà. Infatti l'appartenenza al rito latino non impediva la celebrazione nell'altro rito e viceversa.

A tale scopo, si è riscontrata, su diversi documenti del primo millennio, la consuetudine "che i Greci nelle nostre contrade non solo ricevessero l'imposizione delle mani dai nostri Vescovi, ed i nostri sacerdoti la ricevessero in Oriente dai Vescovi greci con rito greco, ma si celebrava promiscuamente nell'uno e nell'altro rito, secondo che si passava dall'Oriente in Occidente e viceversa"(3).

Si può aggiungere un tratto della lettera del papa Leone IX (1049-54) indirizzata, tra la fine del 1053 e l'inizio del 1054, a Michele Cerulario (1043-58), ove, per affermare la pacifica coesistenza del rito ortodosso e di quello latino in Roma ed in Italia meridionale, è scritto: "... sia dentro che fuori Roma si trovano molti monasteri o Chiese dei Greci, nessuno di loro è disturbato o gli è proibito di rispettare le tradizioni dei padri e la propria consuetudine" (4).

Ciò nonostante il patriarca ha provocato lo scisma d'Oriente nel 1054, propugnando le solite questioni, tra cui il differente tipo di pane usato nella Messa: azzimo nel rito latino e fermentato in quello bizantino.

Insomma solo a metà del sec. XV, cio è al Concilio di Firenze (1438-1445), è stato stabilito che ognuno osservasse il proprio rito: ciò ha comportato la diversità delle ostie nella Messa, cioè azzime e di forma rotonda per il rito latino.

 

(3) G.SANNA SOLARO, LA CONVERSIONE MIRACOLOSA DELLA GRANDE OSTIA CHE SI CONSERVA NELLA CHIESA DI S. FRANCESCO DI LANCIANO, in: "IL REGNO DI GESU’ CRISTO", IV (1892), p. 21.

(4) LEONIS IX EPISTULA AD MICHAEL. CONSTANT., 29 L., in: PATROLOGIA LATINA, Garnier, Parigi 1882, vol. 143, 764 A. Cfr. G.OSTROGORSKI, STORIA DELL’IMPERO BIZANTINO, Einaudi, Torino 1993, p.307.
 




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