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Città | Miracolo Eucaristico  
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Il Miracolo Eucaristico
Epigrafe
Ad Perpetuam Rei Memoriam
Forma rotonda dell'ostia grande
Documentazione carente
Falsificazione
Datazione
Luogo e primi custodi
Progetto geniale
Chiesa di S. Legonziano e i Bizantini
S. Giovanni in Venere e i Benedettini a S. Legonziano
Chiesa di S. Legonziano e arciprete di Lanciano
Luoghi e attuali custodi
Introduzione
Accoglienza benevola
Incomprensioni
Questione delicata
Luoghi di custodia delle Reliquie Eucaristiche
Depositari delle chiavi
Parrocchia e chiesa di S. Legonziano
Estromissione forzosa
Dati informativi e culto
Situazione documentaria
Silenzio eloquente
Dati informativi
Notizie d'Archivi
Culto delle Reliquie Eucaristiche
Fede e sentimenti
Affettività e razionalità
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La fede dei Vescovi
Invocazioni e affidamento dei pastori
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Commozione: sentimento predominante
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C'era gran folla...
Ricerche scientifiche
Cronaca della prima fase
Gioioso annunzio
Analisi di laboratorio
Seconda ricognizione sulla Carne del 1981
Conclusioni scientifiche
ricerche istologiche, immunologiche e biochimiche
Premessa
Introduzione
Metodi di indagine
Protocolli dei reperti
Considerazioni conclusive
Riassunto
Bibliografia
Home Miracolo Eucaristico Il Miracolo Eucaristico Ad Perpetuam Rei Memoriam

Ad Perpetuam Rei Memoriam 

Lanciano, anticamente detta Ansiano, città famosa per le fiere, che vi si fanno due volte l’anno, nell’Abruzzo, territorio già dei Sanniti e Peligni, posta a quattro miglia lontana dalla marina e dal fiume Sangro. In questa città, circa gli anni settecento di N.S. si ritrovò nel monastero di S. Legonziano, ove abitavano i Monaci di S. Basilio, oggi detto di S. Francesco, un monaco, il quale, non ben fermo nella fede, letterato nelle scienze del mondo, ma ignorante in quelle di Dio, andava di giorno in giorno dubitando, se nell’Ostia consacrata vi fosse il vero Corpo di Cristo e così nel Vino vi fosse il vero Sangue.

Tuttavia, non abbandonato dalla divina grazia del continuo orare, ed istantemente pregava Dio che gli togliesse dal cuore questa piaga, che l’andava infistolendo (invadendo) l’anima, quando il benignissimo Iddio, Padre di misericordia e di ogni nostra consolazione, si compiacque levarlo da s" oscura caligine, facendoli quell’istessa grazia, che già compart" all’Apostolo S. Tommaso.

Mentre dunque una mattina, nel mezzo del suo sacrificio, dopo aver proferito le santissime parole della consacrazione, più che mai si trovava immerso nel suo antico errore, vidde (oh favor singolare e meraviglioso!) il Pane in Carne ed il Vino in Sangue converso. Da tanto e così stupendo miracolo atterrito e confuso, stette gran pezzo come in una divina estasi trasportato: ma finalmente, cedendo il timore allo spirituale contento, che li riempiva l’anima, con viso giocondo ancorché di lacrime asperso, voltatosi alli circostanti così disse: o felici assistenti ai quali il Benedetto Dio per confondere l’incredulità mia ha voluto svelarsi in questo Santissimo Sacramento e rendersi visibile agli occhi vostri: Venite fratelli e mirate il nostro Dio fatto vicino a noi.

Ecco la Carne ed il Sangue del nostro dilettissimo Cristo. A queste parole corse l’avido popolo con divoto precipizio all’Altare e tutto atterrito cominciò non senza gran copia di lacrime a gridare misericordia".

Avendo appreso di che cosa si tratta, è ora di superare alcuni gradini, per salire e portarsi in alto dietro l’Altare. é possibile così osservare da distanza minima il Prodigio e rendersene conto personalmente.

La mistica visita si prolunga, rimuginando le parole di Gesù: "Prendete e mangiate: questo è il mio corpo... Prendete e bevetene tutti: questo è il mio Sangue" (Mt. 26,26) e poi: "Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna" (Gv. 6,54).

Dinanzi alle Reliquie del Miracolo Eucaristico, le parole del Vangelo hanno una valenza realistica e visibile.

"Perciò - esortano le Catechesi di Gerusalemme - riceviamoli con tutta certezza come corpo e sangue di Cristo. Nel segno del pane ti vien dato il Corpo e nel segno del vino ti vien dato il Sangue, perché ricevendo il Corpo e Sangue di Cristo tu diventi concorporeo e consanguineo di Cristo.... Perciò non guardare al pane e al vino eucaristici come se fossero dei semplici e comuni elementi. Sono il Corpo e il Sangue di Cristo".(2)

Nell’Ostensorio argenteo di Lanciano ci sono veramente l’Ostia diventata Carne - Cuore ed il Vino divenuto Sangue di Gesù Cristo.

Questa mirabile visione, tuttavia, può lasciare pensosi su altre questioni. Per brevità, se ne esaminano solo quattro.

 

(2) CATECHESI 22, da: "CATECHESI DI GERUSALEMME" in : PATROLOGIA GRECA, Garnier, Parigi 1893, vol.33, 1098.






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