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Home La città di Lanciano Chiese Sant'Agostino

Sant'Agostino 

La facciata principale della chiesa rappresenta indubbiamente tutta la ricchezza della decorazione della scuola del Petrini. Infatti, costruita in pietra da taglio con vivo senso plastico e ornamentata da elementi scultorei di colonnine tortili, a fregi floreali, punte di diamante, evidenziano a fondo il virtuosismo di questa scuola. La facciata è valorizzata dal rosone a ruota della fortuna interamente circoscritta da un'ornamentazione a foglie d'acanto, sul rosone vi si sovrappone un archivolto poggiato su colonnine pensili le quali decorano la lunetta del portale, dove si accentua la scultura rappresentante la Vergine con il Bambino. Purtroppo la mancanza di senso storico dei secoli passati ci impedisce di ritrovare all'interno delle nostre chiese le forme architettoniche corrispondenti a queste facciate.
Infatti, all'interno di S. Agostino, nel 1827 gli affreschi delle pareti furono coperti di stucco in quanto annerite dal tempo. Per quanto concerne il portale, fu restaurato dal Lions Club di Lanciano nel 1992. Anticamente erano situate nell'antico colle Erminio le chiese di S. Giovanni, S. Lorenzo, S. Biagio, S. Maurizio, S. Martino e S. Agostino. Il convento degli Agostiniani riconosce la sua fondazione dalla bolla di Alessandro IV, datata 2 maggio 1256 con la quale questo pontefice volle disciplinare l'ordine degli Eremitani. In osservanza a tale bolla, Fra Nicolò da Lanciano, che viveva nell'eremo detto di Montevergine, nei pressi della città, con il concorso dei lancianesi fonda il nuovo monastero, che nel 1278 era già completato(1). Dell'antica chiesa non restano tracce, perché completamente rifatta in seguito. Nel 1438, arrivarono le reliquie di S. Simeone e S. Giuda Taddeo2 rubate dai lancianesi ai veneziani.
 A Venezia viveva un certo prete, Jacopo di Clemente, forse di Lanciano, e nella chiesa propriamente di S. Simone, fu così che tolse al corpo di quel santo il capo ed il braccio e li trasferì nella città frentana (3). Il doge di Venezia tentò di rincorrere i lancianesi ma fu dissuaso da un fortunale all'altezza di Ancona, successivamente inviò delle lettere, alle personalità di Lanciano, ma senza risultato. Le reliquie dei predetti santi di S. Simone, la destra di uno degli innocenti, tre spine della corona del signore, l'osso della coscia di S. Giuda Taddeo ed un dente di Apollonia pervennero e restarono nella città. Esse furono collocate nella cappella dei SS. Apostoli, Simone e Giuda edificata nel 1440. In questa chiesa fin da allora si istituì la confraternita dello stesso titolo, tutt'oggi esistente. Nella cappella suddetta, ora chiusa, vi è un'altra statua, la stessa dell' autore della Madonna della Candelora, del XVII sec., che si trova nella chiesa di S. Biagio, si tratta della Madonna della Cintura, si chiama cosi perché c'era una devozione per cui la Madonna avrebbe dato la cintura ai devoti, devozione portata avanti dall'ordine degli agostiniani(4).

Le statue presenti nella chiesa di S. Agostino sono:  la santa agostiniana Rita, S. Antonio da Padova e S. Gabriele dell'Addolorata patrono d'Abruzzo. Queste statue sono di gesso e non hanno nessun valore artistico, mentre altre con un valore sia artistico che storico risalenti al XVI e XVII SEC,  sono in restauro. Un capo altare la quale doratura è datata 1602 e nel quale sono visibili le pitture dello stesso periodo. Infine un busto ligneo di S. Agostino che si espone il giorno del 28 agosto, festeggiamento che si è sempre avuto fin dai tempi antichi. Tutte le chiese esistenti anticamente avevano il proprio culto e il proprio santo da festeggiare in una data precisa. Nella chiesa di S. Giovanni Battista, di cui oggi resta visibile solo la torretta, vi era la statua di quest'ultimo e la statua della Madonna della Candelora.
 
Altri luoghi interessanti nella zona

1 F. Carabba. Lanciano, Un profilo storico dalle ongini al 1860, editrice B.L.S., Lanciano 1995, p. 79
2 A.L. Antinori S. Agostino e convento" in Antichità della regione frentana, Napoll 1791, p. 426.
3 F. Carabba, Lanciano, Un pofilo..., op. cit.. pp. 135-136. 4 Carmine De Ciorgio, Cronaca delle chiese di Lanciano dal 1515 al 1870, ms. conservato presso la Biblioteca Comunale di Lanciano, p. 58.




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